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Lo ha reso noto il DFAE – Il protocollo d'accordo prevede la «cessazione delle ostilità» anche in Libano, ma per il ministro della sicurezza nazionale dello Stato ebraico «Israele deve chiarire all'intero mondo che non è alla mercé di nessuno» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:56
21:56
Le navi stanno transitando a Hormuz
«Le navi stanno transitando nello Stretto» di Hormuz: sono circa 700 navi sono in transito. Lo ha detto Donald Trump con alle spalle il nuovo Air Force One donato dal Qatar.
20:30
20:30
Rubio sente il presidente del Libano, nuovo round di colloqui con Israele
Il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato telefonicamente con il presidente del Libano Joseph Aoun. Lo riferisce il Dipartimento di Stato, secondo il quale è stato discusso il prossimo round di trattative con Israele previsto a Washington dal 23 al 25 giugno.
Intanto, Donald Trump ha detto a Nbc di aver parlato con Israele oggi e di aver chiesto di accettare il cessate il fuoco con Hezbollah. «È un fatto positivo. È un po' la ciliegina sulla torta», ha detto il presidente Usa senza specificare con chi ha parlato in Israele.
19:31
19:31
«A Gaza tenda sfollati colpita in raid israeliano, 5 feriti»
Cinque persone sono rimaste ferite in un raid attribuito alle forze isaeliane avvenuto in serata nella Striscia di Gaza, nella zona di Al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis: lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa, secondo cui l'attacco ha preso di mira «una tenda che dava rifugio a famiglie sfollate».
17:52
17:52
Alla fine al Bürgenstock si sono incontrati Cassis e il premier del Qatar
Il consigliere federale Ignazio Cassis ha incontrato oggi al Bürgenstock il primo ministro e capo della diplomazia del Qatar Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani. I due hanno discusso degli sforzi in Medio Oriente a seguito del protocollo firmato tra Washington e Teheran.
Sui social media, questo pomeriggio, il Ministero degli Affari Esteri del Qatar ha pubblicato una foto dei due ministri sorridenti all'esterno dell'hotel nidvaldese, di proprietà del Qatar. Questo luogo avrebbe dovuto ospitare l'avvio dei negoziati tecnici della durata di 60 giorni tra l'Iran e gli Stati Uniti in vista di un accordo definitivo, ma l'evento è stato al momento cancellato.
Il Qatar è uno dei due mediatori insieme al Pakistan. Al Thani ha ribadito il proprio sostegno all'incontro tra i due nemici. Auspica «soluzioni durature» per «rafforzare la sicurezza regionale», ha sottolineato il suo ministero.
17:07
17:07
Israele bombarda sud del Libano dopo inizio del cessate il fuoco
Un nuovo raid israeliano ha colpito il centro di Sejoud, nel sud del Libano, dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah. Lo riferisce l'agenzia nazionale d'informazione libanese (Ani).
L'agenzia di Beirut ha inoltre segnalato il sorvolo di droni sopra alcuni villaggi vicino a Tiro, mentre un corrispondente dell'Afp ha affermato di aver sentito continui colpi di artiglieria a Nabatiyeh.
In precedenza, il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) in una dichiarazione alla stampa aveva detto che «l'Idf rimarrà nel Libano meridionale e continuerà la sua missione fino a nuovo ordine per proteggere i civili nel nord di Israele». «Il nostro obiettivo e la nostra missione - ha aggiunto - sono molto chiari e continueremo finché non riceveremo ordini diversi».
Rispondendo a una domanda di un giornalista su eventuali limiti imposti all'intervento dell'Idf contro Beirut, Defrin ha affermato che su Beirut «esistono delle limitazioni. Agiamo in conformità con le direttive della classe politica. Per eliminare una minaccia che si presenta, siamo autorizzati ad agire in qualsiasi area». Defrin ha aggiunto che «Hezbollah ha violato il cessate il fuoco ed è impegnato in una battaglia di contenimento».
Intanto, le sirene sono suonate nella zona di Zar'it, nel nord d'Israele, a causa «dell'infiltrazione di un velivolo ostile» dal Libano. Lo comunica l'Idf in una nota.
Dal canto suo, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che l'incontro previsto per oggi in Svizzera sul memorandum tra Iran e Stati Uniti «è stato rinviato a data da destinarsi», sottolineando tuttavia che le consultazioni proseguono tramite mediatori e che si sta «pianificando» di tenere l'incontro nei prossimi giorni. Lo riporta Iran International.
