Il Ticino e la storia del West americano

Mentre gli Stati Uniti commemorano il loro 250. anniversario, gli americani riflettono sui principi duraturi che hanno plasmato la nostra nazione: libertà, autogoverno, opportunità e responsabilità individuale. Al centro di questi principi vi è la convinzione che persone libere possano costruire una vita migliore attraverso il duro lavoro, la determinazione e la fiducia nel futuro.
Nel 1776, la Dichiarazione d’Indipendenza proclamò il diritto dell’America all’autogoverno e affermò un’idea rivoluzionaria: il governo deriva la propria autorità dal consenso dei governati ed esiste per proteggere i diritti e le libertà dei cittadini.
La storia dell’America è anche la storia delle persone: uomini e donne che attraversarono oceani, montagne, fiumi e pianure in cerca di opportunità, che lavorarono con impegno, costruirono famiglie e comunità solide e trasformarono la promessa della libertà nella realtà della vita americana.
Tra coloro che contribuirono a scrivere questa storia vi furono famiglie svizzere, inclusa la mia. Nel corso del XIX secolo, mentre gli Stati Uniti si espandevano verso ovest, la frontiera americana era un luogo di difficoltà e speranza. Richiedeva coraggio, resistenza, abilità pratiche e fiducia nel futuro. Le famiglie ticinesi portarono con sé proprio queste qualità.
Molte arrivarono in California con conoscenze agricole maturate dalla vita nelle Alpi. Famiglie come i Negratti, i Bassi, i Grisetti, i Lafranchi e i Ramelli portarono artigianalità, competenze agricole e un profondo attaccamento alla famiglia. Con disciplina, perseveranza e ingegno, costruirono fattorie, ranch, caseifici, vigneti e comunità che divennero parte integrante del tessuto del West americano.
Un esempio duraturo è Anton Nichelini, giunto dalla Valle Maggia nel 1884. Fondò quella che sarebbe diventata la Nichelini Family Winery, ancora oggi una delle più antiche aziende vinicole familiari della Napa Valley in attività continuativa.
Gli immigrati ticinesi svolsero anche un ruolo importante nell’industria lattiero-casearia. Pietro Antonio Tognazzini fondò la Oso Flaco Dairy vicino a Nipomo nel 1878 e contribuì a trasformare la Central Coast della California in una fiorente regione agricola. Anche la vita di Carlo Martinoia riflette la promessa dell’America. Arrivato dalla Valle Maggia nel 1852, lavorò come mungitore prima di cofondare il Chileno Valley Ranch nella contea di Marin. In seguito divenne mediatore e banchiere, illustrando le opportunità che attirarono molti immigrati ticinesi negli Stati Uniti.
Queste storie ci ricordano che i legami creati da quei primi coloni continuano a vivere nel rapporto che le nostre due nazioni condividono oggi.
Gli Stati Uniti e la Svizzera godono di una delle partnership più dinamiche al mondo. La Svizzera è tra i maggiori investitori stranieri negli Stati Uniti e sostiene centinaia di migliaia di posti di lavoro americani. Le aziende americane, a loro volta, contribuiscono all’innovazione, alla ricerca e alla crescita economica della Svizzera. I nostri Paesi collaborano inoltre nei settori della manifattura, delle scienze della vita, dei servizi finanziari, della tecnologia, dell’istruzione, della ricerca, della sicurezza, della diplomazia e degli sforzi umanitari.
In quanto «Repubbliche sorelle», condividiamo un profondo rispetto per i principi di libertà, autogoverno, federalismo e responsabilità individuale.
Al cuore della nostra partnership vi sono però i legami tra le persone. Li vediamo nelle famiglie ticinesi che contribuirono a costruire fattorie, ranch, imprese e comunità in tutta l’America. Li vediamo oggi negli studenti, negli imprenditori, nei ricercatori, nei lavoratori e nelle famiglie che continuano a rafforzare il rapporto tra le nostre due nazioni.
Mentre celebriamo il 250. anniversario dell’America, queste storie svizzero-americane ci ricordano che la forza degli Stati Uniti è sempre nata dal carattere, dal coraggio e dal contributo del suo popolo. La storia dell’America a 250 anni è, in ultima analisi, una storia di libertà, opportunità e fiducia nel futuro - e della prossima generazione di svizzeri e americani che continuerà a scriverla insieme.



