Mondo
La diretta

In Venezuela si continua a scavare, a 680 mila bambini serve assistenza umanitaria

Un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo dalle macerie a Caraballeda, 80.enne salvata 60 ore dopo il crollo della sua abitazione – I dispersi sono quasi 50.000 – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE
In Venezuela si continua a scavare, a 680 mila bambini serve assistenza umanitaria
Red. Online
28.06.2026 07:55
23:25
23:25
Individuate tre persone in vita a La Guaira

I vigili del fuoco italiani stanno lavorando sulla segnalazione di una donna con due dei suoi tre figli ancora in vita in uno stabile crollato a Macuto, cittadina dello Stato di La Guaira, l'area del Venezuela maggiormente colpita dal sisma. I vigili del fuoco sono ora all'interno della struttura per rilevare segnali di vita delle tre persone. Secondo quanto si apprende, la donna, di 30 anni, avrebbe comunicato con l'esterno attraverso alcuni messaggi whatsapp in cui avrebbe detto di essere bloccata all'interno con due dei suoi tre figli.

21:50
21:50
Padre e figlio salvati quattro giorni dopo il terremoto

Un uomo e suo figlio adolescente sono stati appena tirati fuori dalle macerie quasi quattro giorni dopo il terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo riferiscono i giornalisti AFP a Caraballeda.

Gli uomini delle squadre di soccorso americane e francesi hanno fatto scendere dall'ammasso di macerie il giovane e suo padre, entrambi nudi su barelle, circondati da decine di persone.

20:10
20:10
Il numero delle vittime sale a 1.450, 3.150 i feriti

«Ci sono al lavoro oltre 25 mila uomini per i soccorsi per salvare vite. Abbiamo di fronte ore cruciali. La cifra dei morti è salita a 1.450, 3.150 feriti, 764 edifici danneggiati». Lo ha detto Jorge Rodriguez, presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana.

19:49
19:49
La Guaira una città fantasma, e a scavare anche tanti sciacalli

La strada è divisa in due. Letteralmente. Il terremoto di quattro giorni fa ha aperto l'asfalto, lasciando profonde crepe sul lungomare invaso dai detriti delle centinaia di edifici collassati al suolo. Da tranquilla cittadina sul mare, La Guaira si è trasformata nel simbolo della tragedia venezuelana.

Quel che resta dei condomini e degli hotel, con i nomi che rievocano la quiete delle onde e paradisi caraibici, sono le insegne distrutte o, nel peggiore dei casi, ammassi di acciaio e muratura. Ma ora, a complicare una situazione che si fa di giorno in giorno più disperata, scatta anche l'allarme sciacalli.

Come gli zamuri - i rapaci tipici del Venezuela - banchettano tra i rifiuti a bordo strada, così i malviventi scavano tra le macerie facendo razzia di ogni cosa, dai vestiti fino alle cassette di sicurezza. «Spesso si spacciano per volontari o soccorritori, in modo da poter entrare nelle zone transennate - raccontano in città - Non sono attivi soltanto la notte, dove andare in giro è pericolosissimo, ma anche durante il giorno, alla luce del sole».

L'obiettivo principale sono ovviamente i quartieri più poveri, dove i residenti non hanno la possibilità di assoldare guardie private. E così sono loro stessi a vigilare quel che resta delle loro case, seduti su sedie di fortuna in attesa che qualcuno venga ad aiutarli. «Qualche giorno fa alcune persone sono venute in moto qui e sono entrate nelle nostre abitazioni - racconta una signora a Catia La Mar, una delle aree più colpite della città -. Quando ci siamo avvicinati li abbiamo trovati che stavano addirittura provandosi alcuni vestiti trovati all'interno degli appartamenti. Mi chiedo come sia possibile approfittare di una tragedia simile per ottenere guadagni personali».

Nel mirino dei saccheggiatori ci sono anche i negozi distrutti o danneggiati dal sisma. Lungo la strada sono tutti chiusi, ma all'esterno non è raro incontrare agenti di sorveglianza armata.