Secondo Baghaei, la data di inizio dei negoziati sarà annunciata «qualora si verificassero le condizioni necessarie». Il portavoce ha sottolineato che il testo del memorandum stabilisce che l'avvio dei colloqui per un accordo definitivo è subordinato all'inizio e alla continua attuazione delle clausole 1, 4, 5, 10 e 11 dell'accordo, apparentemente riferendosi ai recenti scambi di fuoco tra Israele e Hezbollah che Teheran ha descritto come una violazione dell'intesa.
Baghaei ha inoltre respinto alcune notizie diffuse dai media in merito alla chiusura dello Stretto di Hormuz, definendole «prive di fondamento».
A questo proposito, «i Paesi Bassi sono strettamente coinvolti nella pianificazione militare di un potenziale dispiegamento nello Stretto di Hormuz. Tale pianificazione è gestita da una coalizione internazionale composta da decine di Paesi. La coalizione ha stabilito che una fregata di difesa aerea e comando potrebbe essere di grande utilità all'inizio della missione», ha scritto oggi la ministra della Difesa olandese Dilan Yeşilgöz-Zegerius in una lettera alla Camera dei Rappresentanti, pubblicata sul sito del dicastero, annunciando l'invio di una fregata nella regione.
«La fregata di difesa aerea e comando Zr. Ms. De Ruyter potrebbe svolgere un ruolo importante nel garantire il libero passaggio nello Stretto di Hormuz», si legge nella nota. «Per consentire un dispiegamento tempestivo, il ministero della Difesa ha quindi deciso di far cambiare rotta alla Zr. Ms. De Ruyter in direzione dello Stretto di Hormuz. Si prevede che la fregata arrivi nella regione entro poche settimane. Inoltre, rimane la possibilità di schierare rapidamente una squadra combinata di ricerca, immersione e disinnesco di esplosivi. Lo stesso vale per un contributo con personale», ha concluso.
17:02
17:02
Iran: «Non c'è urgenza di incontrare gli inviati USA in Svizzera»
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che non c'è «nessuna urgenza» di incontrare i negoziatori statunitensi in Svizzera, poiché un memorandum d'intesa per porre fine alla guerra in Medio Oriente è già stato firmato elettronicamente.
«Dato che la firma del testo del memorandum è avvenuta digitalmente il 18 giugno, non c'è urgenza di tenere l'incontro in Svizzera, ma stiamo pianificando di tenerlo nei prossimi giorni», ha affermato il portavoce del ministero, Esmail Baghaei.
16:27
16:27
IDF: «Più di 150 attacchi in Libano dalla mezzanotte»
Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno effettuato più di 150 attacchi in Libano dalla mezzanotte. Lo comunica il portavoce dell'IDF.
Intanto, la parte centrale dello Stretto di Hormuz è bloccata da circa 80 mine che dovranno essere rimosse affinché la navigazione nella via marittima possa riprendere normalmente. Lo ha riferito al Guardian Intertanko, associazione indipendenti di armatori che opera nel settore petrolifero.
«La rotta principale che attraversa il centro dello Stretto è chiusa e pericolosa» ha affermato Phil Belcher, direttore di Intertanko. «L'ultimo dato in nostro possesso indica la presenza di 80 mine nello Stretto di Hormuz. Si tratta di una quantità enorme e ci vorrà del tempo per bonificare l'area», ha spiegato, paragonando la via marittima a «un'autostrada dove la carreggiata centrale è chiusa e per questo si deve utilizzare la corsia di emergenza».
Il rischio principale per le imbarcazioni che vogliono attraversare lo Stretto è quello di «incagliarsi sugli scogli lungo la rotta omanita», ulteriormente aggravato dal «disturbo dei segnali» che l'Iran ha ordinato durante il conflitto con gli Stati Uniti, impedendo il funzionamento dei sistemi di navigazione.
14:56
14:56
L'Iran condanna raid in Libano
Il portavoce del Ministro degli Esteri iraniano ha condannato fermamente le recenti operazioni militari israeliane e «gli atti terroristici» contro diverse regioni del Libano.
Ismaeil Baghaei ha messo in guardia dalle immediate conseguenze delle azioni di escalation del regime e ha ritenuto gli Stati Uniti direttamente responsabili, citando le violazioni del memorandum di pace firmato il 17 giugno. Lo scrive Isna.
