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Secondo il presidente americano, ieri sono transitati 19 milioni di barili di petrolio; «i prezzi del greggio stanno crollando e i mercati azionari salgono» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:40
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Gli USA bombardano depositi di missili e droni iraniani
Gli Stati Uniti hanno bombardato depositi di missili e droni iraniani e radar costieri, in risposta a un attacco iraniano contro una nave commerciale nello Stretto di Hormuz. Lo annuncia il Comando centrale americano su X.
«L'aggressione ingiustificata da parte delle forze iraniane ha chiaramente violato il cessate il fuoco», ha dichiarato il Comando centrale degli Stati Uniti definendo i raid contro l'Iran «una risposta forte all'attacco di ieri contro una nave commerciale che transitava nello Stretto di Hormuz».
20:27
20:27
Israele e Libano hanno raggiunto un accordo quadro a Washington
Al quinto round di negoziati e dopo cinque giorni di intensi colloqui, Israele e Libano hanno raggiunto a Washington un accordo quadro, mentre Hezbollah continua a chiedere il ritiro incondizionato delle forze israeliane dal sud del Paese. Con l'Idf che poche ore prima l'intesa era tornato a colpire con due raid aerei Nabatiye, principale cittadina nell'entroterra meridionale del Paese dei cedri.
La notizia dell'intesa è stata data dal corrispondente di Axios nella capitale americana, Barik Ravid, che ha citato funzionari di entrambe le parti. Sui termini dell'accordo è emerso per ora pochissimo. Per risolvere il nodo del ritiro delle forze di Israele dal sud del Libano gli Stati Uniti ne hanno proposto uno parziale da alcune aree limitate della sua ampia zona cuscinetto. Le truppe israeliane sarebbero sostituite dalle forze armate libanesi e le aree sarebbero chiamate «zone pilota». Secondo i libanesi, tuttavia non si tratterebbe di un ritiro vero e proprio, dato che l'Idf manterrebbe comunque la propria zona cuscinetto profonda sei miglia nel Libano meridionale, arretrando soltanto dalle aree già bonificate dalle infrastrutture di Hezbollah.
In un discorso in diretta tv il capo del movimento, Naim Qassem, ha ribadito la richiesta di un «ritiro incondizionato» di Israele. «Non ha altra scelta che ritirarsi completamente da ogni centimetro del nostro territorio libanese. Deve andarsene incondizionatamente», ha dichiarato nel corso di un discorso televisivo rivolto a decine di migliaia di sostenitori riuniti per celebrare l'Ashura, principale ricorrenza nel calendario religioso sciita, avvertendo che il suo gruppo non accetterà «nessuna normalizzazione, nessuna revoca dello stato di ostilità, nessun vantaggio per Israele e nessuna presenza parziale sul suolo libanese. Israele deve andarsene umiliato e sconfitto, e questo è ciò che accadrà». Il leader della milizia sciita libanese filoiraniana ha anche detto che le truppe dell'Idf sono in Libano «non per fermare i missili», ma perché Israele «lo vuole occupare, vuole ingoiarselo». Qassem ha anche sottolineato che «la questione delle armi verrà discussa internamente dopo un ritiro israeliano completo e incondizionato».
Quello del disarmo di Hezbollah è un altro punto cruciale. L'accordo per il cessate il fuoco non impone esplicitamente al Libano di disarmare la milizia, ma specifica ed elenca le sei forze di sicurezza statali libanesi autorizzate a portare armi. Il disarmo del gruppo sostenuto da Teheran è stata e resta una richiesta fondamentale da parte di Israele. A giugno dell'anno scorso, gli Stati Uniti hanno proposto a Beirut una tabella di marcia in questo senso, in cambio della cessazione degli attacchi israeliani e del ritiro delle truppe di Israele da cinque punti ancora occupati nel Libano meridionale. Tuttavia, Hezbollah e il suo principale alleato sciita, il movimento Amal guidato dal presidente del parlamento Nabih Berri, hanno continuato a porre come condizione il ritiro.
Nel frattempo, mentre a Washington si continuava a trattare, due raid aerei israeliani hanno colpito i dintorni di Nabatiye segnando le prime incursioni condotte da caccia israeliani dall'entrata in vigore del cessate il fuoco sabato scorso. Secondo fonti locali citati dall'agenzia nazionale libanese, gli attacchi sono avvenuti mentre nella città erano in corso processioni per le commemorazioni dell'Ashura. Nella notte tra giovedì e venerdì, altri due raid di caccia israeliani avevano preso di mira Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil.
20:26
20:26
Netanyahu: «Israele resterà in Libano, un duro colpo per l'Iran»
«I negoziati sono stati lunghi e oggi hanno dato i loro frutti. La cosa più importante è che Israele rimanga nella zona di sicurezza nel Libano meridionale. Questo è un grande risultato e lo manterremo finché Hezbollah non si disarmerà, finché esisterà un pericolo per lo Stato di Israele. Questo è anche un duro colpo per l'Iran. E in sostanza, Israele, Libano e Stati Uniti gli stanno dicendo: non sono affari vostri». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu commentando l'accordo quadro con il Libano siglato a Washington.
