Il forte aumento delle nuove rendite mette l'AI in difficoltà finanziarie

Il forte aumento delle nuove rendite AI mette l'assicurazione invalidità in difficoltà finanziarie. Per l'AVS, invece, il primo versamento della 13a mensilità comporta un risultato negativo, ha indicato oggi l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS).
Senza contromisure, il deficit di ripartizione annuo dell'AI - ovvero la differenza tra entrate e uscite, senza risultato degli investimenti né interessi passivi - potrebbe crescere fino a circa 800 milioni di franchi entro il 2030, viene precisato. Già nel 2025 il deficit ha raggiunto 209 milioni di franchi. Inoltre, il patrimonio dell'AI era nel 2025 circa 17 punti percentuali al di sotto della soglia minima prevista per legge, pari al 50% di uscite annuali.
Frenare aumento nuove rendite
In una conferenza stampa a Berna, il vicedirettore dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali e responsabile dell'AI, Florian Steinbrecher, ha parlato di «situazione finanziaria critica». La causa principale è il continuo aumento delle nuove rendite (25'200 nel solo 2025). A incidere in modo particolare sono i disturbi psichici tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Le patologie vanno dall'autismo ai disturbi d'ansia.
La situazione deve essere stabilizzata rapidamente, ha aggiunto Steinbrecher. Per questo motivo il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha deciso di anticipare dall'ultima parte dell'anno all'autunno la procedura di consultazione sulla riforma proposta dell'AI.
La riforma dovrebbe seguire due orientazioni strategiche. Da un lato, si punta a rallentare il numero di nuove rendite per i giovani con gravi problemi psichici. È prevista l'introduzione di una nuova prestazione d'integrazione.
Dall'altro lato, a causa delle prospettive finanziarie sfavorevoli, occorre individuare un possibile finanziamento supplementare per l'AI. Se le misure proposte non saranno sufficienti, il Consiglio federale propone di aumentare i contributi salariali di 0,1-0,2 punti percentuali.
Finanze AVS all'insegna della 13. rendita
Dal canto loro, le prospettive finanziarie dell'assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) sono dominate dalla 13. rendita mensile che sarà versata per la prima volta nel dicembre 2026. Poiché i costi di circa 4 miliardi di franchi derivanti da questa prestazione non sono ancora coperti, il deficit di ripartizione aumenterebbe dagli attuali 1,3 a circa 4,9 miliardi nel 2035.
A ciò si aggiungono gli effetti di una crescita dell'occupazione solo debole, ha spiegato la direttrice dell'UFAS, Doris Bianchi. Un finanziamento supplementare è quindi urgentemente necessario.
Un possibile sollievo potrebbe arrivare da un finanziamento aggiuntivo tramite un aumento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) di 0,4 punti percentuali. Su questo aspetto dovrà ancora esprimersi il popolo nel mese di novembre. Qualora fosse approvato e attuato a partire dal 2028, il deficit dell'AVS nel 2030 sarebbe più che dimezzato, passando da 2,7 a circa 1,2 miliardi di franchi.
Per quanto riguarda, infine, l'Indennità per perdita di guadagno (IPG) e le Prestazioni complementari (PC), la situazione finanziaria sembra essere sotto controllo. Per l'IPG il finanziamento è garantito sul lungo periodo. Le spese per le PC dovrebbero tuttavia aumentare fino al 2030 del 3,5% all'anno, tra l'altro proprio quale conseguenza dell'aumento del numero di nuove rendite AI.