Dal canto suo, il ministro degli Esteri, Seyed Abbas Araghchi, in un post su X in cui mostra il post ha affermato riferendosi al post del ministro della sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir: «Questo non è lo sfogo di un folle genocida qualsiasi. È un post pubblico del ministro della sicurezza nazionale del regime israeliano. Il culto genocida della morte con sede a Tel Aviv è una minaccia per tutta l'umanità. Minaccia tutti gli esseri umani. Il suo unico interesse è la guerra permanente». Ben-Gvir aveva affermato che «tutto il Libano deve bruciare».
In precedenza, gli Usa hanno comunicato all'Iran che Israele non procederà a un'ulteriore escalation in Libano. Lo riporta Cnn citando una persona a conoscenza dei fatti.
«Hezbollah ha violato il cessate il fuoco. Israele ha accettato di lasciar correre, cosa che è stata comunicata agli iraniani, e ora tocca a Hezbollah fermarsi», ha riferito un funzionario a Cnn.
14:30
14:30
USA: Pentagono al Congresso, servono 80 mia per conflitto con Iran
Al dipartimento della difesa statunitense servono 80 miliardi di dollari (64,3 miliardi di franchi al cambio attuale) per coprire i costi della guerra in Iran e altre spese legate al conflitto. Lo riporta il quotidiano The Wall Street Journal citando l'indicazione del numero due del dipartimento Steve Feinberg a deputati e senatori.
Secondo i calcoli di Moody's Analytics (filiale dell'agenzia di rating Moody's) invece ai contribuenti americani la guerra in Iran costa almeno 132 miliardi di dollari. La cifra include - mette in evidenza il quotidiano The New York Times - le spese militari, l'aumento dei prezzi dell'energia e i tassi di interesse.
Nelle scorse settimane un funzionario del Pentagono ha stimato con il Congresso un costo di 29 miliardi di dollari per le forze armate.
13:35
13:35
Netanyahu: «Esercito in Libano finché servirà»
«Questa mattina ho tenuto una riunione di valutazione della situazione con il ministro della difesa (Israel Katz) e il capo di Stato maggiore (Eyal Zamir). Le mie istruzioni sono chiare: Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o il nostro territorio e farà pagare a caro prezzo a Hezbollah (organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista) questi attacchi». Lo ha affermato il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una nota.
«Come ho chiarito inequivocabilmente, anche ieri: Israele rimarrà nella zona di sicurezza nel Libano meridionale finché sarà necessario per proteggere le comunità del nord».
«La Resistenza islamica rimarrà vigile contro ogni aggressione. I suoi combattenti difenderanno la loro terra e il loro popolo con incrollabile coraggio e uno spirito simile a quello di Karbala (famosa battaglia del VII secolo, cara alla tradizione sciita, ndr), infliggendo pesanti perdite all'esercito nemico, uccidendo e ferendo decine di ufficiali e soldati e causando danni devastanti ai suoi veicoli. I giorni, le notti e il campo di battaglia lo diranno». Così Hezbollah in una nota riportata dall'agenzia di stampa statale libanese Nna.
12:51
12:51
Un giudice ordina la rimozione del video di Ben Gvir contro la Flotilla
Il presidente della Commissione elettorale centrale (l'organismo istituzionale che monitora e regolamenta le elezioni per il parlamento israeliano) dello Stato ebraico, il giudice Noam Sohlberg, vicepresidente della Corte suprema, ha ordinato oggi al ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir di rimuovere i video pubblicati sulle reti sociali relativi all'arresto e all'umiliazione al porto di Ashdod degli attivisti della flottiglia, che intendevano portare aiuti umanitari a Gaza e forzare il blocco navale imposto da Israele all'enclave palestinese.
Sohlberg, rispondendo a un ricorso presentato in merito, ha stabilito che si tratta di «propaganda elettorale, volta a presentare il ministro come 'vittorioso' per il trattamento riservato agli attivisti».
Il giudice ha inoltre stabilito che si tratta di «propaganda vietata con un uso improprio di beni pubblici» e che il ministro dovrà risarcire personalmente tutte le parti legali coinvolte. «Ben-Gvir voleva mostrare al pubblico i suoi successi e le sue posizioni riguardo alla flottiglia. Si tratta di messaggi che il ministro Ben-Gvir ha pubblicato di sua iniziativa, senza il coinvolgimento di professionisti dei vari ministeri e solo in ebraico, rivolgendosi quindi a un pubblico di lingua ebraica, che vive principalmente in Israele e vota alle elezioni locali. Ciò rafforza la conclusione che si tratti di propaganda», ha scritto il giudice.
