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Trump: «Ho fatto un muro d'acciaio contro Teheran, ma non voglio chiudere Hormuz» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:50
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Oltre 600.000 sfollati libanesi tornati a casa dopo la tregua
Oltre 600.000 sfollati libanesi sono tornati a casa dopo l'ultima tregua di fine giugno tra Israele e Hezbollah, secondo quanto riportato dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).
Secondo le autorità libanesi, a partire al 2 marzo, quando sono esplosi i combattimenti, quasi 4.300 persone sono state uccise e oltre un milione sono state sfollate, principalmente nella parte meridionale di Beirut e nei suoi sobborghi.
Un rapporto dell'agenzia Onu ha indicato che 646.107 persone sono rientrate nelle proprie case, mentre circa 500.000 rimangono sfollate, secondo i dati raccolti a partire dal 22 giugno.
Il memorandum d'intesa firmato il 17 giugno tra Teheran e Washington ha permesso l'entrata in vigore di un fragile cessate il fuoco in Libano il 21 giugno, prima della firma, il 26 giugno, di un accordo quadro tra Libano e Israele volto a raggiungere una pace duratura. Da allora, le autorità hanno smantellato gli insediamenti informali a Beirut e dintorni, riducendo al contempo il numero di rifugi ufficiali.
21:49
21:49
Macron: «La portaerei Charles de Gaulle rientra dal Medio Oriente»
La portaerei francese Charles de Gaulle sta lasciando il Medio Oriente, dove era stata dislocata a causa del conflitto tra Iran e Stati Uniti, e sta tornando al suo porto di origine, Tolone. Lo ha annunciato il presidente Emmanuel Macron.
Dato lo «sviluppo favorevole» rappresentato dall'accordo tra Iran e Stati Uniti per cessare le ostilità e dalle «esigenze in evoluzione», la portaerei Charles de Gaulle «sta tornando al suo porto di origine, Tolone, mentre i nostri mezzi di sminamento e la loro scorta rimangono dislocati e pronti a intervenire con i nostri partner», ha spiegato il presidente su X.
19:53
19:53
A Teheran la gente critica i costi per il funerale di Khamenei
Le spese per il funerale della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei stanno alimentando l'ira dei cittadini iraniani. Lo sostiene Iran International, il media di opposizione basato a Londra che cita messaggi di denuncia di cittadini sul fatto che le autorità stanno costringendo aziende e dipendenti statali a finanziare cerimonie, fornire servizi o partecipare a eventi prima della sepoltura.
I messaggi inviati a Iran International da persone provenienti da tutto il Paese descrivono un'ampia campagna di mobilitazione di risorse per i funerali, nonostante molti iraniani stiano lottando contro l'inflazione e il calo del tenore di vita. «Lavoriamo al terminal e ci hanno detto che non possiamo vendere biglietti per tre giorni», ha scritto una persona.
«Anche tutti i negozi all'interno del terminal hanno ricevuto l'ordine di chiudere e non ci stanno nemmeno riducendo l'affitto». Inoltre, aggiunge Iran International, alle aziende è stato ordinato di finanziare le aree di sosta lungo la strada per i partecipanti al funerale.
Molti hanno anche criticato il costo del funerale in un periodo di difficoltà economiche per gli iraniani. «La gente viene distrutta dalla povertà e dall'inflazione, mentre chi è al potere spende le ricchezze della nazione per il funerale», ha scritto una persona. Un'altra ha affermato che i prezzi del pane sono stati aumentati prima della cerimonia e «ora lo vogliono distribuire gratis lungo il percorso del corteo funebre per attirare più persone».
Intanto, diverse centinaia di persone sono già in attesa fuori dal luogo dei funerali di Ali Khamenei a Teheran, quasi 10 ore prima dell'apertura al pubblico prevista per domani. La salma della Guida Suprema rimarrà esposta giorno e notte fino a lunedì nella Grande Moschea, che aprirà domani alle 6 del mattino (4.30 in Svizzera). I giornalisti dell'Afp hanno notato una massiccia presenza di forze di sicurezza e la chiusura di tutte le strade circostanti.
19:05
19:05
Telefonata tra Netanyahu e Trump: «Presto si vedranno negli USA»
L'ufficio del primo ministro israeliano comunica che poco fa Benjamin Netanyahu ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, congratulandosi con lui in occasione del 250esimo anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti.
