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«Attacco ucraino a Belgorod, una persona morta e una ferita»

Lo riferisce il centro di crisi regionale riportato dall'agenzia russa Tass – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Attacco ucraino a Belgorod, una persona morta e una ferita»

Un uomo è stato ucciso e una donna è rimasta ferita a seguito degli attacchi dell'esercito ucraino nella regione di Belgorod, secondo quanto riferito dal centro di crisi regionale. Lo riporta l'agenzia russa Tass. "La scorsa notte un uomo è deceduto sul luogo dell'esplosione di un drone nel villaggio di Privetny, nel distretto di Veydelevsky. I soccorritori di un'ambulanza hanno trasportato una donna, che ha riportato una ferita da scheggia alla schiena, all'ospedale distrettuale centrale di Valuy", si legge nel comunicato.

Red. Online
24.06.2026 06:32
23:12
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Trump: «Zelensky sta facendo piuttosto bene, è coraggioso»

«Volodymyr Zelensky sta facendo piuttosto bene, è coraggioso e ha un ottimo equipaggiamento» militare. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, nello Studio Ovale con il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

13:07
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Lavrov: «Gli USA aiutano gli ucraini ad attaccare la Russia»

Gli USA aiutano gli ucraini a lanciare i loro attacchi in profondità nel territorio russo. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, citato dalla Tass.

«Senza l'aiuto diretto americano nella guida e nell'ottenimento di dati per l'individuazione di obiettivi, è impossibile fare ciò che l'Ucraina sta facendo ora, lanciando attacchi terroristici sul territorio russo», ha affermato il capo della diplomazia russa intervenendo ad un forum.

Nel vertice del Ferragosto 2025 ad Anchorage i presidenti russo Vladimir Putin e americano Donald Trump avevano raggiunto «un compromesso» su come fermare il conflitto in Ucraina, ma ora Washington chiede a Mosca nuove «concessioni», ha detto Lavrov. Il ministro, citato da Interfax, ha affermato che Putin aveva accettato «proposte assolutamente concrete» che erano state in precedenza avanzate dagli Stati Uniti attraverso l'inviato Steve Witkoff. «E ora ci dicono: ascoltate, non è possibile, fate ancora delle concessioni», ha aggiunto il ministro russo.

Lavrov ha aggiunto che la Russia non si fermerà sulla linea del fronte esistente come condizione per avviare i negoziati su una soluzione al conflitto ucraino.

Il ministro degli Esteri russo ha pure confermato che la Russia ha avuto contatti con l'ufficio del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, il cui staff «ha contattato due volte i rappresentanti di Mosca». Ma anche con la Francia e la Gran Bretagna, che, ha sottolineato, hanno inviato loro rappresentanti in Russia.

«Ci ripetono: 'facciamo un cessate il fuoco lungo la linea di contatto e poi parliamo'. No - ha risposto Lavrov, citato dalla Tass -. Lo abbiamo già fatto quando ci siamo accordati a Istanbul, abbiamo siglato l'accordo e, come gesto di buona volontà, abbiamo interrotto le ostilità, abbiamo persino (...) ritirato le truppe da Kiev».

Lavrov si riferisce a negoziati tra Russia e Ucraina nel 2022 nella città turca che sembravano aprire la strada a una soluzione politica del conflitto, ma che poi furono abbandonati da Kiev.

«Per quanto riguarda i contatti, ci sono stati», ha confermato Lavrov, citato da Tass, riferendosi all'iniziativa di Costa. «Il presidente (francese) Emmanuel Macron ha rimproverato pubblicamente Antonio Costa per aver fatto contattare due volte i rappresentanti di Mosca da un suo collaboratore, dicendo che era inaccettabile e che dovevano incontrarsi per risolvere la questione», ha ricordato il ministro russo.

Ma lo stesso Lavrov afferma che da parte di Macron c'è stata «ipocrisia». E questo perché lo stesso presidente francese «ha inviato dei delegati, che sono stati ricevuti» a Mosca. «Così come, diciamocelo francamente, c'erano degli inviati da Londra», ha concluso.

12:17
12:17
Viceministro ucraino: «Il nostro Paese verso l'adesione all'UE»

«Oggi l'Ucraina è in una posizione unica: stiamo difendendo il nostro Paese dall'aggressione russa e preparandoci per la nostra futura adesione all'Unione europea, tutto allo stesso tempo. L'Ucraina si sta muovendo verso l'UE, e non parlo solo delle negoziazioni, ma anche dell'implementazione di tutti i principi» democratici «dell'UE». Lo ha detto il viceministro ucraino per lo Sviluppo delle Comunità e dei Territori, Oleksii Riabykin, intervenendo all'evento «Preparazione del contesto per la dimensione locale e regionale della Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina 2026» in corso a Danzica.

Riabykin ha poi sottolineato l'importanza «nell'ottica della ricostruzione» del Paese dei rapporti «con il Comitato europeo delle Regioni e la Commissione UE», a cui ha rivolto un ringraziamento «per il continuo supporto al nostro Paese».

Nel contesto della ricostruzione dell'Ucraina, secondo il vice-ministro, a giocare un ruolo fondamentale «saranno anche le comunità locali, che nei momenti di pressione hanno continuato a fornire servizi essenziali e stanno definendo le priorità per i progetti di investimento (...) a livello locale».