12:43
12:43
Hormuz: «Mai così tanti transiti di navi da metà aprile»
Sono un totale di 25 le navi commerciali che hanno oltrepassato lo Stretto di Hormuz nella sola giornata di ieri, un volume di cinque volte superiore alla media dei primi dieci giorni di giugno e inedito da metà aprile: è quanto emerge da dati pubblicati dalla piattaforma di informazione marittima AxsMarine.
Dai 28 transiti registrati il 18 aprile, mai si erano registrate così tante navi (25) transitate dallo Stretto in una sola giornata. Un'apertura direttamente legata al protocollo d'intesa firmato il giorno prima da USA e Iran.
12:42
12:42
«L'esercito israeliano rimarrà nella zona di sicurezza in Libano»
L'esercito israeliano (Idf) «rimarrà nella zona di sicurezza in Libano, dalla costa alle alture del Beaufort, per proteggere le comunità del nord, sventare le minacce e distruggere le infrastrutture terroristiche presenti nell'area, sia sotterranee che in superficie», ha affermato il ministro della difesa Israel Katz in un messaggio di condoglianze ai familiari dei soldati rimasti uccisi questa notte nel sud del Libano.
11:46
11:46
USA-Iran, «Colloqui saltati per gli attacchi israeliani in Libano»
«I colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera sono stati rinviati a causa della serie di attacchi aerei letali sferrati da Israele nel Libano meridionale, secondo quanto riferito da tre fonti informate sulla questione», riporta il il quotidiano economico finanziario britannico Financial Times (Ft).
L'Iran non ha inviato una delegazione sul Bürgenstock (NW) per i colloqui sul nucleare a causa degli attacchi, hanno affermato le fonti. «Gli iraniani hanno chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall'accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione», ha dichiarato un diplomatico a conoscenza della questione.
Gli attacchi israeliani a Beirut hanno ripetutamente minacciato di far deragliare i negoziati tra Stati Uniti e Iran, con il presidente americano Donald Trump che ha espresso apertamente la propria frustrazione per l'insistenza di Israele nel proseguire la propria offensiva, nota il quotidiano.
L'Iran ha mantenuto ferma la propria posizione di «niente Libano, niente accordo», ha affermato una seconda fonte a conoscenza dei negoziati, aggiungendo che Teheran ritiene di poter avere il sopravvento e di poter ottenere concessioni da Washington riguardo alla guerra di Israele contro il Libano.
Secondo il primo diplomatico, il messaggio degli iraniani era: «Noi abbiamo frenato (l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista) Hezbollah, gli Stati Uniti non riescono a frenare Israele. Finché non lo faranno, non ci presenteremo».
Due delle fonti hanno riferito che i colloqui erano stati provvisoriamente riprogrammati per lunedì, ma che ciò dipendeva dalla situazione in Libano. Una terza fonte ha affermato che resta ancora da confermare la durata del rinvio.
10:43
10:43
Raid sul Libano, colpiti obiettivi nella Bekaa e nel sud
«Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno appena attaccato le infrastrutture terroristiche di Hezbollah (organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista) nella valle della Bekaa, in risposta alle ripetute violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica (...), che continua a pianificare e attuare attentati terroristici contro le forze israeliane». Così sulla rete sociale X il portavoce dell'esercito israeliano, dopo la diffusione della notizia della morte di quattro militari israeliani a opera di Hezbollah.
Secondo la rete televisiva satellitare qatariota Al-Jazeera due attacchi di droni israeliani hanno preso di mira la città di Harouf, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Il media arabo riporta inoltre un attacco aereo israeliano sulla città di Sajd, nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale.
L'agenzia di stampa statale libanese Nna segnala attacchi in diverse zone del paese.
10:20
10:20
Israele: Ben-Gvir: «Ora tutto il Libano deve bruciare»
«Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare». Così sulla rete sociale X il ministro della sicurezza nazionale dello Stato ebraico Itamar Ben-Gvir, dopo che è stata diffusa la notizia di quattro militari uccisi dall'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah in Libano.
«Con tutto il rispetto per gli americani, Israele deve chiarire all'intero mondo che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono alla mercé di nessuno. Tutto il Libano deve bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Idf (le Forze di difesa israeliane), e questo impegno prevale su ogni altra considerazione».
