News
La diretta
Netanyahu: «Per intervenire contro l'Iran non ho chiesto il permesso a Trump» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE

23:12
23:12
Hezbollah accusa Israele di una nuova «violazione» del cessate il fuoco
Hezbollah ha accusato Israele di una nuova «violazione» del cessate il fuoco dopo che un drone israeliano ha ucciso due persone nel sud del Libano, il giorno dopo che altre due persone erano morte a causa di colpi d'arma da fuoco israeliani.
«Per la seconda volta in meno di 48 ore, l'esercito nemico israeliano ha deliberatamente preso di mira cittadini libanesi che stavano ispezionando le loro case» vicino alla città di Kfar Rumman, ha affermato il gruppo sostenuto dall'Iran in una dichiarazione. Hezbollah ha affermato di «ribadire che le azioni del nemico costituiscono una palese violazione del cessate il fuoco a cui ha aderito finora, e che sta monitorando e documentando tali violazioni».
20:57
20:57
Netanyahu: «Per intervenire contro l'Iran non ho chiesto il permesso a Trump»
«Quando mi sono rivolto al presidente (americano Donald) Trump prima dell'azione preventiva contro l'Iran, non ho chiesto il permesso, ho semplicemente annunciato il nostro piano. Fortunatamente anche lui si è unito a noi verso la fine, in un'azione molto importante». Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu nell'ambito di un lungo discorso alla Conferenza delle autorità locali 2026.
Netanyahu ha anche affermato che «ci sono momenti in cui bisogna saper dire anche al presidente degli Stati Uniti quali sono le linee che non si possono oltrepassare».
14:30
14:30
«Colpiti due terroristi Hezbollah sulla cresta di Ali al-Taher»
L'esercito israeliano (Idf) rende noto di aver colpito due terroristi armati di Hezbollah nell'area della cresta di Ali al-Taher. In precedenza, i soldati che operano nell'area, all'interno della Zona di Sicurezza, hanno individuato due terroristi armati. Dopo l'identificazione, l'Aeronautica e i militari sul terreno hanno colpito i due terroristi.
Le truppe dell'Idf sono state dispiegate anche nell'area del valico di frontiera di Kerem Shalom per il sospetto della presenza di un terrorista di Hamas sul lato di Gaza. L'uomo è stato disarmato, fermato e trasferito alle forze di sicurezza per interrogatori.
L'Idf in una nota sottolinea che non c'è stata alcuna infiltrazione nel territorio israeliano ma comunque rimane in contatto con i responsabili delle aree interessate nel sud.
14:29
14:29
In Arabia Saudita previsti i colloqui per la pace
In Arabia Saudita ci saranno colloqui per una riconciliazione tra l'Iran e i Paesi del Golfo. Lo fanno sapere fonti diplomatiche.
Il primo ministro del Qatar si è recato oggi in Oman per preparare i colloqui tra i paesi del Golfo, l'Iraq e l'Iran sullo Stretto di Hormuz, ha riferito all'AFP un diplomatico a conoscenza dei negoziati. Questi colloqui sono distinti dai negoziati tra Washington e Teheran, ha precisato il diplomatico, che ha chiesto di rimanere anonimo.
14:07
14:07
«L'Idf non si ritira dal Libano nemmeno se lo chiedono gli USA»
Il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che l'Idf non si ritirerà dal Libano meridionale nemmeno se gli Stati Uniti lo chiedessero. Lo riportano i media israeliani.
Katz, intervenendo al Muni Expo 2026, ha dichiarato che nel Libano meridionale «non ci saranno né civili né terroristi. Perché? Perché in passato, nelle zone di sicurezza dove era presente anche una popolazione civile, si sono verificati attentati e attacchi contro i soldati, e pertanto non lo permettiamo. Soldati dentro, residenti fuori. Le infrastrutture sono distrutte, le case sono pericolose e in rovina. Non ci ritireremo».
E ha aggiunto: «Abbiamo ottenuto risultati significativi, iniziati con il terribile colpo del 7 ottobre. Da allora, l'intero popolo, la leadership e l'esercito hanno agito con grande determinazione. Non sono a conoscenza di alcuna situazione in cui, senza quel terribile colpo, qualcuno sarebbe intervenuto per neutralizzare i tunnel a Gaza».
Il ministro ha poi detto che Israele non si ritirerà dai territori siriani: «Questa è la dottrina di sicurezza. L'Idf deve stare nella parte del nemico e proteggere le comunità dall'interno del loro territorio».
Dal canto suo, il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che l'Iran non ha intenzione al momento di consentire l'accesso agli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) né ai suoi siti nucleari, danneggiati durante gli attacchi statunitensi, né ai materiali nucleari. L'ispezione potrà essere «esaminata e risolta esclusivamente nell'ambito di un accordo definitivo» con gli Stati Uniti, e dipenderà dalle azioni concrete intraprese dall'altra parte per la revoca di tutte le sanzioni, ha aggiunto in un post su X.
