Cronaca di una serata «di sesso»

Al centro del cerchio ci sono alcuni libri. «Il piacere sovversivo: breve storia della masturbazione», «Voglio venire», «Non chiamiamoli preliminari», «Club Godo». C’è anche Il counseling cognitivo relazionale e un’opera sul tantra del guru ginevrino Daniel Odier. Accanto, con le caramelle, ci sono delle «uova yoni» di differenti taglie e diversi «sex toys» colorati.
Eccoci nel bellinzonese alla serata Resex (relazioni e sessualità), un progetto che nasce da Reset, un gruppo di auto aiuto per neo genitori, creato dall’Associazione creiAMOci che si occupa di salute mentale. Ci accolgono Lara Meloni e Mélanie Gallino che ormai da un anno e mezzo organizzano questi incontri mensili.
In questa serata ci sono una dozzina di persone, in maggioranza donne e qualche uomo, «ma spesso c’è parità numerica fra femmine e maschi», dicono. Siamo confortevolmente seduti su cuscini con schienale appoggiati a tappetini da yoga disposti a forma di stella. Siamo in cerchio «per favorire l’interazione» e siamo seduti su tappetini da yoga «per scendere dal mentale nel corpo».
Inizialmente, stringiamo un patto di fiducia: quello che si dice qui resterà qui: all’interno del cerchio, così da garantire la privacy dei partecipanti. Ovviamente una volta fuori si potrà parlare degli argomenti di cui si si è discusso, anzi. Lara e Mélanie si presentano. La prima è fondatrice e direttrice esecutiva di CreiAMOci, la seconda è counsellor da 20 anni nel campo relazionale e sessuologico. Entrambe sono mamme.
Un modello di piacere
Il tema di stasera è: «Desiderio e piacere: miti e realtà nelle differenze di genere». Seguendo il cerchio di persone ognuno dice il suo nome, la sua identità di genere e un colore che oggi lo rappresenta. «Io sono Sandra, sono nata donna e mi sono sempre riconosciuta come donna. Stasera mi sento piuttosto verdino acqua». Facendo il giro, ci passiamo un peluche che ha la forma di una clitoride (non è ovvio per tutti). Nel dizionario clitoride è sia maschile (più comunamente usato) sia femminile. Mélanie preferisce femminilizzarlo. «Dopotutto, è la sola parte del corpo umano unicamente dedicata al piacere!».
Ci mostra un modello di una clitoride in resina sintetica stampato in 3D in scala 1:1 e lo fa girare. Sembra una cosa enorme. «Nel 2005 è stata mappata per la prima volta la parte fisica della clitoride», spiega, sottolineando che ci sono parti del corpo mappate da più di 200 anni. «E negli ultimi mesi - magari ne avete sentito parlare - è stata realizzata la prima mappa 3D ad alta risoluzione della rete nervosa della clitoride».
Questo testimonia quanto la medicina sia molto meno interessata al femminile, osserva Mélanie. Il peluche della clitoride che gira è uno strumento didattico per promuovere il piacere femminile. Purtroppo, in qualche scuola ticinese che forma operatrici e operatori sociali, ancora non lo accettano, confida. «Parlare di salute sessuale, di pericoli va bene, ma trattare di piacere è più difficile. Quindi parlare bene di queste tematiche, come facciamo stasera, è tuttora raro e prezioso».
Come punto di partenza parleremo del piacere maschile, «perché l’altra volta si è iniziato col piacere femminile». Ma prima Mélanie mostra il «genderbread», un altro modello didattico ispirato allo «gingerbread», l’ometto - o la femminuccia - di pan di zenzero. Questa immagine è usata per spiegare in modo semplice i concetti di sesso biologico (localizzato nei genitali), identità di genere (nel cervello), l’orientamento sessuale (nel cuore) e l’espressione di genere (abbigliamento, postura). «Ci si può innamorare di donne ma essere attratte sessualmente dagli uomini. E non è perché mi sento uomo in un corpo di donna che per forza sono omosessuale», precisa Mélanie. Eh beh.
