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Al via in Iran sei giorni di cerimonie funebri pubbliche per Ali Khamenei

I fedeli gridano «Morte agli Stati Uniti» e «Vendetta, vendetta» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Al via in Iran sei giorni di cerimonie funebri pubbliche per Ali Khamenei
Red. Online
04.07.2026 08:15
23:33
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Israele, «domani sera si riunirà il gabinetto politico e di sicurezza allargato»

Il gabinetto politico e di sicurezza israeliano allargato si riunirà domani sera. Lo scrive il media israeliano Ynet.

22:35
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Libano: «4.303 morti e 12.202 feriti per i raid israeliani dal 2 marzo»

Il ministero della Salute libanese ha annunciato in serata che il bilancio complessivo delle vittime delle aggressioni israeliane iniziate il 2 marzo scorso è salito a 4.303 morti e 12.202 feriti. Lo riporta l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese, scrive Haaretz.

20:04
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«Morte all'America», in migliaia a Teheran per Ali Khamenei

«Morte all'America», «Vendetta, vendetta», «#KillTrump»: i cori e gli striscioni portati dalle migliaia di persone che si sono radunate nel cortile della Grande Moschea di Teheran trasformano le esequie di Stato per Ali Khamenei in una parata di lacrime e fedeltà al regime della Repubblica islamica. E un inno all'odio contro i «nemici» del «regime sionista» e di Washington, proprio mentre negli Stati Uniti si celebrano i 250 anni dell'indipendenza.

Dopo quattro mesi dai raid israelo-americani che lo hanno ucciso, i funerali per la defunta Guida Suprema sono iniziati ufficialmente nella capitale iraniana, proseguendo per i giorni successivi per quelli che le autorità preannunciano come la più grande cerimonia funebre della storia dell'Iran.

Sin dall'alba, ancor prima che la tv di Stato annunciasse l'inizio delle esequie pubbliche intorno alle 6 del mattino locali (le 4.30 svizzere), una folla vestita di nero a lutto si è riversata nella Moschea Mosalla, dove la bara di Ali Khamenei è stata esposta con il suo iconico turbante nero, in una teca trasparente. Accanto a lui, le spoglie della sua famiglia sterminata nello stesso attacco che lo ha ucciso: la figlia Boshra e la sua nipotina di 14 mesi Zahra, il genero Mesbaholhoda Bagheri e la nuora Zahra Hadad Adel, moglie di Mojtaba Khamenei.

È proprio l'attuale Guida Suprema, il grande assente nella prima giornata di cerimonia funebre: stando a quanto riferito al New York Times da due membri delle Guardie della Rivoluzione, Mojtaba avrebbe espresso il desiderio di presenziare alla cerimonia funebre del padre al santuario sciita dell'Imam Reza nella città di Mashhad il 9 luglio, per recitare la preghiera per i defunti. Tuttavia, le forze di sicurezza hanno finora respinto l'idea, temendo che Israele possa tentare di assassinare l'ayatollah durante la cerimonia, o rintracciarne gli spostamenti fino al suo nascondiglio. I media iraniani evitano di nominarlo e nel Paese si valuta come improbabile una sua partecipazione alle esequie. Così, Mojtaba resta nell'ombra dell'incertezza: dopo essere rimasto ferito negli attacchi che hanno ucciso il padre, non è mai apparso in pubblico e continua a comunicare solo attraverso dichiarazioni scritte.

Nonostante l'eventuale assenza di Mojtaba, la Repubblica islamica intende in ogni caso sfruttare i funerali come dimostrazione di forza verso gli Stati Uniti, nel pieno dei negoziati che riprenderanno con la conclusione delle esequie. Secondo Al Arabiya, la data per il prossimo round è l'11 luglio in Pakistan e si affronteranno i tre nodi principali del negoziato: le sanzioni Usa a Teheran, i fondi iraniani congelati e il programma nucleare. Intanto, Trump ha dichiarato ad Axios che sta seguendo i funerali, confermando la sospensione dei colloqui per le cerimonie. «Sono tutti lì. Un colpo e potremmo eliminarli tutti, ma non lo faremo perché altrimenti non avremmo nessuno con cui negoziare», ha commentato il tycoon prima di dirsi sorpreso di aver visto alcuni iraniani piangere ai funerali: «Forse sono lacrime finte».

