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Il presidente Usa nel corso di un evento alla Casa Bianca: «Ho rimandato l'attacco per un po', si spera per sempre» - La portavoce della Casa Bianca: «L'Iran deve rinunciare alle sue ambizioni nucleari» - Intanto Teheran precisa: «Le capacità militari del paese non sono ancora state utilizzate» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:36
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Board of Peace all'ONU: niente ricostruzione di Gaza senza il disarmo Hamas
Il primo rapporto del Board of Peace al Consiglio di Sicurezza dell'ONU afferma che la ricostruzione di Gaza non può avere inizio finché Hamas e gli altri gruppi armati non si saranno completamente disarmati. Il rapporto indica infatti il disarmo di Hamas come il «fattore unico» necessario per sbloccare la ricostruzione, il ritiro israeliano e il percorso verso la statualità palestinese, e avverte che ogni ritardo comporta un «costo umano diretto e misurabile» per gli abitanti di Gaza.
Inoltre, una forza internazionale sostenuta dagli Stati Uniti dichiara di essere pronta a entrare nell'enclave, e 17 miliardi di dollari stanziati per la ricostruzione.
23:10
23:10
Hezbollah: «Scontri con le truppe israeliane nel sud del Libano»
Hezbollah ha riferito di scontri con le truppe israeliane nel Libano meridionale, nonostante la tregua. Il gruppo ha dichiarato che i propri combattenti «si sono scontrati... con una forza dell'esercito nemico israeliano che ha tentato di avanzare verso le vicinanze della piazza della città di Haddatha», aggiungendo che «gli scontri sono ancora in corso». Venerdì scorso a Washington il Libano e Israele avevano accettato una proroga di 45 giorni del cessate il fuoco per proseguire i negoziati.
23:09
23:09
«Tutti i 430 attivisti della Flotilla su navi verso Israele»
«Un'altra flottiglia di propaganda è giunta al termine: tutti i 430 attivisti sono stati trasferiti su navi israeliane e sono in viaggio verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari». Lo scrive il ministero degli Esteri israeliano in una nota. «Ancora una volta, questa flottiglia si è rivelata nient'altro che una trovata pubblicitaria al servizio di Hamas. Israele continuerà ad agire nel pieno rispetto del diritto internazionale e non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza», aggiunge la nota.
23:08
23:08
«USA verso la riduzione delle forze a disposizione della NATO durante le crisi»
L'amministrazione Trump comunicherà agli alleati della NATO che ridurrà le forze americane disponibili per l'Alleanza durante le crisi. Lo riporta Reuters sul suo sito citando alcune fonti, secondo le quali il Pentagono vuole ridimensionare significativamente il suo impegno. Nell'ambito del 'Nato Force Model', i paesi dell'Alleanza individuano insieme le forze disponibili che potrebbero essere usate durante un conflitto o una grave crisi, come un attacco a membro NATO. L'annuncio è atteso venerdì.
22:33
22:33
Libano: «Almeno 10 morti in un raid israeliano nel sud»
Un attacco israeliano nel sud del Libano, avvenuto oggi, ha causato la morte di almeno 10 persone, tra cui tre donne e tre bambini, secondo quanto riferito dal ministero della Salute, nonostante il cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hezbollah.
«Un attacco aereo israeliano sulla città di Deir Qanun al-Nahr, nel distretto di Tiro, ha provocato un bilancio iniziale di 10 martiri, tra cui tre bambini e tre donne, oltre a tre feriti, tra cui un bambino», ha dichiarato il ministero in un comunicato, definendolo un «massacro».
21:27
21:27
«Trump ha convocato i consiglieri alla sicurezza sull'Iran»
Donald Trump ha convocato lunedì sera i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sull'Iran. Lo riporta Axios, sottolineando che la riunione si è tenuta poche ore dopo che il presidente aveva annunciato di aver sospeso l'attacco pianificato per martedì.
La riunione ha incluso anche un briefing sulle opzioni militari. Secondo quanto riferito da alcuni funzionari, Trump non aveva deciso di attaccare prima di annunciare la sospensione del raid.
19:51
19:51
Vance: «Penso che abbiamo fatto molti progressi con l'Iran»
Donald Trump «ci ha detto di negoziare in modo aggressivo con l'Iran e per questo sono andato a Islamabad. Riteniamo di aver fatto molti progressi con l'Iran». Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, sottolineando che gli Stati Uniti «non vogliono alcun accordo che consenta all'Iran di possedere un'arma nucleare».
