Castel San Pietro

L’incontro che cambia la vita può accadere anche a una masseria

Svelato il progetto di rilancio di Vigino, che prevede il restauro della struttura a corte e la sua trasformazione in uno spazio dedicato alla rinascita e alla crescita – All’origine del piano c’è la sensibilità di una donna
©Ti-Press/Francesca Agosta
Lidia Travaini
21.05.2026 16:30

Rinascere può significare molte cose e in questo caso è una fortuna. Sì perché rinascere è il verbo attorno a cui ruoterà il futuro della masseria di Vigino, il cui progetto di rilancio si fonda proprio su questo concetto poliedrico.

Il piano prevede molto più della rinascita, nel senso di ristrutturazione in chiave conservativa, dell’edificio rurale a corte di Castel San Pietro. L’obiettivo è infatti la trasformazione in uno spazio pubblico dedicato alla nascita e alla crescita, con servizi integrati per le famiglie e un legame con la tradizione agricola. «Abbiamo aspettato questo momento per 20 anni – ha sottolineato la sindaca Alessia Ponti –. Proprio quando pensavamo che ogni progetto di rilancio fosse svanito, abbiamo avuto la fortuna di incontrare chi ha fatto cambiare tutto: Luisella Cassani Carozza».

La signora Carozza, nota per la sua grande sensibilità sociale verso i meno fortunati, si è innamorata della masseria e dell’idea di recuperarla, hanno spiegato i rappresentanti della Fondazione Carozza Fabio Gaggini e Brenno Balestra in conferenza stampa. «Negli ultimi anni di vita, nonostante la malattia che la affliggeva, il pensiero di questo progetto era la sua medicina», ha sottolineato Balestra.

A promuovere l’iniziativa è la Fondazione, che si prenderà carico delle spese. Una volta ultimata la rinascita, il cui costo stimato oscilla tra i 10 e 12 milioni di franchi, la gestione sarà poi garantita dal Comune.

Progetto e contenuti a specchio

«I contenuti della futura masseria non potranno che rispecchiare lo spirito di Luisella Cassani Carozza», ha sottolineato Gaggini. L’idea è di creare un centro della rinascita, della crescita e della riproduzione a tutto tondo: per gli esseri umani, gli animali, le piante e il vino. Nel concreto, ha riassunto l’architetto Nicola Baserga, ci saranno spazi per esposizioni, corsi o conferenze, un punto libri e giochi, un luogo per la conciliabilità famiglia-lavoro (un pre asilo), servizi professionali legati alla nascita e alla genitorialità (il primo centro post parto in Ticino, che occuperà l’intero primo piano della struttura), spazi per i professionisti della viticoltura e vinificazione, un punto di ristoro e alcune stanze per turisti e o altri ospiti. «Il progetto architettonico e i futuri contenuti si rispecchiano, i contenuti sono pertinenti con gli spazi a disposizione», ha sottolineato Baserga.

La masseria, dal 1400 in poi, ha visto vivere e convivere tra le proprie mura generazioni di famiglie. Famiglie che grazie a questo progetto continuerà ad accogliere, dando continuità alla propria natura. «La struttura era vicina al punto di non ritorno», non ha nascosto un soddisfatto e sollevato Endrio Ruggiero, capo dell’Ufficio dei beni culturali. «Siamo stati fortunati ad incontrare la signora Luisella prima e la Fondazione poi, non sono investimenti che capitano tutti i giorni, usiamo al meglio questa fortuna» ha concluso Ponti.  

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