Cerca e trova immobili
L'editoriale

Un rinvio pur di vincere la partita

In questo clima da Mondiali, dove i giochi cominciano a farsi seri, una vittoria è una vittoria, ma partita che si sta giocando nel Basso Mendrisiotto è diversa
Stefano Lippmann
02.07.2026 06:00

In questo clima da Mondiali, dove i giochi cominciano a farsi seri, una vittoria è una vittoria. Anche un 3 a 2, ottenuto al 90.esimo o ai supplementari, permette di passare il turno. Poco importa se la prestazione non sia stata convincente. La partita che si sta giocando nel Basso Mendrisiotto è diversa. La squadra composta dai sindaci di Balerna, Breggia e Chiasso – Luca Pagani, Stefano Coduri e Bruno Arrigoni – recentemente ha portato a casa il «passaggio del turno»: una vittoria (ai voti) per 3 a 2 – «contro» i sindaci di Morbio Inferiore e Vacallo, Claudia Canova e Marco Rizza – fa sì che il processo aggregativo non subirà uno stop temporaneo. I sindaci coinvolti, a maggioranza, hanno dunque deciso che entro qualche settimana il rapporto sullo studio aggregativo sarà consegnato ai rispettivi Municipi i quali, a loro volta, lo sottoporranno ai Consigli comunali per approvazione (o meno). Poi, il tutto, sarà inoltrato al Consiglio di Stato. Infine il voto della popolazione. Senza tergiversare, dunque, malgrado da più parti si riconosca come il dossier, allo stato attuale, sia piuttosto debole. E senza coinvolgere un nuovo allenatore, un consulente esterno. Un «passaggio del turno» che, però, nasconde un sacco di insidie e che potrebbe portare a rivivere un «Maracanazo»: l’inattesa sconfitta del Brasile contro l’Uruguay ai Mondiali del 1950.  A partire dal fatto che la squadra appare più che mai disunita. Già di per sé un esito risicato, 3 a 2, fa capire quanto le posizioni non siano allineate. In più i 3 sindaci che hanno votato a favore non lo hanno fatto per lo stesso motivo. Andare presto alle urne potrebbe infatti giovare a chi, il processo aggregativo, lo sta seguendo «per dovere». Per non parlare degli obiettivi. Si è sempre parlato di aggregazione d’opportunità e non di necessità con i cinque Comuni pronti a giocare un ruolo da protagonisti nel Distretto diventando, un domani, secondo se non primo polo della regione. Una tanto decantata «opportunità» che si sta traducendo, in realtà, in un mero esercizio contabile: le finanze di Chiasso sono dipinte da più parti come una zavorra che, di riflesso, farebbero lievitare il moltiplicatore. Dimenticandosi che una squadra viene sì costruita basandosi su un budget a disposizione, ma non solo. Si può far capo a buone strutture messe in rete, alle capacità dei singoli «giocatori» già in rosa, alle potenzialità a conti fatti ancora inespresse. Al Basso Mendrisiotto unito non mancherebbe nulla: spazio per lo sviluppo commerciale e industriale, ampie aree residenziali, ottimi collegamenti, la promozione del turismo, le diverse scuole, per fare cinque semplici esempi. Lungo la Breggia, inoltre, non va dimenticato che un piccolo «Maracanazo» è già avvenuto nel 2007: allora la popolazione bocciò la fusione tra Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo.

A differenza della Coppa del Mondo, che ha un rigido programma da seguire, la partita del Basso Mendrisiotto si può posticipare a quando le condizioni – politiche e soprattutto di contenuti – saranno migliori. Perché il match – l’aggregazione – sono quasi tutti convinti che debba essere vinto.