Ticino

Fuori pericolo i due occupanti del velivolo precipitato a Lurate Caccivio: «Sono piloti esperti»

Uno dei due piloti ha già lasciato l’ospedale, mentre l’altro resta ricoverato in Italia – Stefano Buratti, direttore di AELO Swiss Academy: «Il Sonaca 201 era stato noleggiato per un volo privato» – Il SISI sull’inchiesta in corso: «Siamo in contatto con le autorità italiane»
© Vigili del fuoco
Lara Sargenti
16.06.2026 19:30

I due occupanti del Sonaca 201 precipitato sabato a Lurate Caccivio, nel Comasco, sono fuori pericolo. Si tratta di un cittadino ticinese di 55 anni e di un cittadino italiano di 58 anni residente in Svizzera. A confermarlo è Stefano Buratti, direttore di AELO Swiss Academy, società proprietaria dell’aeromobile. «Uno dei due ha potuto lasciare l’ospedale questa mattina, mentre l’altro resta ricoverato in Italia. In ogni caso, nessuno dei due si è mai trovato in pericolo di vita», spiega Buratti. Entrambi hanno riportato alcune fratture e dovranno probabilmente sottoporsi a interventi di chirurgia ortopedica.

Piloti esperti

L’aereo coinvolto nell’incidente appartiene alla scuola di volo con sede a Locarno, ma non si trattava di un volo di addestramento. «Il velivolo era stato noleggiato per un volo privato e non viene più utilizzato per la formazione degli allievi piloti», precisa Buratti. «Entrambi gli occupanti sono piloti esperti e in possesso della licenza di volo da molti anni».

Inchiesta in corso

L’aeromobile era decollato in mattinata da Locarno con destinazione Albenga, in Liguria. Durante il volo di rientro verso il Ticino è precipitato in un campo nelle vicinanze del centro sportivo di Lurate Caccivio. Le cause dell’incidente sono ora al vaglio degli investigatori. Buratti invita alla prudenza: «In queste situazioni tutti si improvvisano esperti, ma si tratta di un ambito molto delicato. Saranno le autorità italiane competenti per le inchieste aeronautiche, in collaborazione con quelle svizzere, a ricostruire la dinamica dell’accaduto e ad analizzare tutti gli elementi disponibili. Al momento qualsiasi ipotesi sarebbe prematura».

Il SISI in contatto con le autorità italiane

Visto che l'incidente si è verificato in territorio italiano, la competenza dell'inchiesta spetta all'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV). La Svizzera segue comunque da vicino le indagini. Come conferma il Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI), le autorità elvetiche sono in contatto con quelle italiane «sin dai primi momenti successivi all'incidente, secondo i protocolli internazionali applicabili». La Svizzera partecipa infatti alle operazioni d'inchiesta «attraverso un rappresentante accreditato del SISI, che può avvalersi del supporto di consulenti tecnici a seconda del caso».

Sulle possibili cause dello schianto, il SISI non si sbilancia. Da Berna ricordano che «l'analisi delle evidenze e gli accertamenti solitamente richiedono tempi tecnici che non possono essere definiti nei giorni immediatamente successivi all'apertura di un'inchiesta» e che il lavoro investigativo si svilupperà nel corso delle prossime settimane o dei prossimi mesi. «Conclusioni affrettate sarebbero di tipo puramente speculativo e non sarebbero utili ai fini della prevenzione di ulteriori incidenti», sottolinea il servizio federale.

Per quanto riguarda il velivolo, immatricolato in Svizzera, i resti dell'aereo sono stati posti sotto sequestro in coordinamento tra l'ANSV e l'autorità giudiziaria competente. Gli accertamenti tecnici saranno effettuati in Italia. «Qualora si dovesse rendere necessario un supporto specialistico dall'estero, verrà stabilito di volta in volta il modo di procedere più appropriato», conclude il SISI.

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