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«Nel corso di una visita a Muscat si è svolta la prima riunione del Comitato congiunto per Hormuz», ha dichiarato su X il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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15:35
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L'Iran sta vincendo la battaglia di Hormuz
L'Iran sta vincendo la battaglia di Hormuz. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, sottolineando che il «regime sta mettendo il presidente davanti a una scelta. Abbandonare Hormuz all'Iran o combattere per difenderlo e riaprire lo Stretto con forza».
Teheran, osserva il Wall Street Journal, sta mostrando i muscoli e non sembra impressionata dai raid americani perché ritiene che Donald Trump non tornerà alla guerra prima delle elezioni di metà mandato.
15:22
15:22
Traffico a Hormuz in calo dopo attacchi Iran-USA
Il traffico nello Stretto di Hormuz ha subito un rallentamento durante il fine settimana dopo che una nave è stata colpita mentre attraversava il canale sabato, e un nuovo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran ha messo a dura prova l'accordo preliminare per porre fine al conflitto.
In totale, 29 navi mercantili hanno attraversato lo stretto sabato e 12 domenica, secondo i dati della società di monitoraggio marittimo Kpler. I dati di domenica hanno segnato un netto calo rispetto alla settimana scorsa, quando il memorandum firmato da Teheran e Washington il 15 giugno aveva incrementato il traffico attraverso lo stretto al livello più alto dall'inizio della guerra, raggiungendo 70 attraversamenti mercoledì, secondo Kpler.
Dopo che una nave è stata colpita mentre attraversava lo stretto sabato mattina, le navi hanno continuato per diverse ore a utilizzare un corridoio meridionale attraverso le acque omanite prima che il traffico sembrasse rallentare, secondo il sito web MarineTraffic, di proprietà di Kpler. Il sito web traccia solo le navi con transponder attivi, il che significa che altre navi potrebbero aver attraversato lo stretto con i segnali spenti.
Nel fine settimana, più navi sono entrate nel Golfo di quante ne siano uscite, invertendo la tendenza osservata nella settimana precedente, quando gli sforzi si erano concentrati sull'evacuazione dei marittimi bloccati nel Golfo.
Un'operazione guidata dalle Nazioni Unite per evacuare 11.000 marittimi è stata sospesa giovedì dopo che una nave è stata colpita nel Golfo dell'Oman.
Quattro petroliere e una nave porta container hanno utilizzato il corridoio meridionale dell'Oman per entrare nel Golfo domenica, scortate da navi della Marina statunitense, secondo un post su X di Hfi Research. Nessuna nave ha utilizzato quel corridoio per uscire dal Golfo domenica, secondo Kpler.
13:19
13:19
Attacco israeliano su un villaggio nel sud della Siria
Ahmed al-Hajer, comandante delle operazioni della Protezione Civile presso la Direzione per la Gestione delle Emergenze e dei Disastri nel sud della Siria, ha affermato che le forze israeliane hanno sparato colpi di artiglieria e hanno preso di mira il villaggio di Abdeen e i suoi dintorni, nella campagna di Deraa, con mitragliatrici da un elicottero. Lo riferisce Al-Jazeera.
Al-Hajer ha affermato che l'attacco non ha provocato vittime né danni materiali, ma ha causato panico tra i residenti, innescando quello che ha definito «un limitato esodo verso le città vicine». Gli abitanti sono poi tornati nel villaggio.
L'incidente si inserisce in un quadro più ampio di recenti attività militari israeliane nel sud della Siria, con le forze israeliane che hanno condotto ripetuti attacchi e incursioni di terra nelle province di Deraa e Quneitra.
12:32
12:32
Iran: «Non sono previsti incontri con gli USA nei prossimi giorni»
Il Ministero degli Esteri iraniano ha smentito le notizie secondo cui squadre tecniche iraniane e statunitensi si sarebbero incontrate nei prossimi giorni per discutere l'attuazione dell'accordo volto a porre fine al conflitto in Medio Oriente.
«Non sono previsti incontri tecnici dei gruppi di lavoro per questa settimana», ha dichiarato il vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi - citato dalla televisione di Stato - riferendosi alla settimana iraniana che si conclude venerdì.
11:37
11:37
Colpiti tre quartier generali di Hezbollah nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito tre quartier generali di Hezbollah nel sud del Libano durante la notte. I raid aerei hanno preso di mira strutture di Hezbollah nelle aree di Nabatieh e Mayfadoun, ha riferito l'Idf in un comunicato. Lo riporta Al-Jazeera. Ieri, in un'operazione distinta, è stato colpito un lanciarazzi di Hezbollah che tentava di prendere di mira le truppe israeliane. «Gli attacchi sono avvenuti in risposta ai continui tentativi di Hezbollah di colpire le nostre forze operative nella zona di sicurezza».