Accanto all'obiettivo diplomatico, il regime intende spingere su una partecipazione massiccia alle esequie come attestato di lealtà del popolo al regime e al suo leader: secondo il comune di Teheran, nel primo giorno 2,2 milioni di persone si sono spostate in metro per i funerali, e le autorità si aspettano una presenza complessiva di 15-20 milioni alle cerimonie.

Nella blindatissima capitale sono state predisposte una serie di misure di accoglienza, con oltre 400 tende e autobotti per acqua potabile. Ma l'Iran «non piange Ali Khamenei. L'Iran piange oltre 40'000 figli e figlie massacrati l'8 e il 9 gennaio da Khamenei, Ghalibaf e dalla loro macchina repressiva», ha provato a dire il figlio dell'ultimo Scià, Reza Pahlavi, in un messaggio rivolto «ai rappresentanti stranieri» presenti ai funerali: oltre ad Hamas e Hezbollah, alle cerimonie partecipano infatti i Paesi vicini all'Iran. Assenti invece gran parte degli Stati europei.

La bara di Ali Khamenei sarà esposta giorno e notte fino a lunedì all'interno del complesso della Grande Moschea, prima di una processione per le vie della capitale. Successivamente, verrà portata in diverse città dell'Iran e dell'Iraq, prima della sepoltura prevista per giovedì nella città santa di Mashhad, suo luogo di nascita.

19:44
19:44
«Almeno 16 morti nelle ultime 48 ore a Gaza»

Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute locale, almeno sedici palestinesi sarebbero stati uccisi a Gaza negli ultimi due giorni. Lo scrive Al Jazeera precisando che tra di loro figurano nove corpi recuperati dalle macerie degli edifici crollati. Il ministero afferma inoltre che 16 feriti sono stati registrati in vari ospedali.

19:43
19:43
Trump: «Netanyahu sa chi comanda»

Il presidente americano Donald Trump ha riferito che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto un incontro alla Casa Bianca che potrebbe avvenire già la prossima settimana, al rientro del tycoon dal vertice della Nato, in Turchia.

«Andiamo molto d'accordo. Netanyahu sa chi comanda», ha detto Trump in una breve intervista telefonica con Axios, riferendosi a se stesso. Si tratterebbe del primo incontro tra i due leader dopo la drammatica riunione nella Situation Room dello scorso febbraio, durante la quale Netanyahu presentò il suo piano per lanciare una guerra congiunta contro l'Iran.

Un funzionario israeliano, aggiunge Axios, ha osservato che la prossima settimana potrebbe però essere troppo presto per la visita, a causa del viaggio di Trump in Turchia, dove il 7 e l'8 luglio si terrà il vertice della Nato. Pertanto, «potrebbe avvenire la settimana successiva», ha affermato il funzionario. L'ufficio del premier israeliano ha reso noto che Netanyahu ha telefonato a Trump ieri per congratularsi in occasione del 250esimo anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti.

«Nel corso della conversazione, il premier ha affermato che gli Stati Uniti sono garanti della libertà globale e che Israele attribuisce grande valore allo stretto rapporto tra le due nazioni. Netanyahu e Trump hanno concordato di incontrarsi presto negli Stati Uniti», ha dichiarato l'ufficio di Netanyahu, nel resoconto di Axios.

Negli ultimi mesi, a partire dall'incontro di febbraio, le persone vicine a Trump sono diventate sempre più scettiche e disilluse nei confronti di Netanyahu. «Molti dei più stretti consiglieri di Trump ritengono che Bibi abbia sbagliato tutto», ha detto un funzionario Usa.

