Treni a vapore e intelligenza artificiale: il mondo visto dai giovani fotografi
Unpublished Photo (UP) è promosso dalla Fondazione culture e musei e dal MUSEC di Lugano. Ideato originariamente della galleria milanese 29 ARTS IN PROGRESS, il progetto comporta un concorso che dal 2018 richiama giovani artisti under 30 da tutto il mondo. Nel 2020 il MUSEC ha voluto consolidare l’iniziativa dandole una cornice istituzionale e una prospettiva di sviluppo a medio-lungo termine, con l’obiettivo di segnalare le principali tendenze internazionali della giovane fotografia d’arte. Edizione dopo edizione, il MUSEC intende anche costituire un archivio della fotografia contemporanea, arricchendo così le sue collezioni di fotografia d’arte che oggi comprendono oltre 40.000 opere, dall’Ottocento ai giorni nostri.

L’edizione 2023 di UP è stata indirizzata a fotografi tra i 18 e i 30 anni, che all’inizio dell’anno sono stati invitati a presentare un portfolio di 10 immagini coerenti fra loro per stile e contenuto. Durante il mese di apertura, il concorso ha visto la partecipazione di oltre duecento fotografi da trentacinque Paesi di tutto il mondo, con una forte adesione da parte dell’Italia, del Bangladesh, dell’India e della Russia.
I quattro vincitori sono stati selezionati da una giuria internazionale presieduta dal fotografo italiano Roberto Polillo, che si è riunita a Venezia nella sede dell’Istituto veneto di Arte Scienze e Lettere, partner del progetto. I portfolio premiati toccano temi importanti come la memoria e la storia, l’identità e la rappresentazione, la contrapposizione fra essere vivente e automa, la creazione e la ricerca di mondi fantastici.

Il primo premio, del valore di CHF 2.000, è andato ad Andrey Podlednev (Russia) e il secondo, pari a CHF 1.500, a Madeleine Brunnmeier (Germania). Il terzo e il quarto premio sono stati assegnati rispettivamente a Aleksandr Lialiushkin (Russia) e a W.VV.VV (Singapore), che ricevono CHF 1.000 ciascuno. Il premio speciale assegnato dalla De Pietri Artphilein Foundation di Lugano è andato a Madeleine Brunnmeier e consiste nella pubblicazione di una monografia in edizione bilingue, inglese e tedesco (Artphilein Editions).
La mostra allestita nello Spazio Maraini di Villa Malpensata a Lugano, presenta 24 stampe fotografiche di grande formato, sei per ciascuno dei vincitori. La mostra è accompagnata inoltre da un catalogo bilingue (in italiano e inglese) pubblicato dalle edizioni Fondazione culture e musei, che contiene tutte e dieci le fotografie presenti in ogni portfolio.
PRIMO PREMIO: Andrey Podlednev - Living Legends

Andrey Podlednev nasce a Khabarovsk (Russia orientale) nel 2004 e nel 2015 si trasferisce a San Pietroburgo. Inizia a fotografare da bambino, con vecchi apparecchi di produzione sovietica e la sua passione cresce quando i genitori gli regalano una Canon 2000. Da allora la fotografia diventa una compagna inseparabile, un’estensione del suo occhio. Nel 2022, grazie all’amico fotografo Nikolay Shchegolev, scopre il mondo dei treni a vapore, tutt’ora in servizio lungo linee storiche. Nasce così la serie Living Legends. Parte delle fotografie sono state scattate nel deposito di riparazione di locomotive di San Pietroburgo, altre a Peterhof e lungo la linea ferraviaria che conduce alla Bielorussia. Podlednev coglie con lirismo la maestosità delle locomotive a vapore e rende omaggio agli anonimi macchinisti e operai incontrati nei suoi viaggi, un’esperienza umana che ha segnato l’animo del giovane fotografo. Sono loro le «leggende viventi» che danno il titolo alla serie: i guardiani di metalliche vestigia del passato, avvolte nella fuliggine.
SECONDO PREMIO: Madeleine Brunnmeier - Gestalten Madeleine

Brunnmeier nasce nel 1995 nel Sud della Germania. La sua vena creativa si manifesta sin dall’infanzia nel disegno. Adolescente ini-zia a sperimentare la fotografia con un apparecchio digitale, scoprendo una connessione straordinaria, quasi magica, con il mondo visivo. La sua curiosità nel cercare nuovi modi di esprimere emozioni si realizza inizial-mente nell’autoritratto. Nel 2017 si trasferisce a Berlino per studiare arte e sperimentare altre forme di espressione, ma la fotografia resta il suo intimo rifugio. I protagonisti della serie Gestalten (2020-2023) sono uomini e donne di tutte le età, ritratti nelle loro abitazioni con addosso la totalità del proprio guardaroba. Gli indumenti perdono così la loro funzione primaria e diven-tano materia scultorea, capace di rivelare l’identità profonda degli indivi-dui. Brunnmeier, che si è in parte ispirata agli imponenti costumi dell’an-tico folklore europeo ancora utilizzati in alcuni carnevali tradizionali, ha scelto qui di lavorare con tecnica analogica: un ritorno alle radici del mezzo fotografico e una stimolante sfida creativa.
TERZO PREMIO: Aleksandr Lialiushkin – Breakdowns

Aleksandr Lialiushkin (1993) inizia a praticare la fotografia durante studi di giornalismo a Nižnij Novgorod, e in seguito nel 2016 si diploma in arti contemporanee a San Pietroburgo. Da allora coltiva una ricerca che me-scola fotografia, il suo mezzo di espressione principale, e arti performative. Nel 2022 abbandona la Russia e si trasferisce in Germania. È proprio in Germania che porta a termine il progetto Breakdowns, iniziato nel 2016 in Russia e poi interrotto. Attraverso il confronto fra la marionetta e l’essere umano, il fotografo cerca una connessione metaforica tra il padrone e lo schiavo, tra il vivente e l’artificiale, tra chi prova dolore e chi è privo di emozioni. Due figure in uno spazio neutro si copiano a vicenda, cercano di diventare una cosa sola, per smettere di rinascere ripetutamente. La marionetta, il non vivente, lo fa facilmente, senza provare nulla. L’essere umano esprime i suoi sentimenti nel dolore provocato dalle pose innaturali, dolore che però non si riflette nel volto, accrescendo così il carattere straniante della serie.
QUARTO PREMIO: W.VV.VV - Psytopia

Classe 1995, l’artista e designer di realtà aumentata W.VV.VV ha scelto di celare la propria identità e si esprime attraverso immagini che tradu-cono una profonda fascinazione per la cultura cyberpunk.
Per Psytopia, tra il 2019 e il 2023 l’artista ha vagato per innumerevoli notti e albe nelle strade di diverse città del Giappone, tra le quali Tokyo, Osaka, Kyoto, Sapporo e Hiroshima. La sua attenzione si è rivolta a scene urbane che spesso passano inosservate e a luoghi dove la gente si avventura solo raramente. L’elaborazione delle immagini e il particolare uso dei colori evocano un senso di solitudine e di desolazione, che la-sciano sullo sfondo il trambusto delle città affollate. Ogni immagine scava in profondità in una dimensione psichica, trasfigurando paesaggi urbani ordinari in un’allucinazione ultraterrena. Il progetto intende affermare il potere dell’arte di evocare emozioni e di ispirare l’introspezione, rispecchiando il viaggio stesso dell’artista attraverso il labirinto della propria psiche.