19:08
19:08
Israele: «Mezzi non letali contro la Flotilla, nessun ferito»
«In nessun momento sono stati sparati colpi di arma da fuoco. Dopo ripetuti avvertimenti, sono stati impiegati mezzi non letali contro l'imbarcazione, e non contro i contestatori, a scopo di avvertimento. Nessun contestatore è rimasto ferito durante l'episodio».
Lo riferisce il portavoce del ministero israeliano all'ANSA, in riferimento alle notizie sull'utilizzo di proiettili di gomma contro alcune imbarcazioni della Flotilla.
18:47
18:47
Global Flotilla: «Fermate tutte le barche»
Tutte le barche della Flotilla per Gaza sono state intercettate dalle forze armate israeliane. L'ha confermato Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, aggiungendo che sono 29 gli attivisti italiani trattenuti. Con loro anche tre persone non italiane ma residenti in Italia.
«L'ultima barca ad essere intercettata è stata la Karsi-i Sabadab, sui cui viaggiavano il deputato M5s Dario Carotenuto, il giornalista Alessandro Mantovani e l'attivista, Ruggero Zeni». La corvetta su cui sono state fatte salire le persone trattenute arriverà nel porto di Ashdod in serata. Ad attenderli il team legale di Adalah.
17:24
17:24
ONU: «Tre milioni gli afghani che rientreranno in patria fine anno»
Sono quasi tre milioni gli afghani che rientreranno in patria entro la fine dell'anno, di cui oltre la metà saranno donne e bambini.
Secondo quanto rileva l'ultimo rapporto ONU, da settembre 2023 sono già 5,9 milioni gli afghani rientrati, principalmente dai vicini Iran e Pakistan, rappresentando circa il 10-12% della popolazione. Circa 600 mila afghani sono tornati nel loro Paese nei primi quattro mesi del 2026 dall'Iran e dal Pakistan, si prevedono inoltre «1,7 milioni di rientri dall'Iran e 1,1 milioni dal Pakistan nei prossimi otto mesi».
La maggior parte dei rimpatriati sono lavoratori qualificati nati e cresciuti nei Paesi limitrofi o che sono stati lontani dalle loro comunità per anni. «Hanno legami deboli o inesistenti con le loro comunità di origine - spiega Tajudeen Oyewale, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per l'Afghanistan - Oltre la metà di coloro che rientrano sono donne e bambini».
Le Nazioni Unite e le Ong chiedono 100,7 milioni di dollari per un intervento immediato al confine, al fine di fornire assistenza salvavita nei principali valichi di frontiera ufficiali con l'Iran e il Pakistan. «Questa cifra copre solo il 40% dei rimpatriati più vulnerabili - dichiara Thamindri De Silva, direttore nazionale di World Vision International-. Tuttavia, secondo il rapporto, la risposta per il reinserimento dei rimpatriati richiede 428,5 milioni di dollari».
Un altro rapporto pubblicato questa settimana ha avvertito, infine, che gli aiuti umanitari sono diminuiti «da 1,62 miliardi di dollari nel 2024 a 0,91 miliardi di dollari nel 2025, con una riduzione del 43,82%».
16:35
16:35
«Gli alleati vogliono chiarezza sul futuro da parte degli USA»
Alla ministeriale Esteri della NATO prevista in calendario a Helsingborg, in Svezia, a partire da domani, ci si aspetta che gli europei chiedano agli Stati Uniti «una maggiore prevedibilità» per quanto riguarda la pianificazione militare e il numero di truppe che gli USA intendono lasciar di stanza in Europa, al netto del loro maggior impegno in altri teatri.
Lo affermano diverse fonti alleate. In sostanza «niente sorprese» e «nessun vuoto nella deterrenza». Nel caso della Germania, la riduzione delle truppe inoltre è stata chiaramente presentata come «una punizione», cosa che non è stata gradita in diverse capitali.
16:33
16:33
Global Sumud Flotilla, gli attivisti a breve in un porto israeliano
È in corso il trasferimento degli attivisti della Flotilla per Gaza da parte delle forze armate israeliane verso un porto israeliano. Lo comunica la Global Sumud Flotilla.
L'imbarcazione militare che trasporta gli attivisti «tra cui medici, giornalisti e difensori dei diritti umani provenienti da oltre 40 Paesi», dovrebbe «attraccare entro circa due ore».
06:39
06:39
Il punto alle 6:40
Donald Trump ha sospeso l'attacco all'Iran in programma per martedì perché sono in corso «colloqui seri» che potrebbero portare a un accordo.