«Ho detto al primo ministro (Benyamin Netanyahu), anche nelle nostre riunioni private: per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere», ha ribadito il ministro dell'estrema destra israeliana. «Basta con questo ping-pong. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e con la moderazione, bisogna scatenarsi. Annientare. Sconfiggere il terrorismo».
«Una mattinata difficile (...). È ora di parlare con il fuoco. E di aprire le porte dell'inferno», scrive su X dal canto suo il ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich.
Pasdaran sempre pronti a colpire i nemici
«Se il nemico intende proseguire con i suoi eccessi, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica diventerà una forza ancora più potente di prima su terra, mare, aria e su tutti i campi di battaglia, e al minimo accenno da parte di Mojtaba Khamenei (la Guida suprema dell'Iran), infliggerà loro una sconfitta storica ben più grave». Così i Guardiani della rivoluzione (pasdaran in persiano) in un messaggio inviato alla Guida suprema, riportato dal canale televisivo satellitare in lingua persiana nonché agenzia di informazione digitale multilingue con sede a Londra Iran International.
«L'amata nazione e i guerrieri dell'Islam sono come una solida montagna, sostenuti dai loro statisti», si legge ancora nella dichiarazione.
Francia: Israele rispetti protocollo USA-Iran
Intanto, il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot, intervistato dall'emittente radiofonica pubblica France Info, ha affermato che Israele deve «rispettare» il protocollo d'accordo firmato mercoledì fra l'Iran e gli Stati Uniti, che prevede la «cessazione delle ostilità» anche in Libano.
«Quell'accordo prevede la cessazione delle ostilità, il governo israeliano deve rispettarlo e gli Stati Uniti in particolare devono esercitare tutta la pressione necessaria sul governo israeliano affinché lo faccia».
Francia minimizza portata stop colloqui
Barrot ha anche lanciato un appello a non «attribuire significato eccessivo» al rinvio dei colloqui tra USA e Iran sul Bürgenstock (NW), ma ha aggiunto che «il più difficile arriva adesso». Il capo della diplomazia dell'Esagono sostiene che non bisogna essere preoccupati: «Il difficile arriva adesso ma quella riunione in Svizzera avrebbe perso parte del suo interesse nella misura in cui l'accordo era già stato firmato a Versailles», vicino a Parigi.
10:20
10:20
L'esercito rimane attivo per il Bürgenstock
Il dispiegamento dell'esercito svizzero per l'incontro - poi annullato - fra USA e Iran al Bürgenstock (NW) è al momento confermato. Non sono in effetti stati dati contrordini, ha detto oggi un portavoce del Dipartimento della difesa (DDPS) contattato da Keystone-ATS.
I fino a 2000 soldati dispiegati rimangono quindi in posizione. Il loro intervento è previsto per dare manforte alla polizia cantonale nidvaldese in compiti di protezione di oggetti, sorveglianza, ricognizione, trasporto e logistica.
Il Consiglio federale aveva approvato l'intervento il 17 giugno su richiesta del Canton Nidvaldo. In caso di grande evento, la Svizzera ha l'obbligo di garantire la sicurezza degli ospiti che beneficiano di una protezione speciale in virtù del diritto internazionale.
09:04
09:04
Quattro militari uccisi da Hezbollah nel sud del Libano
Quattro soldati dell'esercito israeliano (Idf) sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah nel sud del Libano la scorsa notte, ha indicato stamattina il portavoce dell'Idf, ripreso dalle testate israeliane.
L'episodio, scrive il canale televisivo israeliano Channel 12 (Keshet 12), è avvenuto intorno alle 00.20 nel villaggio di Tibnit. Un ordigno aereo lanciato da Hezbollah ha colpito un carro armato dell'Idf.
A seguito di ciò, sono iniziati gli attacchi contro i terroristi e le loro infrastrutture nella zona di Nabatieh. L'Idf sta continuando a indagare sull'accaduto.
07:44
07:44
Raid aerei israeliani sul Libano nella notte, almeno 16 morti
Le Forze di difesa israeliane (Idf) indicano di aver effettuato raid aerei durante la notte e di aver continuato ad attaccare terroristi e infrastrutture dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale.
Lo scrive il quotidiano in linea The Times of Israel, aggiungendo che gli attacchi sono stati una risposta alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico sostenuto dall'Iran.