Nel corso della conversazione, Netanyahu ha affermato che «gli Stati Uniti rappresentano un baluardo della libertà nel mondo e che Israele attribuisce grande valore allo stretto rapporto che lega le due nazioni».
«Netanyahu e Trump hanno inoltre concordato di incontrarsi prossimamente negli Stati Uniti», viene ancora precisato.
17:40
17:40
Gli Houthi minacciano Riad dopo la presunta violazione dello spazio aereo
Gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno minacciato gli aeroporti e le infrastrutture strategiche dell'Arabia Saudita nel caso in cui Riad dovesse violare il loro spazio aereo o tentare un attacco; i ribelli hanno infatti accusato il Regno di una precedente violazione dello spazio aereo.
«Avvertiamo il criminale nemico saudita di non ripetere alcun tentativo di violare il nostro spazio aereo né alcuna aggressione contro il nostro Paese. Tali azioni riceveranno una risposta globale che colpirà i suoi aeroporti e i suoi interessi vitali, sia a terra che in mare», ha dichiarato il portavoce militare Yahya Saree in un videomessaggio.
16:34
16:34
L'ex presidente russo Medvedev rende omaggio a Khamenei
L'ex presidente russo Dmitry Medvedev, il cui Paese mantiene stretti legami con l'Iran, ha reso omaggio alla salma del defunto leader supremo iraniano Ali Khamenei a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani.
Medvedev, descritto dalla televisione di stato come un «inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin», è stato ricevuto dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
Le immagini dell'agenzia russa Ria Novosti mostrano Medvedev, che indossa una giacca in stile orientale con il colletto chiuso e senza cravatta, davanti alle bare di Khamenei e dei quattro familiari uccisi con lui all'inizio degli attacchi israelo-americani. Tra loro, una nipotina di 14 mesi.
Medvedev è rimasto a lungo sull'attenti mentre una voce maschile intonava i tradizionali versi del lutto sciita.
16:10
16:10
Von der Leyen: «Presto una proposta sulle restrizioni a prodotti coloni»
«Sulla Cisgiordania noi condividiamo che la continua espansione di Israele è inaccettabile e la violenza usata per questa espansione è abominevole». La Commissione Ue presto presenterà le opzioni« sulle restrizioni ai prodotti degli insediamenti. Lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen in conferenza stampa con il primo ministro irlandese Michael Martin.
»Avevamo proposto dieci mesi fa le basi per la sospensione dell'accordo di partenariato con Israele che ma la proposta è rimasta sul tavolo. Molti Paesi hanno proposto di sanzionare il ministro Ben Gvir ma non è stato raggiunto il consenso«, ha aggiunto von der Leyen.
Da parte dell'Ue, su come muoversi con Israele c'è stata »molta attività« ma in »Consiglio al momento non si fa alcun passo avanti verso una soluzione né si raggiunge un accordo su come procedere«, ha sottolineato ancora la presidente della Commissione europea.
»La situazione sta peggiorando« in Cisgiordania, ha ricordato von der Leyen ribadendo che quella dei due Stati è »l'unica soluzione praticabile«.
15:10
15:10
Il ministro degli Esteri afghano omaggia Khamenei
Il ministro degli Esteri afghano, appartenente ai talebani, ha reso omaggio alla salma della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei a Teheran, accompagnato da una delegazione, secondo quanto mostrato dalle immagini trasmesse dalla televisione di stato.
Questo tributo del ministro Amir Khan Muttaqi ha fatto seguito a quello reso poche ore prima da Ahmad Massoud, capo del principale gruppo di opposizione ai talebani e figlio del leggendario comandante Massoud, sostenuto dall'Iran negli anni '90 e scomparso poco prima dell'11 settembre.
14:25
14:25
Il premier pachistano ha reso omaggio alla bara di Ali Khamenei
Il premier pachistano Shehbaz Sharif ha reso omaggio alla bara di Ali Khamenei: lo riporta la tv di Stato iraniana. Il premier pachistano era accompagnato dal capo dell'esercito Asim Munir e da altri rappresentanti del governo di Islamabad, che è stato tra i mediatori tra Usa e Iran durante il conflitto.