Nell'annuncio sul suo social Truth, il commander-in-chief non molla comunque la presa e ribadisce che gli Stati Uniti sono pronti «a procedere con un assalto su vasta scala contro Teheran, con preavviso immediato, nell'eventualità in cui non venga raggiunta un'intesa accettabile».
La decisione del commander-in-chief segue la richiesta di Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, convinti che le trattative in corso possano portare ad un accordo «pienamente accettabile per gli Stati Uniti d'America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e oltre». Nell'eventuale intesa, ha chiarito Trump, ci sarà «un aspetto fondamentale», ovvero «nessuna arma nucleare» per Teheran.
L'annuncio del presidente mostra la sua frustrazione di fronte a una situazione di stallo e alla nuova proposta in 14 punti dell'Iran, ritenuta «insufficiente» dalla Casa Bianca per poter pensare al raggiungimento di un'intesa sulla fine del conflitto: per il presidente Usa presenta solo miglioramenti simbolici rispetto alla versione precedente e nulla più. Il documento - ha riferito un funzionario americano ad Axios - conterrebbe molte parole sull'impegno dell'Iran a non perseguire l'arma nucleare ma, di fatto, nessun dettaglio in merito alla sospensione dell'arricchimento dell'uranio e sulla consegna delle scorte esistenti.
«Non sono aperto a nessuna concessione», ha quindi tuonato il tycoon che ha deciso di riunire nella Situation Room della Casa Bianca i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale allo scopo di tornare a studiare le opzioni militari a disposizione, valutando gli eventuali aggiornamenti messi a punto dal Pentagono.
Pur volendo un accordo, Trump è dunque tornato concretamente a valutare la possibilità di una ripresa delle ostilità dopo che la maggior parte delle sue richieste sono state bocciate. Secondo indiscrezioni, l'Iran si è detto pronto ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare anziché uno smantellamento completo, a condizione che l'uranio altamente arricchito, stimato in 400 chilogrammi, sia trasferito in Russia anziché negli Stati Uniti.
Una proposta che per il presidente statunitense non è abbastanza. Trump ripete infatti da mesi che vuole l'uranio iraniano negli Stati Uniti e in passato ha respinto l'offerta del presidente russo Vladimir Putin sul suo trasferimento in Russia.
Oltre all'apertura sul nucleare, nella proposta fatta recapitare agli Stati Uniti Teheran ha chiesto - secondo Al-Arabiya - una tregua lunga e articolata in più fasi, nonché un'apertura graduale e sicura dello Stretto di Hormuz con un ruolo garantito per il Pakistan e l'Oman in caso di attriti.
Per l'importante crocevia marittimo, il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell'Iran ha quindi annunciato la costituzione di un nuovo ente incaricato della sua gestione, chiamato Autorità dello Stretto del Golfo Persico. Intanto Hormuz resta di fatto chiusa, e al momento una sua riapertura appare lontana.
Gli Stati Uniti - secondo quanto diffuso dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim - hanno proposto una deroga temporanea alle sanzioni sul petrolio iraniano in cambio di un accordo di pace e della riapertura dello Stretto.
«Non ci sarà nessuna revoca delle sanzioni a titolo gratuito e senza un'azione reciproca da parte dell'Iran», ha chiarito un funzionario della Casa Bianca. E per cercare di ovviare alla pressioni sulle quotazioni petrolifere e arginare l'impatto delle carenze di greggio, gli Stati Uniti hanno concesso una nuova deroga di 30 giorni al petrolio russo.
Così si avrà «maggiore flessibilità e si aiuterà a stabilizzare il mercato», ha spiegato il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, osservando come la revoca ridurrà anche la capacità della «Cina di accumulare petrolio a prezzo scontato». Quest'ultima una stoccata a Pechino, dove è in arrivo Vladimir Putin a pochi giorni di distanza dalla visita di stato di Trump, a conferma del ruolo che Xi Jinping si vuole ritagliare sul palcoscenico della diplomazia mondiale.
Mentre per quanto riguarda l'Iran, il portavoce del Ministero della Difesa iraniano ha respinto le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui le capacità difensive dell'Iran sarebbero state distrutte, affermando che parte delle capacità militari del paese non sono ancora state utilizzate e che l'«asse della resistenza» è più coeso che mai. Così Iran International.
Il generale di brigata Reza Talaei-Nik, portavoce del Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate iraniano, ha dichiarato all'emittente televisiva yemenita Al Masirah che Trump «non smette di fare affermazioni false» sulla forza militare dell'Iran. «Il prestigio degli Stati Uniti è crollato per mano delle nostre forze armate», ha dichiarato Talaei-Nik