L'agenzia di stampa statale libanese Nna riferisce che almeno 16 persone sono state uccise nei raid. Ha pubblicato un bilancio dettagliato della nottata. «Il nemico - scrive - ha commesso diversi massacri all'alba nelle città di Sharqieh, Harouf e Kfarsir, nel distretto di Nabatieh, dopo che raid aerei hanno colpito abitazioni dopo la mezzanotte, provocando numerosi martiri, feriti e dispersi. Nabatieh e l'area circostante hanno vissuto una delle notti più difficili della recente aggressione, poiché il nemico ha intensificato significativamente i suoi attacchi. A partire dall'1.30 di giovedì notte/venerdì mattina - scrive ancora Nna - la sua artiglieria ha lanciato un pesante e concentrato bombardamento sulla città di Nabatieh, sull'area di Kfarjouz e sulle città di Kfarman, Zibdine, Nabatieh al-Fouqa, Haboush, Sajd e Jabal al-Rafie.»
«Intorno alle 2:10, aerei da guerra nemici hanno lanciato una serie di raid sulla città di Nabatieh, sulle città di Kfar Tebnit e Nabatieh al-Fouqa e sulle alture di Rihan. Intorno alle 3:00 del mattino, due ondate di raid aerei hanno colpito l'area di Kfarjouz-Nabatieh, il quartiere universitario di Nabatieh e il quartiere di Baydar a Harouf, causando, secondo quanto riferito, otto morti. A questo è seguito un raid aereo sull'area di Ash'amiyah, tra le città di Sharqiyah e Doueir, dove una casa è stata distrutta e quattro persone sono state uccise. Contemporaneamente, il quartiere di Al-Rahibat a Nabatieh è stato pesantemente bombardato».
«Nella città di Kfarsir, un raid aereo nemico ha provocato tre morti - prosegue l'agenzia libanese. Intorno alle 4:00 del mattino, la città di Qusaybah è stata colpita da un raid aereo, in concomitanza con il bombardamento di artiglieria della periferia di Kfarsir e Qusaybah. Ulteriori raid aerei hanno poi colpito Kfardjal e Kfartabnit. Intorno alle 5:00 del mattino, un drone nemico ha preso di mira una motocicletta vicino al municipio di Doueir, uccidendo una persona e ferendone un'altra. Anche la città di Jebchit è stata oggetto di una serie di attacchi con droni, in concomitanza con bombardamenti di artiglieria».
Infine, conclude Nna, «intorno alle 5:15 del mattino, aerei da guerra hanno attaccato la città di Adshit, seguiti da un attacco all'area di Kfarjouz-Nabatieh e a Toul, in concomitanza con pesanti bombardamenti di artiglieria sulla città di Jebchit».
06:45
06:45
Annullato l'incontro di oggi al Bürgenstock
Non ci sarà alcun incontro oggi tra Stati Uniti e Iran sul Bürgenstock (NW). I colloqui sono stati annullati, dopo che il vicepresidente statunitense JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf hanno dichiarato di non recarsi in Svizzera come inizialmente previsto.
«La Svizzera rimane a disposizione e prosegue i preparativi», ha indicato a Keystone-ATS il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Nicolas Bideau. Berna, quindi, «rimane pienamente impegnata nei propri sforzi volti a favorire il dialogo», ha precisato.
Americani e iraniani, insieme a mediatori pakistani, qatarioti e agli altri Paesi coinvolti, si sarebbero dovuti incontrare nel canton Nidvaldo per avviare i primi negoziati sull'attuazione dell'accordo di pace. La Svizzera avrebbe dovuto essere rappresentata a livello di Consiglio federale.
Dopo la firma del protocollo d'intesa, gli Stati Uniti e l'Iran avrebbero dovuto avviare formalmente oggi i 60 giorni di negoziati finalizzati a un accordo definitivo, in particolare sul nucleare. Il memorandum è comunque entrato in vigore.
L'incontro era inizialmente previsto per celebrare la sottoscrizione del Memorandum of Understanding (MoU) raggiunto dopo mesi di tensioni tra Washington e Teheran. La firma elettronica da remoto del documento da parte del presidente statunitense Donald Trump e del suo omologo iraniano Massoud Pezechkian mercoledì sera ha però stravolto i piani della Confederazione che si era detta d'accordo di ospitare l'evento.
La Casa Bianca ieri sera (ora locale, le prime ore di oggi in Svizzera) ha reso noto che il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance non si sarebbe recato nella Confederazione oggi per avviare i colloqui in vista di un accordo definitivo con l'Iran, si legge in un comunicato.