12:00
12:00
Unicef: «Almeno 100 mila bimbi in Libano rischiano perdere l'anno scolastico»
Almeno 100.000 bambini in Libano potrebbero ritrovarsi senza scuola all'inizio del prossimo anno scolastico, a meno che non vengano intraprese misure urgenti prima di settembre per riparare e ripristinare le scuole danneggiate dal recente conflitto. Lo scrive l'Unicef in un comunicato, citando uno studio del governo locale.
L'analisi ha rilevato che 340 scuole pubbliche, private e per l'istruzione e la formazione tecnica e professionale hanno subito danni, tra cui 17 scuole che sono state completamente distrutte.
La valutazione è stata elaborata con il supporto tecnico dell'Unicef. I danni interessano molte delle province più colpite dal conflitto, tra cui Nabatiyeh, il Libano meridionale, la Bekaa, Baalbek-Hermel, Beirut e il Monte Libano. «Le scuole sono molto più che semplici edifici», ha dichiarato Marcoluigi Corsi, rappresentante dell'Unicef in Libano. «Sono luoghi in cui i bambini imparano, si sentono al sicuro e iniziano a riprendersi dalla crisi. Sono necessari investimenti urgenti per ripristinare le scuole danneggiate e garantire che i bambini possano tornare a studiare senza ritardi».
I risultati emergono dopo anni di ripetute interruzioni dell'istruzione dei bambini in Libano, causate da crisi e conflitti che si sono susseguiti senza sosta. Per molti bambini, sostiene l'Unicef, un'altra interruzione prolungata dell'apprendimento comporterebbe conseguenze durature per la loro istruzione, il loro benessere, la loro salute mentale e le loro opportunità future. La mancanza di accesso all'istruzione aumenta inoltre la loro vulnerabilità ai rischi legati alla protezione, quali i matrimoni precoci e il lavoro minorile.
11:59
11:59
Idf: «Uccisi 20 terroristi a Gaza nell'ultima settimana»
Le Forze di difesa israeliane (Idf) fannno sapere che nell'ultima settimana oltre un chilometro di tunnel è stato distrutto nella Striscia di Gaza, in particolare nell'area a sud di Khan Younis. Inoltre sono stati colpiti e uccisi circa 20 terroristi, tra cui miliziani coinvolti nella ricostruzione delle infrastrutture militari di Hamas e terroristi che avevano preso parte all'infiltrazione in territorio israeliano durante l'attacco del 7 ottobre.
Nel sud del Libano, riferisce l'esercito israeliano, è stato distrutto un tunnel sotterraneo di Hezbollah situato nel villaggio di Majdal Zoun. L'Aeronautica ha condotto quattro attacchi di precisione contro terroristi e ha colpito tre centri di comando di Hezbollah.
L'Idf aggiunge poi che durante operazioni antiterrorismo in Cisgiordania sono stati arrestati oltre 60 sospettati, tra cui persone che pianificavano attentati, affiliati ad Hamas, e persone coinvolte nel possesso e nel traffico di armi. Sono stati inoltre sequestrati soldi e armi.
11:39
11:39
I Pasdaran promettono una «risposta devastante agli errori del nemico»
Le Guardie rivoluzionarie dell'Iran hanno promesso "una risposta più devastante che mai" contro attacchi da parte del "nemico", alla vigilia della cerimonia funebre per la Guida suprema Ali Khamenei.
"L'errore di valutazione del nemico sarà punito con una risposta più devastante che mai", si legge in un comunicato dei pasdaran, come riferisce Iran International. Le guardie rivoluzionarie, assieme all'Esercito dell'Iran, "rimangono pienamente preparate sotto la leadership del leader supremo Mojtaba Khamenei", afferma la nota.
11:00
11:00
L'Iran sospende i negoziati indiretti per i funerali di Ali Khamenei
I colloqui indiretti tra Iran e Usa sono stati sospesi per i funerali dell'ex Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei, ucciso negli attacchi congiunti israelo-americani il primo giorno di guerra, che si svolgeranno tra Teheran, Qom e Mashhad in Iran e Najaf e Karbala in Iraq dal 4 al 9 luglio. Lo scrive la Cnn.
