Aviazione

«EasyJet decolla lasciando 122 passeggeri a terra», caos a Linate per i nuovi controlli EES

La denuncia sul Daily Mail: «Lunghissime code per il nuovo sistema di ingresso elettronico alle frontiere per i cittadini extra-UE, alcuni sono svenuti e hanno vomitato»
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Red. Online
13.04.2026 14:40

Più di cento passeggeri sono rimasti a terra, domenica, all'aeroporto di Milano-Linate senza riuscire a imbarcarsi su un volo EasyJet per Manchester a causa delle lunghe code per il nuovo sistema d'ingresso elettronico alle frontiere per i cittadini extra-UE (il cosiddetto Entry/Exit System o EES). Lo riportano i media britannici. La compagnia low-cost ha ritardato il decollo di 52 minuti per consentire a quanti più passeggeri possibile di superare i controlli, ma l'aereo è stato costretto a partire quando l'equipaggio ha raggiunto il limite massimo di ore di servizio consentite dalle normative sulla sicurezza. Dei 156 passeggeri previsti, solo 34 sono riusciti a salire a bordo.

Il nuovo sistema di controlli prevede la registrazione dei dati biometrici dei passeggeri – impronte digitali e immagine del volto – insieme ai dati contenuti nel passaporto. La vicenda ha scatenato un'inevitabile polemica tra EasyJet e l'aeroporto. La compagnia ha parlato di circostanze «non dipendenti da noi», ma altri voli sono partiti senza problemi nonostante il sistema EES.

Le testimonianze

Il Daily Mail parla di «passeggeri abbandonati» e riferisce di scene con «conati di vomito e svenimenti». Le attese ai controlli «erano di tre ore». I viaggiatori furiosi si sono riversati sui social. Il volo EasyJet EJU5420 diretto a Manchester era previsto per le 11.00.

Una 17.enne ha raccontato alla BBC: «Siamo arrivati qui alle 7.30 del mattino per il nostro volo delle 11, quindi eravamo in anticipo. Siamo arrivati al controllo passaporti e c'era una fila enorme. Non mi sentivo molto bene. Attorno alle 10.50 hanno portato dell'acqua per le persone, e quando siamo arrivati in testa alla fila qualcuno ci ha chiesto se stessimo andando a Manchester e ci ha detto che il nostro volo era appena partito». Il risultato? 520 sterline per due persone per un volo in partenza oggi (e atterraggio a Gatwick, non a Manchester), con 20 ore di attesa in aeroporto. «EasyJet mi ha offerto 12,25 sterline di risarcimento, più o meno il prezzo di un panino in aeroporto».

Una donna di 26 anni in viaggio con altri tre adulti e un bimbo di 5 anni, ha dichiarato al Liverpool Echo: «Dopo i problemi al controllo passaporti, ci hanno sballottato da un posto all'altro per tre ore e nessuno ci ha aiutato. Faceva così caldo in aeroporto che c'era gente che vomitava e che stava per svenire. Ci è stato detto che martedì è il primo giorno in cui possiamo tornare, e che dobbiamo volare a Gatwick. Abbiamo dovuto pagare di tasca nostra per un AirBnB».

EasyJet ha dichiarato di avere informato i clienti in anticipo del nuovo sistema e di avere consigliato loro di controllare i propri documenti di viaggio, di arrivare in aeroporto con largo anticipo, di prepararsi ai controlli biometrici e di tenere conto di tempi di attesa aggiuntivi nella pianificazione del proseguimento del viaggio.

Cos’è l’EES e perché blocca gli aeroporti

Dietro questo scenario apocalittico c’è la piena operatività, scattata ufficialmente il 10 aprile 2026, del nuovo sistema EES, gestito dall’agenzia europea eu-LISA. Si tratta di una rivoluzione digitale per l’area Schengen (29 Paesi): l’addio definitivo al tradizionale e rapido controllo manuale del passaporto. Tutti i cittadini di Paesi terzi (inclusi britannici post-Brexit e americani) che entrano o escono dall’area Schengen per soggiorni brevi (fino a 90 giorni) devono sottoporsi a una doppia registrazione digitale. Oltre ai dati del documento, la Polizia deve acquisire le impronte digitali e un’immagine facciale biometrica del viaggiatore. La Commissione europea stima che la procedura impiegherà in media 70 secondi a passeggero, ma sembra che l’attuale fase «di rodaggio» si stia scontrando con la realtà: infrastrutture digitali non ancora perfettamente calibrate, personale in fase di adattamento e picchi di traffico che mandano i sistemi in tilt. Con i passeggeri spiazzati dalla novità che si sommano – nel caso della domenica a Milano-Linate – a impianti di aerazione insufficienti.

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