L'indecenza regna ancora sovrana alla foce del Cassarate

Il bagno alla foce del Cassarate
Quella della spiaggia a Lugano è una questione che ogni anno, all’epoca dei grandi calori, torna inesorabilmente a mettersi in discussione. Vero serpente di mare, la questione di una spiaggia a disposizione dei meno abbienti, di coloro che non possono approfittare del Bagno Pubblico - per ragioni di tempo e per ragioni finanziarie - si ripresenta non appena l’estate batte alle porte. Lo spettacolo che offrono giovani e adulti che vanno a bagnarsi alla foce del Cassarate non è certamente dei più edificanti. La maggior parte conosce l’uso delle mutandine da bagno per averne sentito parlare, così che ragazzi e giovanotti si gettano nell’acqua e prendono bagni di sole in un costume che, pur essendo di grande praticità ed economia, non manca di essere indecente. Capita sovente a scolaresche, donne e ragazze, giunte a passeggio sino in fondo al Parco Ciani, di trovarsi all’improvviso di fronte ai bagnanti del Cassarate. Forestieri che passano in motoscafo e barche non mancano di rilevare il fatto. Sarebbe bene un provvedimento provvisorio in attesa di una soluzione definitiva, che non deve né può mancare per la nostra città. Uno steccato, un agente come sorvegliante e applicazione di multe ai trasgressori, perché è unanime desiderio della cittadinanza che venga presto fatto cessare questo stato di cose alla foce del fiume.
Colonia luganese al mare
Il Comitato della Cura marina per bambini poveri ha il piacere d’informare chi può avere interesse che dai rapporti settimanali che gli pervengono regolarmente da parte dell’Assistente Sig.ra Talamona, tutti i bambini componenti la Colonia luganese a Finalpia godono ottima salute, la cura dei bagni di mare si svolge regolarmente su di una incantevole spiaggia e con tempo propizio; il trattamento da parte della Direzione dell’Istituto è buono ed abbondante e l’allegria regna sovrana.
Rivista italiana
A Cremona 4 leoni trovata aperta la gabbia del serraglio sono fuggiti ed hanno scorrazzato per più di un’ora per le strade mentre la gente terrorizzata si dava a prepitosa fuga. Uno dei leoni venne dopo mezzora catturato dal domatore; un altro si mise a trotterellare a fianco di una vettura pubblica; il vetturino avendolo scambiato per un cane gli menò una frustata, alla quale il leone rispose con un tremendo ruggito che inchiodò a cassetta il vetturino atterrito; il leone infilò la porta della Chiesa dei Francescani seminando il terrore fra i fedeli; uscì da un’altra porta senza far male ad alcuno. Dopo affannosa caccia il domatore riuscì a catturare le 4 belve e a ricondurle al serraglio.
La lotta in Cina
Secondo un telegramma da Hongkong al «Daily Express» 2 canotti inglesi, armati di mitragliatrici, che scortavano dei battelli indigeni hanno aperto il fuoco contro delle imbarcazioni «rosse» di Canton, che cercavano di impedire il passaggio.
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