10:43
10:43
«Domani i funerali pubblici di Khamenei»
I funerali pubblici di Ali Khamenei cominceranno domani, in concomitanza con il 250esimo anniversario della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, presso la Grande Moschea di Teheran ma l'imponenza della cerimonia è visibile già dalla cerimonia di oggi per i leader stranieri che stanno rendendo omaggio all'ex Guida Suprema.
Il primo vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, principale organizzatore dei funerali, ha descritto la cerimonia, che si concluderà il 9 con la sepoltura di Khamenei a Mashhad, come «l'evento più importante di questo secolo» e l'evento con la maggiore partecipazione dalla rivoluzione del 1979.
La prima cerimonia in cui verrà esposta la bara di Khamenei inizierà domani alle 6 del mattino, ora locale, scrivono i media internazionali, quando il corpo di Khamenei verrà collocato su un palco rialzato allestito all'interno della Moschea Imam Khomeini di Teheran, un imponente complesso di moschee. I vigili del fuoco hanno installato oltre 6.000 irrigatori aerei nella piazza per rinfrescare la folla sotto il sole cocente di luglio.
Secondo quanto riportato dai media iraniani, ripresi dalla Cnn, in occasione dei funerali della Guida Suprema Ali Khamenei verranno sfornate cinquanta milioni di pagnotte per sfamare i partecipanti al funerale, grazie all'impiego di 16 panifici mobili nella capitale.
Sempre la Cnn riporta alcuni dei numeri della manifestazione. Le autorità hanno mobilitato 2.500 ambulanze, 21 elicotteri, 100 droni e migliaia di soccorritori, mentre oltre una ventina di ospedali, 500.000 litri di flebo e 20.000 aule scolastiche sono pronte, come riportato dai media iraniani.
Il governo ha lanciato una campagna nazionale chiedendo ai cittadini di mettere a disposizione le proprie case per ospitare i partecipanti al funerale che si recheranno a Teheran, Mashhad e Qom, mentre moschee, palazzetti dello sport, parchi e centri culturali della capitale sono stati predisposti per accogliere i milioni di persone che si prevede parteciperanno alla cerimonia funebre.
Le uniche precedenti esperienze dell'Iran con funerali di questa portata risalgono a quelli del fondatore della Repubblica islamica, l'ayatollah Ruhollah Khomeini, nel 1989, e del comandante della Forza Quds, Qassem Soleimani, nel 2020. Entrambe le processioni degenerarono nel caos e si conclusero con calche mortali. La salma di Khomeini, esposta nello stesso luogo in cui il suo successore Khamenei sarà esposto alla pubblica venerazione per due giorni, ha dovuto essere rimossa in elicottero dopo che i fedeli in preda all'agitazione avevano strappato i sudari.
10:37
10:37
Coloni israeliani attaccano villaggi palestinesi a nord di Ramallah
Questa mattina decine di coloni israeliani hanno attaccato gli abitanti del villaggio palestinese di Abu Falah e della città di Turmus Ayya, a nord-est di Ramallah, ferendo diverse persone, tra cui attivisti internazionali. Lo riferisce l'agenzia di stampa dell'Anp Wafa.
L'attacco è avvenuto mentre i residenti, accompagnati da attivisti internazionali, manifestavano per consentire ai proprietari terrieri di accedere ai loro terreni agricoli nella zona di al-Budud.
10:37
10:37
Idf: «Ucciso il comandante di Hamas che prese parte al massacro del 7 ottobre»
Le Forze di difesa israeliane (Idf) e lo Shin Bet rendono noto di aver ucciso «il terrorista Muhammad Na'im Jandiya», responsabile della sicurezza militare del battaglione Shuja'iyya di Hamas, coinvolto nel rapimento del capitano Daniel Perez e nella prigionia in un tunnel sotterraneo a Gaza di tre ostaggi.
Jandiya era anche uno dei miliziani mascherati più noti che hanno preso parte alle cerimonie organizzate da Hamas per il rilascio degli ostaggi. Durante il massacro del 7 ottobre Jandiya comandava una cellula d'élite Nukhba che si infiltrò nel kibbutz Nahal Oz e partecipò al rapimento del capitano Daniel Perez, successivamente morto.