Gharibabadi ha sottolineato che durante i negoziati in Svizzera, nessun funzionario iraniano ha incontrato il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, «nonostante la sua richiesta».
14:06
14:06
Trump: «L'Iran ci ha informato che non ci sono pedaggi a Hormuz»
«L'Iran ci ha informato che, nonostante le notizie false e tendenziose che sostengono il contrario, non vi sono né pedaggi, né costi assicurativi, né altre spese di alcun tipo richieste o riscosse dall'Iran alle navi in transito nello Stretto di Hormuz». Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth, ribadendo che se le dichiarazioni iraniane si rivelassero false i «negoziati si interromperebbero immediatamente».
Trump quindi insiste sul fatto che gli Stati Uniti non hanno versato denaro all'Iran né hanno sbloccato fondi iraniani e assicura: «Se queste informazioni si rivelassero false, i negoziati si interromperebbero immediatamente!» Inoltre, gli Stati Uniti non hanno versato denaro all'Iran né hanno sbloccato fondi iraniani a loro favore: «destineremo parte del loro denaro, attualmente sotto il nostro pieno controllo, ai nostri agricoltori e allevatori per l'acquisto di mais, grano, soia e altri prodotti».
È nell'interesse della Germania che la navigazione dello stretto di Hormuz sia possibile e il Governo tedesco è pronto a dare il suo contributo appena vi saranno le condizioni. È quello che ha ribadito il portavoce di Friedrich Merz, Stefan Meyer, in conferenza stampa a Berlino. «Servono una tregua e una situazione giuridica stabili. Le trattative devono essere portate avanti», ha aggiunto. «Continuiamo a monitorare i colloqui», ha concluso.
12:36
12:36
Previsti disordini lungo la Linea Gialla a Gaza contro Hamas
Il comando meridionale si sta preparando a manifestazioni e disordini violenti per venerdì a Gaza lungo la Linea Gialla. Lo riferisce il sito di notizie israeliano Walla spiegando che i preparativi sono iniziati dopo la notizia diffusa sui social arabi affiliati Fatah su una campagna che incita a manifestare contro Hamas il 26 giugno.
La protesta si concentra sulle difficili condizioni di vita nella Striscia ma anche sul ritardo nell'attuazione della seconda fase dell'accordo, che prevede la ricostruzione di case e infrastrutture e la cessazione delle ostilità, attribuendo la colpa alla leadership di Hamas.
Walla riporta che i funzionari di Hamas hanno identificato la campagna contro di loro, in parte condotta da membri di Fatah in Cisgiordania, e hanno agito su due livelli: l'esecuzione dei collaborazionisti, che include violenze e abusi pubblici per scoraggiare la popolazione a ribellarsi. Il secondo è il lancio di una contro-campagna con appelli a manifestare contro Israele e contro il rappresentante statunitense nel governo di pace, Nickolay Mladenov.
Intanto, l'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che un bambino è rimasto ucciso e diversi altri civili sono stati feriti in un attacco di droni israeliani a ovest di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. In particolare, un drone ha colpito il campo di al-Taybeh nella zona di al-Mawasi, a ovest della città.
12:19
12:19
«La fine della guerra in Libano è importante quanto la fine della guerra in Iran»
Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato oggi che l'Iran non ha mai abbandonato i suoi amici e partner strategici nelle situazioni più difficili e complesse.
«Per noi, il cessate il fuoco in Libano è importante quanto il cessate il fuoco in Iran e la fine della guerra in quel Paese è altrettanto importante quanto la fine della guerra in Iran», ha sottolineato. «L'obiettivo strategico dell'Iran è il ritiro delle forze militari straniere dalla regione, poiché non solo non sono riuscite a garantire una sicurezza duratura nella regione, ma sono state esse stesse fonte di instabilità», ha aggiunto, citato dall'Irna, durante un discorso alla conferenza dell'Unione parlamentare degli Stati islamici a Baku.
Durante la notte l'Idf ha colpito e smantellato quattro postazioni di lancio di razzi situate in diverse aree della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'esercito israeliano affermando che le postazioni erano state preparate per il lancio di razzi contro civili israeliani e soldati e rappresentavano pertanto una minaccia immediata.
Intanto, la guerra in Iran sta facendo salire i prezzi dei materiali da costruzione in Germania. A maggio, molti prodotti a base di petrolio o la cui produzione richiede un elevato consumo energetico costavano notevolmente di più, come ha comunicato oggi l'Ufficio federale di statistica.
Il bitume a base di petrolio, utilizzato ad esempio nella costruzione di strade e per l'impermeabilizzazione di tetti, edifici e fondamenta, costava il 31,2% in più rispetto a un anno prima. Anche i materiali da costruzione la cui produzione richiede un elevato consumo energetico hanno subito un notevole aumento dei prezzi, tra cui il vetro piano, con un rincaro del 15,4%. Esso viene solitamente utilizzato per finestre, porte o pareti in vetro.