Il mese scorso, durante una telefonata di fuoco, Trump ha duramente criticato Netanyahu per l'escalation di Israele in Libano, definendo il primo ministro «folle» e accusandolo di ingratitudine. Le tensioni hanno inoltre accentuato una più ampia frattura all'interno del partito repubblicano riguardo a Israele e alla guerra, con influencer del movimento Maga, come Tucker Carlson, che accusano Trump di essere succube di Netanyahu.

Malgrado le riserve di Netanyahu, Trump ha firmato a giugno il memorandum per prorogare il cessate il fuoco con l'Iran e avviare nuovi negoziati sul nucleare. Trump ha inoltre sollecitato Netanyahu a limitare le operazioni dell'Idf in Libano, dove i combattimenti sono di ostacolo ai colloqui con l'Iran.

13:45
13:45
Khamenei vorrebbe andare alla tumulazione del padre

Mojtaba Khamenei ha espresso alle autorità il desiderio di presenziare alla cerimonia funebre del padre al santuario sciita dell'Imam Reza nella città di Mashhad il 9 luglio per recitare la preghiera per i defunti. Lo scrive il New York Times, citando due membri delle Guardie Rivoluzionarie e una persona coinvolta nell'organizzazione del funerale.

I due, che hanno chiesto di rimanere anonimi, hanno affermato che le forze di sicurezza hanno finora respinto l'idea, temendo che Israele possa tentare di assassinare l'Ayatollah Khamenei durante la cerimonia o rintracciare i suoi spostamenti fino al suo eventuale nascondiglio.

L'ayatollah Mojtaba Khamenei rimase coinvolto e ferito nello stesso raid in cui morì il padre. Da quando è stato nominato nuova guida suprema della Repubblica Islamica, a marzo, non è stato mai visto in pubblico e le sue reali condizione di salute sono state oggetto di speculazioni.

Mercoledì, ricorda il New York Times, Khamenei era assente alla cerimonia commemorativa a Teheran per la moglie, uccisa insieme al figlio adolescente e ad altri parenti nel raid del primo giorno di guerra, quando le forze israeliane e statunitensi bombardarono il complesso residenziale della famiglia.

08:15
08:15
Il punto alle 8

L'Iran ha ufficialmente dato inizio a sei giorni di cerimonie funebri pubbliche per il defunto leader supremo Ayatollah Ali Khamenei. Migliaia di persone in lutto, con in mano striscioni rossi, simbolo associato alle richieste di vendetta, si sono radunate nel cortile della Grande Moschea di Teheran prima dell'arrivo della bara di Khamenei, scandendo slogan come «morte all'America» e «vendetta, vendetta».

Secondo quanto riportato dalla televisione di stato, migliaia di persone si sono recate a Teheran da diverse città iraniane e dalle zone rurali per dare l'ultimo saluto al defunto leader Ali Khamenei.

La cerimonia di commiato durerà fino alle 20:00 di domenica, ora locale. I fedeli pregheranno per il leader domani mattina e inizieranno la cerimonia funebre il giorno successivo.

I fedeli, riuniti nel cortile della Grande Moschea di Mosalla a Teheran, dove la bara di vetro di Khamenei è posta in un luogo elevato, gridano «Morte agli Stati Uniti» e «Vendetta, vendetta» e sventolano striscioni con l'immagine di Khamenei e i suoi aforismi, oltre a immagini come quella di un banchetto a mani giunte. Le bandiere dell'Iran e di altre nazioni recano scritte in arabo che invocano vendetta per la morte di Khamenei, avvenuta durante l'attacco israelo-americano del 28 febbraio.

Le cerimonie funebri e di commiato si terranno tra sei giorni a Teheran e nelle città sante di Qom e Mashhad in Iran, nonché a Najaf e Karbala in Iraq. Il governo prevede la partecipazione di circa 20 milioni di persone a Teheran.