09:42
09:42
Ghalibaf: «Navigazione a Hormuz, raggiunto un accordo con l'Oman»
«Abbiamo raggiunto un accordo con il Sultanato dell'Oman su un meccanismo per la navigazione nello Stretto di Hormuz, basato sull'articolo 5 del Memorandum d'intesa». Così, secondo Al-Jazeera, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore di Teheran.
09:41
09:41
«L'inizio di una nuova stagione di solidarietà e resistenza»
«La testimonianza del grande Leader iraniano ha impresso un profondo dolore nei cuori di tutto il nostro popolo, della comunità islamica e di tutti i liberi del mondo. Questa 'ascesa rossa' (martirio, ndr) non è la fine del cammino, ma l'inizio di una nuova stagione di solidarietà e resistenza». È il messaggio diffuso sui social dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in vista delle esequie della Guida Suprema Ali Khamenei.
«Ora che l'Iran, terra di epopee senza fine, si appresta a salutare il devoto servitore dell'Islam e della Rivoluzione - aggiunge - invito tutti i cittadini, di qualunque etnia, fede, inclinazione e orientamento politico, a partecipare con entusiasmo, fermezza e in modo storico, dipingendo un'immagine indelebile di unità nazionale e fedeltà agli alti ideali del sistema islamico».
09:37
09:37
Il capo dei Pasdaran omaggia Khamenei
Ahmad Vahidi, capo delle Guardie Rivoluzionarie, ha reso omaggio a Teheran alla salma di Ali Khamenei, nella sua prima apparizione pubblica dall'inizio della guerra a febbraio, secondo le immagini diffuse dai media iraniani.
Dopo aver mantenuto un basso profilo dall'inizio della guerra, probabilmente per evitare di essere assassinato come il suo predecessore, Vahidi ha appoggiato la mano sulla bara e ha pregato, secondo una foto condivisa dall'agenzia di stampa Fars.
06:26
06:26
Il punto alle 6.00
La salma del leader supremo iraniano Ali Khamenei, ucciso durante gli attacchi statunitensi e israeliani, è giunta al complesso religioso della Grande Moschea di Mosalla a Teheran in vista dei funerali. È quanto riporta l'agenzia Irna su Telegram.
Contro l'Iran «ho attuato un blocco che in realtà era un muro d'acciaio», ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla CNBC. «Nessuna nave – prosegue Trump – è riuscita a raggiungere l'Iran. Hanno un'inflazione del 300%, non guadagnano nulla. Hanno bisogno di cibo. Hanno bisogno di mais, grano e soia, e faremo in modo che siano esclusivamente i nostri agricoltori americani a fornirli». «Non voglio essere un presidente», di cui che viene ricordato di aver causato «una grande depressione mondiale», ha detto Trump, in riferimento alla crisi energetica globale a causa del blocco dello Stretto di Hormuz. «Quello fu Herbert Hoover, e fu una cosa terribile. Ora, se volessi fare il duro e chiudere lo Stretto per i prossimi anni, dove il 21% del petrolio non verrà mai estratto, e non si potrà più ottenere petrolio. Ho visto ospiti nel vostro programma che dicevano che il petrolio sarebbe arrivato a 350 dollari al barile, e ci sarebbe stata una depressione, perché a 350 dollari la depressione è automatica. Ho detto che dovevamo fare qualcosa. Abbiamo fatto qualcosa che nessuno sapeva. Ogni notte, portavamo navi al largo della costa meridionale, che è il punto più lontano da dove (gli iraniani, ndr) hanno le loro piccole armi. Le navi navigavano lungo la costa senza luci per un mese e mezzo, molte navi sono uscite. Sono navi grandi, alcune davvero enormi. E in un certo senso, hanno dimostrato coraggio nell'andare in mare. Le abbiamo scortate fuori, e nessuno se n'è accorto. Le luci erano spente, tutto era spento, tutto era silenzioso».
È «ridicolo» che gli Stati Uniti continuino ad avere un rapporto «unilaterale» con la NATO, ha quindi scritto sulla sua piattaforma social Truth il presidente USA, a meno di una settimana dal vertice NATO di Ankara. Riferendosi agli alleati ha detto: «Non ci sono stati vicini!!!». Poi ha aggiunto che il rapporto con la NATO «non è reciproco».
