In positivo

Il falegname che salva gli alberi dal macero

La storia di Joel De Mowbray è diventata un'avventura collettiva – E un esempio da seguire anche fuori dall'Inghilterra
Prisca Dindo
21.06.2026 06:00

Joel De Mowbray se ne accorse nell’ambito di un progetto di riqualificazione urbana nel sud di Londra. Mentre installava panchine in legno nuove fiammanti, a pochi passi da lui alberi perfettamente utilizzabili venivano abbattuti e caricati su un camion per lo smaltimento. «Loro stavano creando esattamente il materiale di cui avevamo bisogno, invece noi abbiamo dovuto rifornirci nella foresta di Ashdown, che distava chilometri dal nostro cantiere. 

«Mi è subito sembrata un’assurdità!», ha raccontato poche settimane fa al quotidiano inglese The Guardian, che ha dedicato ampio spazio alla storia di questo falegname a dir poco intraprendente. Per evitare l’assurdo spreco, Joel fondò «Yes Make», un collettivo di design che lavora alberi urbani per fornire legname locale per progetti edilizi. «Abbiamo trasformato un furgone elettrico per la consegna del latte degli anni ’80 in un veicolo per il trasporto del legname - ricorda - ci siamo fatti una reputazione per il recupero e siamo stati invitati al vecchio mercato della carne di Smithfield quando l’edificio è stato smantellato. Abbiamo portato via dodici tonnellate di mogano, teak e afromosia che altrimenti sarebbero finite in discarica». Ma il vero salto di qualità Yes Make l’ha fatto quando ha unito le forze con un collettivo che fornisce materiali riciclati alle istituzioni culturali, e con uno studio di architettura e ricerca.

«Insieme abbiamo aperto un centro situato in un’area industriale enorme a Newham, un luogo che promuove l’edilizia circolare, dove i materiali vengono riutilizzati invece di essere scartati. Si chiama Tipping Point East ed è il più grande centro di questo tipo nel Regno Unito», dice.  I giornalisti di The Guardian raccontano che tra i suoi depositi si incontra di tutto: pile di pannelli in vetro, tubature, infissi, lavandini e componenti edilizi di ogni tipo. Materiali che, nella maggior parte dei casi, avrebbero concluso il loro ciclo di vita in una discarica. «Accanto all’attività di recupero, organizziamo corsi, visite didattiche e laboratori destinati a studenti, professionisti e cittadini, con l’intento di diffondere competenze e promuovere una cultura del riuso», puntualizza.

Il lavoro è enorme. Secondo i dati citati dal quotidiano inglese, il settore delle costruzioni genera circa il 62% dei rifiuti prodotti nel Regno Unito. Una parte viene riciclata, ma una quantità significativa continua a finire in discarica nonostante mantenga un elevato valore economico. L’obiettivo dello staff di Joel non è soltanto ridurre gli sprechi, ma creare una vera e propria filiera urbana del recupero, capace di trasformare ciò che viene considerato un rifiuto in una risorsa per la comunità.

Tra le immagini più emblematiche dell’iniziativa, si legge sull’articolo, c’è quella di una sequoia di centocinque anni proveniente dall’arboreto di Linford. L’albero, invece di essere eliminato, è stato trasportato a Tipping Point East e trasformato in tavole di legno attraverso una segheria mobile durante un’attività formativa aperta agli studenti. «Un esempio concreto di come una risorsa destinata allo smaltimento possa tornare a essere materia prima per nuovi progetti» ha spiegato il fondatore di Yes Make. Le difficoltà, tuttavia, non mancano. Normative, certificazioni e cavilli legali rappresentano spesso ostacoli significativi.

Per spiegare la portata della sfida, Joel De Mowbray ricorre a Dunkerque. «Come le piccole imbarcazioni che contribuirono al salvataggio delle truppe britanniche durante la Seconda guerra mondiale, anche il recupero dei materiali richiede migliaia di iniziative diffuse, capaci di assorbire e riutilizzare enormi quantità di risorse». Nessun singolo progetto può risolvere il problema da solo, ma una rete di interventi locali potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui le città costruiscono il proprio futuro. Come quel furgone del latte riconvertito dalla squadra di Joel al trasporto del legname, anche le città possono imparare a fare cose nuove con quello che già hanno. 

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