Cent'anni fa

Tra crisi di partito e fabbriche di molle per elastici

Le notizie del 16 giugno 1926
L'equilibrio della politica e la politica dell'imprenditoria ©cottonbro studio
Red. Online
16.06.2026 06:00

La crisi del Partito Conservatore-democratico
C’è una crisi latente nel partito Conservatore – democratico ticinese, crisi che si manifesta in personalismi di carattere assai violento o in episodi elettorali come quello che si dibatte attorno alla nomina di un municipale in Lugano, con un contorno di polemiche giornalistiche non meno violente. Se ce ne occupiamo non si dirà che noi lo facciamo per amore di pettegolezzo partitante. È un fenomeno che interessa la vita pubblica del Ticino e del quale sarebbe errore grave non tener conto. Del resto, la crisi è un po’ di tutti i partiti ticinesi i quali, in questo, non sfuggono alla fatale revisione dei valori politici, ideali ed economici, che si impone in tutta l’Europa del dopo guerra. Ci occupiamo della crisi del partito conservatore-democratico perché essa esplode già in episodi più appariscenti e perché, crediamo, che da essa stia per procedere (a scadenza più o meno lontana, ma fatale) la revisione dei citati valori nel Ticino. Avvenimento necessario e che rivela, del resto, nei partiti che si preparano, volenti o nolenti, a maturarlo, un maggiore apporto di vitalità. Che, pertanto, crisi ci sia è innegabile, come è innegabile che essa si agita intorno alla politica e alla persona dell’on. Giuseppe Cattori. L’on. Cattori ha trascinato il partito conservatore-democratico, con la forza della sua passione e con la elasticità della sua pronta azione, alla riconquista del potere. Nominalmente il governo non ha un colore, come non ha una volontà dominante; esso sarebbe una fredda e idealmente inattiva espressione matematica della scienza proporzionalistica, della democrazia pura ed applicata sino alle sue ultime conseguenze. Forse, per quella che vorrebbe essere l’azione dinamica di uno Stato, ciò è anche nella realtà. Tuttavia, per la politica speculativa di un partito, il dominatore virtuale, oggi al potere, è il partito conservatore-democratico, impersonato nell’on. Cattori il quale ha saputo rovesciare trent’anni di una maggioranza libero-radicale che ancora 3 o 4 anni fa, sembrava fortemente legata al potere. Non fu questa una piccola vittoria del partito e si capisce che esso abbia seguìto, e con entusiasmo, il suo capo. Ma lo slancio ha trasportato questo capo troppo lontano, e i dissensi non potevano tardare. Che cosa si rimprovera all’on. Cattori? Mettere in rilievo l’origine e la natura dei dissensi è un po’ difficile anche perché ve ne sono manifestatamente di carattere personale. [...] All’on. Cattori si rimprovera di fare una politica troppo di sinistra, tanto nel campo economico-amministrativo, quanto in quello religioso. [...] Questo è il quadro sintetico e suscettibile di sviluppi della crisi latente che agita il partito. Crisi che si rende ormai tanto sensibile da indurre lo stesso Cattori a manifestare propositi di abbandono della politica, non appena sia scaduto l’attuale periodo amministrativo.

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