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È il giorno dei negoziati tra USA e Iran al Bürgenstock

Il vicepresidente americano JD Vance è arrivato nel resort nidvaldese alle 6:40: a breve inizieranno i colloqui, volti a limitare il programma nucleare di Teheran e a consolidare il fragile accordo provvisorio per forre fine al conflitto – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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È il giorno dei negoziati tra USA e Iran al Bürgenstock
Red. Online
21.06.2026 07:15
11:03
11:03
I colloqui al Bürgenstock dureranno «un solo giorno»

Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha indicato che «i colloqui dureranno un solo giorno. In mattinata «avremo colloqui bilaterali con le delegazioni pakistana e qatariota in qualità di mediatori in questo processo», scrive l'agenzia Irna.

Mentre nel pomeriggio si terranno «incontri quadrilaterali tra le delegazioni della Repubblica Islamica e degli Stati Uniti alla presenza degli stessi mediatori».

Il consigliere federale Ignazio Cassis ha nel frattempo incontrato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi in quello che secondo l'agenzia Irna è «il primo programma ufficiale della delegazione iraniana in Svizzera».

11:02
11:02
«Lo stretto di Hormuz resta chiuso»

Lo stretto di Hormuz rimane chiuso: lo riferisce l'agenzia iraniana Fars citando una fonte militare, secondo cui la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane non ha autorizzato il transito di alcuna nave.

10:25
10:25
Bürgenstock, i colloqui inizieranno in mattinata

Dopo giorni di continui tentennamenti, i colloqui tra Stati Uniti e Iran dovrebbero iniziare nel corso della mattinata sul Bürgenstock (NW). Lo ha comunicato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Le delegazioni saranno guidate dal vicepresidente statunitense J.D. Vance e dal presidente del parlamento iraniano Mohammed Bagher Ghalibaf.

Vance e sua moglie sono atterrati a Emmen (LU) alle 05:59, secondo quanto riferito dal portavoce del vicepresidente USA. Poco dopo, il primo ministro pakistano Muhammad Shehbaz Sharif è arrivato in Svizzera in veste di mediatore, come annunciato dal suo ufficio su X. Della delegazione pakistana fa parte anche il capo dell'esercito, Asim Munir.

Gli inviati del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, si trovavano già sul Bürgenstock da ieri. Anche la delegazione proveniente da Teheran era arrivata nell'hotel in serata:

I negoziati a livello di esperti inizieranno oggi, dopo il rinvio di venerdì. L'obiettivo è quello di convertire l'accordo di principio firmato mercoledì da Washington e Teheran in un'intesa definitiva. Il processo per giungere a un accordo conclusivo dovrebbe durare circa due mesi. All'ordine del giorno figura, tra le altre cose, il programma nucleare iraniano.

09:43
09:43
Israele «elimina» due finanziatori di Hamas e Jihad islamica

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver «eliminato» Hussein Qadra e Mohammed Farra, membri delle ali militari di Hamas e della Jihad islamica. Qadra, che stando all'Idf guidava una rete di finanziamento insieme a Farra, agiva sotto la leadership di Hamas e ha facilitato il trasferimento di oltre mezzo miliardo di shekel (circa 150 milioni di franchi svizzeri) ad Hamas, secondo quanto riportato su X dall'esercito israeliano.

09:21
09:21
Atterrato a Zurigo il premier pakistano per i colloqui USA-Iran

Il premier pakistano, Muhammad Shehbaz Sharif, è atterrato a Zurigo per partecipare ai colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per oggi. Lo rende noto il suo ufficio che ha pubblicato su X un video che lo ritrae mentre scende dall'aereo.

Poco prima era arrivato il maresciallo Asim Munir, capo delle forze armate pakistane e principale mediatore tra Teheran e Washington.

09:09
09:09
Sette morti nei raid israeliani sul Libano

Almeno sette persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia nazionale di stampa Nna che cita il ministero della Sanità di Beirut.

Cinque persone, tra cui un bambino, una donna e due anziani, sono morte in seguito ai bombardamenti sulla città di Sohmor, nel Libano occidentale. Mentre altre due persone di nazionalità palestinese sono rimaste uccise nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, a Rashidieh, scrive la Nna.