A te la parola
Mélanie dice anche che l’1% delle nascite non è ben definito biologicamente: si tratta di persone intersessuali. Spiega che una volta si operava alla nascita togliendo o aggiungendo. Oggi si lascia così e, quando la persona cresce, è libera di eventualmente scegliere a seconda di quel che sente. «Questa percentuale corrisponde alla proporzione di persone con i capelli rossi, quindi non è pochissimo», fa notare.
Facciamo un brainstorming iniziale sulle differenze di genere rispetto al desiderio e alle idee preconcette attorno ad esso. Una partecipante dice che gli uomini hanno più bisogno di sesso. In counseling si osserva che non è sempre così, risponde Mélanie. «Tante richieste riguardano la differenza di desiderio ma, nella coppia eterosessuale, non è sempre il maschio ad avere più voglia».
Parla di costruzioni culturali. Con il counseling si prova a decostruire idee per costruire nuove rappresentazioni. «Siamo in una società patriarcale dove l’uomo deve essere quello forte, virile, con tanto desiderio; è quasi caricaturale». Una giovane donna parla di suo marito che non corrisponde per niente a questa descrizione. Una dice che al proprio compagno non piace il sesso orale. Un’altra parla del figlio a cui non ha comprato la borsa di paillettes perché non voleva che avesse problemi di bullismo a scuola.
Si discute un attimo della chiusura di un sito internet che insegnava come sottomettere chimicamente le donne. «Era frequentato mensilmente quanto Netflix», rileva Mélanie, aggiungendo che anche dopo l’affare Pelicot (un francese che drogava la moglie per farla violentare da decine di uomini reclutati online), i giornalisti hanno pubblicato annunci e gli uomini arrivavano numerosi. «E si tratta, come si è visto durante il processo, di gente normalissima: il vicino di casa, il poliziotto, il commesso, il buon padre».
Una delle presenti alla serata racconta di aver sentito suo figlio di quattro anni dire all’amichetta: «Succhiami il picciotto». Un’altra afferma che per le donne è meno ovvio, meno scontato avere un orgasmo. Statisticamente, infatti, c’è un grande gap orgasmico. «Secondo gli studi, gli uomini raggiungono l’orgasmo più frequentemente delle donne, con una differenza stimata tra il 20 e il 40%».
Crescita personale ed evoluzione
Dalla nascita i maschi hanno più accesso visivo e tattile al loro pene, fa notare Mélanie: «È più scenografico». Le donne non vedono la loro vulva: è più misteriosa. «Ma, se vogliono, possono fare un percorso, guardarsi allo specchio, masturbarsi davanti allo specchio per vedere e scoprire come funziona il loro piacere».
Una partecipante dice che quando si tratta di piacere si parla spesso di genitali, oppure del piacere dell’uomo e del fatto che la donna debba essere piacevole (per l’uomo). Un partecipante afferma che nella sessualità l’aspetto emotivo è molto importante anche per gli uomini. «Ogni persona è diversa, a prescindere dal suo sesso o dal suo genere. E c’è una grande componente mentale del piacere: il cervello è l’organo del piacere per eccellenza», sorride Mélanie.
Un altro dice che ci sono uomini per cui «ogni buco è pertugio» ma ci sono anche quelli che sostengono che emozioni, condivisione e dimensione relazionale sono fondamentali. «La comunicazione è molto importante. Gli abbracci, le carezze, i baci, i gesti di affetto, di amore, gli sguardi: tutto conta. Non c’è solo la genitalità. C’è tutto il corpo».
Si discute - infine - anche di sessualità non penetrativa, «un’ottima opzione per gestire la natalità», e del lasciare andare. «In consulenza si vede che una grande difficoltà sessuale, sia fisica sia mentale, è proprio riuscire a lasciarsi andare. La sessualità può essere un bellissimo percorso di crescita personale e di evoluzione».