Dieci misure per convincere tutti a consumare meno

Dieci misure volontarie che Governi, imprese e famiglie possono attuare rapidamente per diminuire i consumi. A proporle, lo scorso 20 marzo, era stata l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE). Da allora, alcuni Paesi si sono mossi per valutare restrizioni e razionamenti. Anche in Europa.
Meno traffico e smartworking
Ma in che cosa consiste questo decalogo? Lavorare da casa, ove possibile; ridurre i limiti di velocità sulle autostrade di almeno 10 km/h (velocità inferiori riducono il consumo di carburante di autovetture, furgoni e autocarri); promuovere il trasporto pubblico; alternare l’accesso delle auto private alle strade delle grandi città in giorni diversi (le famose «targhe alterne », ndr); aumentare il car sharing e adottare pratiche di guida efficienti (la guida ecologica può ridurre rapidamente il consumo di carburante); guida efficiente per i veicoli commerciali su strada e la consegna delle merci; destinare il GPL ad altri usi rispetto ai trasporti; evitare i viaggi aerei laddove esistono opzioni alternative; ove possibile, passare ad altre soluzioni di cottura moderne; infine, sfruttare la flessibilità delle materie prime petrolchimiche e attuare misure di efficienza e manutenzione a breve termine, spiega l’AIE, precisando che «l’industria può contribuire a liberare il GPL per usi essenziali, riducendo al contempo il consumo di petrolio attraverso rapidi miglioramenti operativi».
Chi passa dalle parole ai fatti
Le misure, in gran parte, riguardano il traffico: meno persone ci sono sulle strade e più si contribuirà a ridurre il consumo di energia, in particolare di benzina e diesel. E alcuni Paesi hanno già deciso di passare dalle parole ai fatti, attuando i primi provvedimenti. In Europa, a fare da apripista è stata la Slovenia, dove è stato deciso di fissare un limite di 50 litri di carburante al giorno per i privati e 200 litri per le imprese. Ma è soprattutto l’Asia a essere più esposta allo shock energetico.
Così, ad esempio, in Myanmar il telelavoro è diventato obbligatorio il mercoledì e sono in vigore le targhe alterne per i privati. In Pakistan e nelle Filippine è stata introdotta la «settimana corta » di quattro giorni lavorativi nel settore pubblico per contenere i consumi energetici. In Thailandia, l’invito delle autorità è di ricorrere al lavoro da casa e al car pooling, mentre in Laos e Malaysia si stanno tentando i turni a rotazione. In Vietnam, invece, il Governo ha chiesto alle aziende di favorire il lavoro da casa per ridurre gli spostamenti ed evitare di consumare carburante. Guardando al nord-Africa, infine, l’Egitto ha introdotto un giorno a settimana obbligatorio di telelavoro per chi lavora nell’amministrazione, mentre dopo le 21 si riduce l’illuminazione pubblica.
Aeroporti UE a rischio
Preoccupazioni crescenti si registrano però anche nel settore dell’aviazione. Venerdì, gli aeroporti europei hanno lanciato l’allarme, spiegando che entro tre settimane rischiano una carenza «sistemica» di carburante. Secondo quanto affermato da Aci Europe, le riserve per gli aerei si stanno esaurendo, mentre «l’impatto delle attività militari» sta mettendo a dura prova le forniture. In una lettera inviata dall’associazione al commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas vengono sottolineate le «crescenti preoccupazioni riguardo alla disponibilità di carburante per aerei, nonché alla necessità di un monitoraggio e di un intervento proattivo da parte dell’UE». Se il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà «in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane», viene spiegato, la carenza sistemica di carburante per gli aerei «è destinata a diventare una realtà per l’UE». Timori accresciuti anche dall’avvicinarsi della stagione estiva, periodo in cui «il trasporto aereo alimenta l’intero ecosistema turistico ».