08:55
08:55
Bürgenstock, aggiunta una sessione sul Libano ai colloqui

È stata aggiunta una sessione speciale per discutere del conflitto tra Israele e Hezbollah ai colloqui di oggi tra Stati Uniti e Iran in Svizzera. Sarebbe il primo punto all'ordine del giorno, come rende noto l'emittente statunitense Cbs News.

Il network cita un diplomatico presente ai colloqui, che non prevedono la partecipazione di funzionari né israeliani né di Hezbollah.

08:12
08:12
Vance è arrivato al Bürgenstock: al via i negoziati blindati con l'Iran

Sono iniziati stamane sul Bürgenstock i cruciali colloqui a livello di esperti tra Stati Uniti e Iran: il vicepresidente statunitense JD Vance è atterrato all'alba a Emmen (LU) ed è giunto nel resort nidvaldese attorno alle 06:40. La delegazione iraniana – guidata dal presidente del parlamento Mohammed Ghalibaf – era già arrivata ieri sera.

L'obiettivo dello storico incontro, mediato da Pakistan e Qatar, è trasformare l'accordo di principio siglato mercoledì scorso a Washington e Teheran in un'intesa definitiva. Al centro dei negoziati ci sono il programma nucleare iraniano (con l'ipotesi di trasferire all'estero o diluire l'uranio arricchito), la revoca delle sanzioni USA, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e un piano da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione del Paese. Le trattative dovrebbe durare circa due mesi.

Il vertice odierno prende il via dopo giorni di altissima tensione. Un primo round di colloqui, inizialmente previsto per venerdì, era stato rinviato a causa di pesanti raid israeliani e lanci di razzi da parte di Hezbollah nel sud del Libano, costati la vita a decine di persone. Le violenze hanno fatto vacillare il cessate il fuoco concordato tra USA e Iran proprio all'interno dell'accordo quadro di mercoledì.

In risposta agli attacchi e alla presenza militare israeliana nel sud del Libano, ieri Teheran ha minacciato di bloccare nuovamente lo Stretto di Hormuz. Dal canto loro, gli Stati Uniti hanno espresso una netta disapprovazione all'alleato Israele per i raid, ma hanno smentito il blocco navale, assicurando che le proprie forze continuano a garantire la libera navigazione nello stretto, dove ieri il transito di petroliere ha registrato un picco record.

Nonostante lo scetticismo di molti osservatori sui tempi del negoziato e i continui scambi di accuse tra le parti, i diplomatici hanno deciso di procedere. Sul Bürgenstock i colloqui preliminari sono stati avviati già ieri dagli inviati speciali di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff.

Per la Svizzera questo vertice apre una nuova importante finestra per i suoi «buoni uffici». L'intera area del Bürgenstock è blindata e presidiata da circa 2000 membri dell'esercito e della polizia per garantire la massima sicurezza.

07:54
07:54
Smotrich: «Resteremo per anni nelle zone che controlliamo in Libano»

Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich promette che Israele rimarrà nella zona di sicurezza che controlla all'interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a una richiesta esplicita in tal senso da parte degli Stati Uniti. In un'intervista al quotidiano degli ultra ortodossi 'Makor Rishon' pubblicata nel fine settimana, secondo quanto riporta 'The Times of Israel' Smotrich aggiunge che, a suo avviso, una richiesta del genere da parte degli Stati Uniti non arriverà, perché «capiscono quali sono le nostre linee rosse».

Alla domanda se l'esercito rimarrà in Libano per anni, il ministro di estrema destra risponde: «Sì, e lo dico in qualità di persona che sta attualmente conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio». Alla domanda se Israele debba istituire avamposti militari e intere basi nella zona di sicurezza, Smotrich risponde: «Assolutamente sì. Rimarremo lì finché Hezbollah non si disarmerà, e penso anche oltre, perché abbiamo bisogno di confini difendibili». «Finché Hezbollah non si disarmerà, non ci sposteremo di un millimetro. Questa - conclude Smotrich - è la posizione del primo ministro e del ministro della Difesa, e anche la mia, e siamo determinati a mantenerla».

07:15