A quattro giorni dalla calamità che ha devastato il Venezuela, La Guaira si trova ad affrontare così una delle tragedie più grandi del Paese. Quello che è considerato il 'mare di Caracas', dove i cittadini spesso avevano la loro seconda casa, si è trasformato in una città fantasma, dove si passa dal silenzio spettrale delle aree già controllate al frastuono di gru e fiamme ossidriche nelle zone ancora attenzionate.

Le strade sono ammassi di detriti, condomini collassati l'uno sull'altro, altri su loro stessi 'come pancake', come li descrivono i soccorritori. Le strade o le piazze sono invase dalle tende degli sfollati, mentre gli scheletri dei palazzi portano alla luce gli ultimi istanti di una vita passata, tra palloncini a forma di pallone da calcio e stanze identiche di un hotel di lusso. La piscina di un albergo è completamente riversa su un fianco, sospesa sul baratro della montagna, mentre allo yachting club sul mare l'unica cosa ancora integra sono le barche ancorate al molo.

Ogni ora che passa la speranza di trovare qualcuno in vita si riduce sempre più. Ormai, è il pensiero condiviso da chi continua a lavorare senza sosta tra le macerie, bisogna fare i conti con la realtà e rassegnarsi al peggio. Ma i team, giunti da ogni parte del mondo, continuano a scavare, continuano a fare sopralluoghi in centinaia e centinaia di edifici.

E mentre la polvere invade le strade, c'è chi prova a recuperare gli ultimi oggetti personali e chi, invece, seduto su una moto, porta sottobraccio un aeroplano giocattolo rosa, per alleviare, forse, il dolore della propria figlia scampata alla tragedia.

16:08
16:08
«Due gli undicenni estratti vivi dalle macerie in Venezuela»

Sono due i ragazzi di 11 anni di età estratti vivi nelle scorse ore dalle macerie dei terremoti del 24 giugno in Venezuela, nello stato di La Guaira: lo riporta la Bbc.

Stando all'emittente britannica uno di loro, di nome Moisés, è stato tratto in salvo ieri da soccorritori colombiani, i quali hanno raccontato l'operazione di salvataggio attraverso video sui social, senza però specificare il punto preciso de La Guaida in cui è stato assistito il piccolo.

Un secondo minore di 11 anni, di cui non è stato reso pubblico il nome, è stato invece salvato nella località di Caraballeda, secondo quanto reso noto su X nelle prime ore di oggi dalla presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez. In questo, caso a intervenire sono stati principalmente soccorritori dell'Esercito messicano.

14:49
14:49
La vicinanza di papa Leone XIV

Papa Leone XIV ha ribadito oggi la propria vicinanza al popolo venezuelano, colpito dal violento sisma che ha causato finora oltre 1400 morti, in un messaggio in lingua spagnola al termine dell'Angelus.

«Desidero esprimere la mia vicinanza alle sorelle e ai fratelli venezuelani colpiti dai recenti terremoti, che hanno causato numerose vittime e feriti, oltre a ingenti danni materiali, mentre prego il Signore affinché conceda l'eterno riposo, rinnovo la mia vicinanza spirituale ai familiari, ai feriti e a tutti coloro che sono stati così duramente colpiti da questa tragedia».

«Esprimo inoltre la mia gratitudine e il mio incoraggiamento a tutti coloro che stanno lavorando instancabilmente nelle operazioni di ricerca e soccorso», ha aggiunto il Pontefice.

13:54
13:54
Riaprono le metropolitane

In Venezuela alcuni sistemi di trasporto pubblico stanno riprendendo l'attività, dopo la sospensione causata dai terremoti del 24 giugno. La riattivazione, che segue le direttive della presidente incaricata Delcy Rodríguez per assicurare i servizi essenziali, interessa le reti di Caracas, Maracaibo e Valencia, oltre alla ferrovia Ezequiel Zamora. Il via libera è arrivato dopo il controllo delle infrastrutture eseguito dalle squadre tecniche nelle ultime ore.

La ministra dei Trasporti, Jacqueline Faría, ha confermato la riapertura dichiarando: «Ci è stata concessa l'autorizzazione a riprendere le operazioni dopo un'analisi esaustiva della situazione. Ci siamo occupati di garantire la sicurezza, valutando ogni rotaia, i tunnel e il sistema automatizzato». Resta invece posticipata la ripartenza della linea della città di Los Teques a causa di guasti tecnici che il personale specializzato deve correggere per tutelare gli utenti.