«L'Ucraina dovrà complementare nei prossimi mesi delle riforme che a molti altri Stati hanno chiesto anni» di lavoro, ha infine sottolineato Riabykin, evidenziano che «il Paese non dovrà solo ricostruire ciò che è stato distrutto, ma utilizzare fondi e risorse come un'opportunità per creare regioni e attori locali più resilienti muovendosi verso standard europei».

Dal canto suo, «l'Unione europea deve imparare dalla resilienza dalle città e comunità Ucraine, questo è quello che i nostri partner a Kiev ed oltre possono 'portare sul piatto', per introdurre questo concetto all'interno della vita amministrativa pubblica di tutti i giorni». Lo ha detto il sindaco di Danzica, Aleksandra Dulkiewicz, in apertura del suo intervento.

«C'è ancora molto da fare: la nostra città ha degli stretti legami con molte realtà ucraine, tra cui Mariupol, e queste partnership non sono puramente simboliche ma il frutto di una collaborazione e comunicazione costante tra diversi attori locali, con l'obiettivo di garantire il supporto e l'efficienza dei servizi ucraini», ha aggiunto la prima cittadina di Danzica.

«Dobbiamo continuare a spingere per un approccio che parta dal basso e vada verso l'alto, anche per la ricostruzione dell'Ucraina, cercando di includere non soltanto gli attori locali, ma anche tutti i livelli di governo e rappresentanti della società civile», ha concluso Aleksandra Dulkiewicz.

Intanto, nelle ultime 24 ore, una persona è rimasta uccisa e sei ferite a seguito degli attacchi delle forze armate ucraine nella parte della regione di Kherson sotto controllo russo. Lo ha riferito il governatore filorusso Vladimir Saldo. «Un uomo è stato ucciso in un attacco di droni contro un camion sull'autostrada Chaplinka-Nadezhdivka», ha scritto Saldo su Telegram.

È nel frattempo salito a tre il numero degli uccisi in un attacco con droni ucraini stamane su Horlivka, nella parte della regione di Donetsk controllata dai russi. Lo ha riferito il sindaco, Ivan Prikhodko, ripreso dalle agenzie russe.

Dal canto suo, il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un villaggio nella regione ucraina di Sumy. «Le unità del gruppo militare Nord hanno preso il controllo del villaggio di Ivolzhanskoye nella regione di Sumy», si legge sul canale Telegram del ministero russo.

06:40
06:40
«Attacco ucraino a Belgorod, una persona morta e una ferita»

Un uomo è stato ucciso e una donna è rimasta ferita a seguito degli attacchi dell'esercito ucraino nella regione di Belgorod, secondo quanto riferito dal centro di crisi regionale. Lo riporta l'agenzia russa Tass.

«La scorsa notte un uomo è deceduto sul luogo dell'esplosione di un drone nel villaggio di Privetny, nel distretto di Veydelevsky. I soccorritori di un'ambulanza hanno trasportato una donna, che ha riportato una ferita da scheggia alla schiena, all'ospedale distrettuale centrale di Valuy», si legge nel comunicato.

Intanto, il presidente lituano Gitanas Nauseda potrebbe intervenire come mediatore nello scontro tra i capi di Stato della Polonia, Karol Nawrocki, e dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky. Lo ha dichiarato oggi la consigliera per la politica Estera dello stesso Nauseda, Asta Skaisgiryte, nel corso di un'intervista all'emittente lituana Ziniu radijas.

Skaisgiryte ha sottolineato che già lo scorso gennaio Nauseda mediò tra Nawrocki e Zelensky a Vilnius cercando di garantire l'appoggio del presidente polacco a Kiev.

La consigliera ha suggerito che Nauseda potrebbe tentare di smussare le incomprensioni tra i due capi di Stato già in occasione di una sua visita a Kiev prevista per quest'estate.

06:35
06:35
Il punto alle 6.30

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha ribadito ieri di essere pronto a negoziati di pace con l'Ucraina solo sulla base degli «accordi di Istanbul» del 2022 e a condizione che Kiev ceda i territori rivendicati da Mosca.

«La Russia è pronta ad avere negoziati di pace con l'Ucraina basati sugli accordi raggiunti a Istanbul», ha detto Putin, citato dall'agenzia Tass. «Il nostro approccio è basato sugli accordi di Istanbul, le modalità discusse a Anchorage (nel vertice tra Putin e Donald Trump a Ferragosto del 2025) e, soprattutto, le realtà sul terreno», ha sottolineato il presidente russo. «Noi aderiamo - ha insistito Putin - ai principi che ho delineato anni fa nel mio discorso al ministero degli Esteri». Il riferimento è a un discorso tenuto da Putin nel giugno 2024 in cui affermava che per arrivare alla pace Kiev doveva rinunciare alle quattro regioni rivendicate dalla Russia e impegnarsi ufficialmente a non entrare nella Nato.

Gli «accordi di Istanbul», delineati nel marzo del 2022, non erano invece accordi per mettere fine al conflitto ma per avviare un percorso di pacificazione. Essi prevedevano in particolare che si avviassero trattative per le garanzie di sicurezza per l'Ucraina, mentre le questioni territoriali venivano rinviate a negoziati che potevano durare fino a 15 anni. L'allora capo delegazione ucraino, David Arakhamia, ha detto in seguito che tali intese furono lasciate cadere da Kiev per una serie di motivi, tra cui l'opposizione dell'allora premier britannico Boris Johnson, che convinse Kiev a continuare a combattere.