«I piani per le prossime discussioni tecniche non sono stati ancora definiti e la delegazione statunitense si è preparata a partire alla prima occasione utile. Tuttavia, la logistica di questi negoziati non è mai stata né semplice né prevedibile. Per il momento, il vicepresidente non partirà stasera», si legge nella nota.
Secondo il MoU concordato, nei prossimi due mesi Stati Uniti e Iran dovranno definire in particolare le modalità di neutralizzazione dell'uranio iraniano arricchito al 60%. Washington si è inoltre impegnata a garantire un fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Iran nonché a revocare le sanzioni contro Teheran. In cambio, la Repubblica Islamica dovrà riaffermare il proprio impegno a non sviluppare armi nucleari.
L'accordo prevede anche la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni, con la revoca del blocco navale statunitense e la rimozione degli ostacoli alla navigazione da parte iraniana.
Nonostante l'accordo includa Beirut nella cessazione delle ostilità, Netanyahu ha ribadito che lo Stato ebraico «non abbandonerà la fascia di sicurezza nel sud del Libano finché le nostre esigenze lo richiederanno». In realtà, la mappa di dispiegamento dell'IDF nella parte meridionale del Paese indica che l'esercito presidia ancora zone che oltrepassano la Linea gialla. La questione, che rischia di far saltare il banco, è oggetto dei negoziati fra Israele e gli USA descritti da un funzionario israeliano come un braccio di ferro «teso».
«La lotta non è finita», ha dichiarato ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che non ha tuttavia commentato direttamente l'accordo.
Lo Stato ebraico ha intanto proseguito i suoi attacchi in Libano contro Hezbollah, il gruppo filo-iraniano attivo in Libano, causando diversi morti da lunedì, tre giovedì e 18 la notte scorsa perdendo da parte sua quattro soldati, i primi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco.
Israele ha annunciato questa mattina di aver sferrato nuovi attacchi contro obiettivi di Hezbollah, dopo che il gruppo sciita ha affermato di aver distrutto tre carri armati israeliani durante gli scontri nel sud del Libano.
Per la Confederazione l'incontro sul Bürgenstock avrebbe rappresentato una nuova opportunità per offrire i suoi buoni uffici. La Svizzera - giudicata «una padrona di casa adeguata» da parte della consigliera federale Karin Keller-Sutter ai microfoni di SRF - per ospitare la firma del documento si era già preparata per garantire la totale sicurezza durante l'incontro: sul territorio sarebbero stati dispiegati fino a 2000 militari e agenti di polizia.
Il Qatar, che ha svolto un ruolo di mediazione insieme al Pakistan, aveva insistito affinché la riunione si tenesse nella rinomata struttura nidvaldese di cui è proprietario.
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Il punto alle 6:40
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance non si recherà in Svizzera per avviare i colloqui in vista di un accordo definitivo con l'Iran. Lo ha annunciato la Casa Bianca in un comunicato, dopo la firma di un protocollo d'intesa tra i due paesi avvenuta il giorno precedente. «I piani per le prossime discussioni tecniche non sono stati ancora definiti e la delegazione statunitense si è preparata a partire alla prima occasione utile. Tuttavia, la logistica di questi negoziati non è mai stata né semplice né prevedibile. Per il momento, il vicepresidente non partirà» si legge nella nota.
Trump ha ammesso ad Axios di aver negoziato l'accordo con l'Iran per evitare che il conflitto degenerasse in una depressione economica globale. Ciononostante, ha negato di essere stato in qualche modo ridimensionato da quell'esperienza. «Non ci sono limiti al mio potere», ha sottolineato. «non ho imparato nessuna lezione», ha aggiunto.
Ieri, ricordiamo, Usa e Iran hanno firmato un accordo e il presidente della Repubblica islamica Massoud Pezeshkian ha pubblicato su X le pagine del Memorandum di Islamabad definendolo «storico».
Donald Trump ha insistito nel sostenere che gli stati Uniti hanno sconfitto l'Iran «in modo totale», e che il memorandum d'intesa «probabilmente equivale a una resa incondizionata». In un'intervista ad Axios il presidente ha rivendicato il blocco navale imposto dagli Isa. «Chi altro avrebbe potuto attuare un blocco simile? Io ho effettuato un blocco navale in cui nessuna nave è riuscita a passare», ha detto il presidente.