13:07
13:07
80.enne salvata dopo 60 ore sotto le macerie

Un gruppo di vigili del fuoco e soccorritori internazionali ha estratto viva una donna di 80 anni, rimasta intrappolata per oltre 60 ore sotto i crolli causati dai terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno. La donna è stata individuata all'interno della sua abitazione e messa in salvo grazie a un'operazione congiunta della squadra ecuadoriana Usar Ecu-01 e dei soccorritori di El Salvador.

Il capo dei pompieri di Quito, Esteban Cárdenas, ha elogiato il lavoro delle squadre dichiarando che «salvare una vita» rappresenta il significato più grande della missione dei soccorritori. Le unità di emergenza continuano a operare sul campo senza sosta per cercare i dispersi e assistere le persone rimaste senza casa a causa del sisma.

12:52
12:52
«L'Europa è al fianco del Venezuela in questa ora di bisogno»

L'Alta rappresentante UE per la politica estera, Kaja Kallas, ha avuto una telefonata con la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, in seguito ai devastanti terremoti. «Ho trasmesso la piena solidarietà dell'UE al popolo venezuelano e le nostre più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso i loro cari. L'UE ha già mobilitato 5 milioni di euro in aiuti di emergenza per le comunità colpite», ha scritto sui social la capa della diplomazia europea.

«Abbiamo attivato il Meccanismo europeo di protezione civile, con diversi Stati membri che stanno rapidamente dispiegando squadre di ricerca e soccorso, vigili del fuoco e personale medico - ha aggiunto -. Il sistema satellitare Copernicus dell'UE sta supportando i soccorritori di emergenza aiutando a mappare i danni e a indirizzare gli aiuti dove sono più necessari. L'Europa è al fianco del Venezuela in questa ora di bisogno».

10:23
10:23
In Venezuela 680 mila bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria

L'Unicef stima che 1,8 milioni di persone, tra cui 680.000 bambini, abbiano bisogno di assistenza umanitaria a seguito dei terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno.

In collaborazione con il governo del Venezuela, il sistema delle Nazioni Unite e altri partner umanitari, l'Unicef ha attivato una risposta di emergenza potenziata, inviando personale aggiuntivo e mobilitando aiuti per raggiungere circa 650.000 persone, tra cui 234.000 bambini, con assistenza nei settori della salute, della nutrizione, dell'acqua e dei servizi igienico-sanitari, della protezione dell'infanzia e dell'istruzione.

Il 27 giugno è arrivato a Valencia (Venezuela) un primo carico aereo dell'Unicef, proveniente dal magazzino regionale dell'Unicef a Panama, contenente 20 tonnellate metriche di forniture mediche, articoli per l'acqua e i servizi igienico-sanitari e tende. Nei prossimi giorni è previsto un secondo carico proveniente dal centro di approvvigionamento globale dell'Unicef a Copenaghen. Complessivamente, i due carichi dovrebbero fornire sostegno a oltre 100'000 persone.

L'Unicef stima che siano necessari 52 milioni di dollari americani (circa 42 milioni di franchi) per far fronte all'emergenza sismica, nell'ambito del più ampio appello 'Azione umanitaria per i bambini 2026' a favore del Venezuela, che ammonta a 137,6 milioni di dollari americani. L'Unicef ha già mobilitato circa 3,5 milioni di dollari americani dai propri fondi interni di emergenza.

07:56
07:56
Il punto alle 7.30

Un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo dalle macerie a Caraballeda, nel nord del Venezuela, tre giorni dopo i catastrofici terremoti che hanno devastato la regione. Lo ha annunciato la presidente ad interim del Paese, Delcy Rodriguez. «Pochi minuti fa, un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo a Caraballeda. In questo momento, ogni vita è fonte di speranza per il Venezuela», ha scritto Rodriguez su X, allegando al suo messaggio un video del salvataggio del bambino.

Il bilancio delle vittime accertate è di 1.430 morti. Si contano attualmente 3.238 feriti. Le Nazioni Unite stimano che il numero dei dispersi sia di quasi 50.000.