10:58
10:58
L'Iran sosterrà la Palestina fino alla piena realizzazione dei suoi diritti
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il vice capo dell'ufficio politico di Hamas, Basem Naim, oggi, ha ribadito il continuo sostegno dell'Iran alla Palestina fino alla piena realizzazione dei suoi legittimi diritti.
«I negoziatori iraniani, negli attuali colloqui con gli Stati Uniti, continuano a sollevare la questione degli attacchi israeliani a Gaza e del suo continuo genocidio, nonostante il cessate il fuoco, in seno agli organismi internazionali e durante i negoziati con gli Stati Uniti e i mediatori».
Secondo l'agenzia di stampa Irna, Naim ha elogiato «la resistenza dell'Iran all'aggressione israelo-americana, nonché il sostegno del Paese ai palestinesi e alla loro causa».
Intanto, l'agenzia di stampa Wafa riferisce che quattro palestinesi hanno riportato ferite dopo che coloni israeliani hanno attaccato case e terreni agricoli nella città di Yatta, a sud di Hebron. I coloni hanno anche sradicato e danneggiato circa 60 alberi. L'attivista anti-insediamenti Osama Makhameh ha dichiarato che coloni pesantemente armati hanno attaccato case e terreni palestinesi nelle zone di Wadi al-Rakhim e Khallat al-Homs, a sud di Yatta.
09:37
09:37
Aiea: «Le ispezioni ai siti iraniani ci saranno»
Il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Grossi ha fatto sapere che gli ispettori dell'agenzia visiteranno i siti di arricchimento dell'uranio iraniano, un elemento chiave dell'accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. Lo scrive Times of Israel.
Durante una conferenza stampa presso la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, Grossi ha sottolineato che l'accordo «stabilisce esplicitamente che le attività nucleari che verranno svolte in relazione agli impianti di materiale nucleare saranno supervisionate dall'Aiea, in ogni sua parte», ha affermato.
E ha aggiunto: «Ovviamente, per farlo, dobbiamo effettuare delle ispezioni. Che avvengano dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni, è importante, ma non essenziale. Avverranno».
07:11
07:11
Trump critica il Senato: «Voto sull'Iran inopportuno e insignificante»
Un voto «inopportuno e privo di significato». Trump critica aspramente il Senato a maggioranza repubblicana che ha votato ieri contro il tycoon.
«Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare... e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act», ha scritto Trump sul suo social Truth.
Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente.
Intanto, il tycoon continua a calare nei sondaggi. Secondo l'American Research Group, il tasso di gradimento del presidente è precipitato al 30%.
06:20
06:20
In Oman un corridoio marittimo temporaneo per le navi a Hormuz
L'Oman ha dichiarato di aver coordinato le proprie azioni con l'Organizzazione marittima internazionale (Imo) per fornire un corridoio marittimo temporaneo alle navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale.
Le navi che desiderano utilizzare il corridoio temporaneo dovranno coordinarsi con l'Imo, sulla base delle coordinate annunciate dall'organizzazione e dalle autorità omanite, aggiunge il comunicato.
Il provvedimento mira a garantire la libertà di navigazione attraverso la via navigabile strategica, in conformità con il diritto internazionale e il diritto del mare, che tutelano la libertà di navigazione senza imporre tariffe di transito.
06:18
06:18
Il punto alle 6.00
È iniziato ieri in serata a Washington un nuovo round di colloqui fra Israele e Libano. Lo riporta CNN citando l'ambasciata israeliana negli Stati Uniti. «Le discussioni si svolgeranno parallelamente su binari diplomatici e militari», ha messo in evidenza l'ambasciata.
I colloqui inizieranno con una «sessione congiunta militare e politica, seguita da una sessione militare e infine da una sessione conclusiva politica», aveva affermato ieri un funzionario del Dipartimento di Stato. L’incontro dovrebbe concludersi giovedì.
Una nuova linea rossa per i diritti umani è stata calpestata nel vortice di morte in cui Gaza affoga da quasi tre anni. L'Idf «sta prendendo deliberatamente di mira e uccidendo i bambini palestinesi nella Striscia, cancellando la loro infanzia» al punto da compromettere «la stessa capacità di esistere e di determinare il proprio futuro».
A certificarlo è la Commissione indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite, secondo cui lo Stato ebraico «ha continuato a commettere un genocidio a Gaza», approfittando del fragile cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre 2025. Immediata la replica del ministero degli Esteri israeliano, che ha bollato il rapporto Onu come «una farsa calunniosa», che ignora «le brutali tattiche di Hamas», colpevole di «attaccare spietatamente i bambini israeliani e di usare i bambini palestinesi come scudi umani».
