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Un passo falso che ci farà bene, ma quei cambi non mi sono piaciuti

Nella sua rubrica, l'ex attaccante rossocrociato critica alcune scelte di Murat Yakin, ma crede nella reazione d'orgoglio della squadra
Kubilay Türkyilmaz
Kubilay Türkyilmaz
16.06.2026 06:00

Vi dico la verità: sono contento che la Svizzera abbia pareggiato con il Qatar all’esordio. Non per il risultato in sé, ovviamente, ma per le conseguenze che questa partita potrà avere. Secondo me, saranno conseguenze positive. È un passo falso che ci farà bene, perché ci riporta con i piedi per terra. Sono convinto che questo gruppo, colpito nell’orgoglio, sia in grado di reagire e cambiare rotta. Le critiche di stampa e tifosi andavano messe in conto e possono essere utilizzate come pungolo per migliorare. Personalmente, non credo che quanto abbiamo visto sabato sera sia tutto da buttare. Il fatto di aver mancato la vittoria contro un avversario così modesto ha inevitabilmente amplificato gli aspetti negativi, ma la Svizzera ha creato tanto e si è messa nelle condizioni per chiudere la partita a suo favore. È mancata concretezza sotto porta, certo, e non mi sono piaciuti i cambi. Murat avrà avuto le sue ragioni, ma personalmente non le condivido. Sia per la tempistica di alcune sostituzioni, sia per i nomi. Mettere Muheim per Rodriguez a due minuti dalla fine non è stata una decisione logica. Così come privare la fascia destra di Ndoye, lasciando invece in campo Zakaria fino alla fine, in un ruolo per lui non naturale. D’ora in poi, il nostro ct dovrà leggere meglio le partite. I cambi devono avere un impatto positivo. Invece è successo esattamente il contrario.

Detto questo, il Mondiale è un torneo lungo, in cui bisogna saper gestire i momenti. Non credo che i rossocrociati siano già sotto pressione. Si qualificano anche le migliori terze e dunque potrebbe bastare una vittoria, contro Bosnia o Canada, per accedere ai sedicesimi. Mi auguro che ognuno pensi a fare il suo, senza guardarsi in giro per attribuire colpe e scappare dalle proprie responsabilità. Il riferimento a capitan Xhaka non è casuale.

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