11:36
11:36
Ucciso a Gaza Abu Salem, aveva partecipato all'attacco del 7 ottobre
L'Idf ha reso noto su X di aver ucciso nella parte settentrionale della Striscia di Gaza Zaher Abu Salem, membro della Jihad islamica.
«Aveva invaso Israele durante l'offensiva del 7 ottobre 2023 e rapito civili, è stato ucciso ieri in un raid israeliano nella Striscia di Gaza. Abu Salem ha partecipato al rapimento di civili israeliani dalle loro case e alla loro prigionia», afferma l'esercito.
Le Forze di Difesa Israeliane affermano che, durante la guerra di Gaza e anche di recente, Abu Salem ha tentato di sferrare attacchi contro le truppe israeliane e i civili israeliani, rappresentando quindi una «minaccia».
Intanto, questa mattina tre palestinesi, tra cui un bambino di otto anni, sono rimasti uccisi e altri feriti in un attacco condotto da un drone israeliano a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale.
Il corrispondente dell'agenzia Wafa ha riferito che il drone ha colpito l'area nei pressi del ponte di Wadi al-Salqa, in via al-Baraka, uccidendo tre persone - Ali Fayez Isbaitan, Hassan Salman al-Hanajra e il bambino Malik Wael Abu Shaweesh - e ferendo altre persone presenti nelle vicinanze.
Con questo attacco, il bilancio complessivo dei palestinesi uccisi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco dell'11 ottobre dello scorso anno sale a 1'048, mentre il numero dei feriti ha superato quota 3'372; a ciò si aggiungono 786 corpi recuperati.
11:36
11:36
Pezeshkian: «L'Iran non vuole realizzare armi nucleari»
«L'Iran non mira alla costruzione di armi nucleari». Lo ha detto il presidente iraniano Mahsoud Pezeshkian. «Assicuriamo alla comunità internazionale che le attività nucleari dell'Iran si svolgeranno in conformità con le esigenze del Paese e nel quadro delle politiche annunciate dal nostro Paese», ha sottolineato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.
10:51
10:51
Iran: primo incontro con l'Oman per la gestione dello Stretto di Hormuz
Il Ministero degli Esteri iraniano ha reso noto di aver tenuto il primo incontro con l'Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz da quando Teheran e Washington hanno siglato l'accordo preliminare per porre fine al conflitto in Medio Oriente.
«Nel corso di una visita a Muscat si è svolta la prima riunione del Comitato congiunto per Hormuz», ha dichiarato su X il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. «Esaminando le questioni attuali relative allo stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla sua gestione futura», ha aggiunto.
Intanto, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che 6 miliardi di dollari congelati in Qatar saranno sbloccati e restituiti a Teheran. «In base ai piani stabiliti, 6 miliardi di dollari dei 12 miliardi di dollari totali di risorse iraniane in Qatar saranno sbloccati e restituiti al Paese, e stiamo seguendo l'iter necessario per la restituzione della parte restante di tali risorse», ha detto Pezeshkian, come riferisce Isna.
«Questo accordo è una grande vittoria per il popolo iraniano e, nel suo quadro, sono state revocate le sanzioni sul petrolio e sui prodotti petrolchimici», ha aggiunto il presidente dell'Iran facendo riferimento al memorandum d'intesa siglato recentemente con gli Usa. «Gli Stati Uniti hanno infine costretto il regime sionista ad accettare l'accordo, sebbene il regime sionista e alcuni movimenti monarchici continuino a opporsi alla sua attuazione», ha sottolineato Pezeshkian, durante un incontro a Qom con un importante autorità religiosa, l'ayatollah Mousa Shubairi Zanjani.
09:34
09:34
Iran: «Tenuto a Muscat il primo incontro su Hormuz con l'Oman»
L'Iran ha annunciato che si è tenuto il primo incontro con l'Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, dopo l'intesa trovata con gli Usa.
«Durante il viaggio a Muscat, si è tenuto il primo incontro del Comitato congiunto di Hormuz con Abdulaziz Al-Hinai, Ministro di Stato per gli Affari Esteri dell'Oman. Nel corso della discussione sulle questioni attuali relative allo Stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla futura gestione dello Stretto nel quadro del paragrafo cinque del Memorandum d'intesa di Islamabad e dei diritti sovrani degli Stati costieri», ha scritto su X il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.
In precedenza, citando un alto funzionario americano, Axios aveva riferito che Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere i reciproci attacchi nello stretto di Hormuz e di tenere un incontro domani a Doha.
«Abbiamo deciso di sospendere ogni attività cinetica», ha sottolineato l'alto funzionario americano, utilizzando la terminologia militare per indicare attacchi e altre azioni belliche.