Il primo ministro Netanyahu ha aggiunto: «Manteniamo costantemente la zona di sicurezza originaria al di fuori della portata dei missili anticarro. L'altro aspetto è, ovviamente, che stiamo permettendo all'esercito libanese di iniziare a organizzarsi per conquistare territori. Stiamo creando due zone pilota. Entrambe su raccomandazione delle Forze di Difesa Israeliane (Idf).»
15:17
15:17
Stabilita la linea di comunicazione diretta tra Usa e Iran a Hormuz
Il canale televisivo in lingua inglese della Repubblica islamica, Press Tv, ha dichiarato che è stata stabilita una linea di comunicazione tra gli Stati Uniti e l'Iran nello Stretto di Hormuz con l'obiettivo di prevenire incidenti e ridurre le tensioni nello Stretto.
Secondo una fonte citata da Press Tv, la linea di comunicazione è stata creata nel rispetto della dichiarazione finale rilasciata dai mediatori al termine dei colloqui della scorsa settimana, per attuare le disposizioni dell'articolo 5 del memorandum d'intesa di Islamabad.
11:27
11:27
Due aerei israeliani colpiscono Nabatiye
Due raid aerei israeliani hanno colpito questa mattina i dintorni di Nabatiye, principale cittadina nell'entroterra del sud del Libano, segnando le prime incursioni condotte da caccia israeliani dall'entrata in vigore del cessate il fuoco sabato scorso.
Secondo fonti locali citati dall'agenzia nazionale libanse (Nna), gli attacchi sono avvenuti mentre nella città erano in corso processioni per le commemorazioni dell'Ashura, principale ricorrenza nel calendario religioso sciita.
Nella notte, poco dopo la mezzanotte, altri due raid di caccia israeliani avevano preso di mira Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil.
10:35
10:35
Capo Hezbollah: «Israele si ritiri dal Libano incondizionatamente»
Israele deve ritirare tutte le sue forze dal Libano «incondizionatamente», secondo quanto dichiarato dal capo di Hezbollah, Naim Qassem, che in un discorso in diretta Tv ha inoltre definito il memorandum in discussione fra Usa e Iran «una sconfitta per gli Stati Uniti e per Israele».
«Israele non ha altra scelta che ritirarsi completamente da ogni centimetro del nostro territorio libanese... Israele deve andarsene incondizionatamente», ha dichiarato Qassem in un discorso televisivo a decine di migliaia di sostenitori riuniti per celebrare l'Ashura.
Mentre funzionari libanesi e israeliani tengono colloqui diretti a Washington, Qassem ha affermato che il suo gruppo non accetterà «nessuna normalizzazione, nessuna revoca dello stato di ostilità, nessun vantaggio per Israele e nessuna presenza parziale sul suolo libanese... Israele deve andarsene umiliato e sconfitto, e questo è ciò che accadrà».
Secondo Al Jazeera, Qassem ha anche detto che le truppe dell'Idf sono in Libano «non per fermare i missili» ma perché Israele «lo vuole occupare, vuole ingoiarselo». Il segretario generale di Hezbollah ha inoltre detto, secondo Al Jazeera, che «la moderazione faceva parte di una strategia deliberata di pazienza, non di debolezza. La perseveranza è la via per la vittoria» e ha ribadito il suo «no al disarmo a nord del fiume Litani», aggiungendo che «la questione delle armi verrà discussa internamente dopo un ritiro israeliano completo e incondizionato».
«Abbiamo fermato questa aggressione che mirava ad eliminarci. La resistenza è la conseguenza dell'occupazione israeliana. I nostri combattenti si trovano sulle colline di Ali Taher», ha aggiunto il capo della milizia sciita libanese filoiraniana.
08:57
08:57
Il traffico navale di Hormuz continua, malgrado l'attacco
Secondo quanto scrive l'agenzia Bloomberg, «il traffico navale nello Stretto di Hormuz continua regolarmente in entrambe le direzioni», con le navi commerciali che utilizzano la rotta meridionale nonostante le recenti tensioni, dopo che ieri un attacco a una nave rivendicata dai Pasdaran iraniani ha indotto l'Organizzazione marittima mondiale (Imo) dell'Onu a sospendere l'evacuazione delle navi dal Golfo Persico.
Dati satellitari, scrive Bloomberg, mostrano petroliere a pieno carico in uscita e superpetroliere in entrata, con un aumento dei transiti a trasponder attivi che indica una parziale ripresa della fiducia tra gli armatori.
06:16
06:16
Il punto alle 6.00
Lo Stretto di Hormuz «è aperto»: ieri sono transitati 19 milioni di barili di petrolio; «i prezzi del greggio stanno crollando e i mercati azionari salgono». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca, nel corso di una cena per gli agricoltori USA. Trump ha quindi assicurato che gli Stati Uniti aiuteranno il Venezuela, «colpito da un terribile terremoto».
Nel frattempo, i negoziati fra Libano e Israele continueranno anche il 26 giugno. Lo riporta Ynet citando l'ambasciata dello Stato ebraico a Washington, secondo la quale «a causa del protrarsi delle discussioni i negoziati proseguiranno un altro giorno». Un funzionario americano ha precisato che le parti torneranno a incontrarsi oggi alle 15 ora italiana.
