Il caso

Quei super-ricchi scappati da Dubai con l'aiuto dei banchieri svizzeri

Alcuni gestori patrimoniali e società di sicurezza offrono un servizio speciale ai propri clienti: l’evacuazione da zone di guerra e di crisi – «Personale che arriva dai servizi segreti e jet privati che decollano anche quando lo spazio aereo è chiuso»
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Red. Online
07.04.2026 10:36

Lo scoppio della guerra in Iran ha destabilizzato in molti sensi. La chiusura degli spazi aerei e il caos generatosi hanno lasciato a terra moltissime persone. Anche chi in quel momento si trovava in vacanza (o per uno scalo) a Dubai. Le richieste di aiuto per tornare a casa rivolte ai ministeri degli Esteri dei rispettivi Paesi sono rimaste spesso (almeno inizialmente) inascoltate. Ma non per i super-ricchi. «Si sono rivolti ai propri gestori patrimoniali, poiché da poco questi ultimi offrono un servizio speciale ai propri clienti: l’evacuazione da zone di guerra e di crisi. Chi disponeva dei fondi necessari non ha dovuto attendere la ripresa dei voli commerciali. Al loro posto c'erano forze di sicurezza armate – in parte provenienti dai servizi segreti – convogli e jet privati, ai quali era consentito decollare anche dopo la chiusura dello spazio aereo», scrive 20 Minuten.

Pierre Gabris, fondatore e CEO della Alpen Partners, parla di «una clientela con un patrimonio considerevole» la quale chiede «sicurezza e discrezione»: «I clienti si aspettano che le soluzioni siano pronte in brevissimo tempo; non in giorni, ma in ore». Alpen Partners avrebbe aiutato circa 30 clienti a fuggire. Grazie a «una solida rete di contatti», la società si è occupata del noleggio o della messa a disposizione rapida di aerei privati e dell'organizzazione dell'intera logistica.

Ex dei servizi segreti israeliani

La società di sicurezza israeliana Max Security gestisce queste operazioni di evacuazione sul posto e, secondo quanto dichiarato, il mese scorso ha portato in salvo più di 2.000 persone dalle zone di guerra. «Il fulcro è il centro di controllo, che gestisce l’operazione attraverso il monitoraggio e il coordinamento in tempo reale», ha dichiarato Odeia Hartavi, vicepresidente marketing a 20 Minuten. Questo è supportato da un servizio segreto privato: diversi dipendenti hanno un passato nei servizi segreti dell’IDF o nello Shin Bet, il servizio segreto interno israeliano. «Sul posto, squadre di sicurezza esperte e accuratamente controllate si occupano degli aspetti pratici dell’operazione».

Grazie alle informazioni dei servizi segreti, Max Security sarebbe riuscita ad avvertire molti clienti 48 ore prima dello scoppio della guerra. «Alcuni clienti, tuttavia, non sono stati in grado di reagire immediatamente a questi avvertimenti. A causa di vincoli aziendali o personali poco flessibili o semplicemente perché uno scenario così estremo era al di là della loro immaginazione e della loro esperienza di vita. In alcuni casi, ciò ha portato a operazioni di salvataggio estremamente aggressive, tra cui evacuazioni sulla costa di Dubai, effettuate sotto il fuoco nemico».

Le eccezioni

Max Security ha raccontato l'evacuazione da Dubai a Muscat (Oman) di «una cliente che si era trasferita a Dubai da poco con il suo bambino di sette mesi»: «Le sono stati messi a disposizione un veicolo blindato, un autista e una guardia del corpo per assisterla durante tutto il tragitto fino all’aeroporto». L’orario dell'attraversamento della frontiera è stato coordinato con quello di altri clienti, affinché, viaggiando da sola, non si sentisse isolata. «In un altro caso abbiamo organizzato voli privati da Muscat nonostante le restrizioni dello spazio aereo, gli ostacoli burocratici e i costi elevati».

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