Un secondo funzionario Usa ha dichiarato ad Axios che entrambe le parti sospenderanno le ostilità «per il momento» e che «le imbarcazioni potranno muoversi liberamente», mentre proseguiranno i colloqui tecnici.
Gli incontri di martedì a Doha erano originariamente previsti in Svizzera per discutere del programma nucleare iraniano, ha ricordato una fonte a conoscenza dei colloqui, spiegando che a seguito dell'escalation di questi giorni si è deciso di spostarli in Qatar, concentrandoli sullo Stretto di Hormuz. Nick Stewart, che dirige il team tecnico statunitense, dovrebbe partecipare ai colloqui, secondo le fonti di Axios.
07:32
07:32
«Iran-USA concordano di cessare gli attacchi e vedersi domani»
Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere i reciproci attacchi nello stretto di Hormuz e di tenere un incontro domani a Doha. Lo riferisce Axios citando un alto funzionario americano.
«Abbiamo deciso di sospendere ogni attività cinetica», ha sottolineato l'alto funzionario americano, utilizzando la terminologia militare per indicare attacchi e altre azioni belliche.
Un secondo funzionario Usa ha dichiarato ad Axios che entrambe le parti sospenderanno le ostilità «per il momento» e che «le imbarcazioni potranno muoversi liberamente», mentre proseguiranno i colloqui tecnici.
Gli incontri di martedì a Doha erano originariamente previsti in Svizzera per discutere del programma nucleare iraniano, ha ricordato una fonte a conoscenza dei colloqui, spiegando che a seguito dell'escalation di questi giorni si è deciso di spostarli in Qatar, concentrandoli sullo Stretto di Hormuz. Nick Stewart, che dirige il team tecnico statunitense, dovrebbe partecipare ai colloqui, secondo le fonti di Axios.
07:21
07:21
L'IDF fa esplodere un mega sito sotterraneo di Hezbollah nel sud del Libano
«Con l'Operazione 'Sof Pasuk' (Fine del capitolo), l'Idf ha distrutto l'infrastruttura terroristica sotterranea di Hezbollah nell'area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale». Lo ha reso noto l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu.
La struttura, lunga oltre 200 metri e a una profondità di oltre 25 metri, conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini. Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano dell'operazione di distruzione dell'infrastruttura.
Intanto, il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, alleato del movimento filo-iraniano Hezbollah, ha dichiarato che l'accordo quadro siglato con Israele sotto l'egida degli Stati Uniti «non sarà adottato», ritenendo che non garantisca i diritti del suo Paese.
«Questo accordo non sarà adottato né attuato nella sua forma attuale», ha affermato in una nota diffusa dal suo partito, il Movimento Amal, denunciandolo come un «accordo basato su 'diktat', e non un accordo che tuteli i diritti del Libano». Firmato venerdì a Washington l'accordo mira a raggiungere una «pace duratura» tra Libano e Israele e prevede il disarmo di Hezbollah.
Dal canto suo, Hezbollah ha dichiarato di riservarsi il diritto di «difendere la propria patria» dopo i nuovi attacchi sferrati da Israele nel sud del Libano, nonostante l'accordo quadro firmato venerdì volto a garantire una «pace duratura» tra i due Paesi.
In un comunicato, il movimento filo-iraniano «ribadisce che quanto fatto dal nemico costituisce una flagrante violazione del cessate il fuoco a cui si era attenuto fino a quel momento, e che sta monitorando e registrando tali violazioni, riservandosi il diritto di difendere la propria patria e il proprio popolo».
07:19
07:19
Il punto alle 7
Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, alleato del movimento filo-iraniano Hezbollah, ha dichiarato che l'accordo quadro siglato con Israele sotto l'egida degli Stati Uniti «non sarà adottato», ritenendo che non garantisca i diritti del suo Paese. «Questo accordo non sarà adottato né attuato nella sua forma attuale», ha affermato in una nota diffusa dal suo partito, il Movimento Amal, denunciandolo come un «accordo basato su diktat, e non un accordo che tuteli i diritti del Libano». Firmato venerdì a Washington l'accordo mira a raggiungere una «pace duratura» tra Libano e Israele e prevede il disarmo di Hezbollah.
Hezbollah dal canto suo ha dichiarato di riservarsi il diritto di «difendere la propria patria» dopo i nuovi attacchi sferrati da Israele nel sud del Libano, nonostante l'accordo quadro firmato venerdì volto a garantire una «pace duratura» tra i due Paesi. In un comunicato, il movimento filo-iraniano «ribadisce che quanto fatto dal nemico costituisce una flagrante violazione del cessate il fuoco a cui si era attenuto fino a quel momento, e che sta monitorando e registrando tali violazioni, riservandosi il diritto di difendere la propria patria e il proprio popolo».
