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Cristiano Ronaldo ha segnato i suoi primi gol in questi Mondiali contro l'Uzbekistan – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Dopo Messi, anche CR7 entra nella Storia: è l'unico ad aver segnato in 6 Mondiali
Dopo Lionel Messi, il giocatore che ha segnato più gol ai Mondiali, pure Cristiano Ronaldo entra nella Storia del calcio: il capitano del Portogallo è diventato il primo giocatore in assoluto a segnare in sei tornei di Coppa del Mondo. CR7 ha aperto le marcature al 6° minuto del match contro l'Uzbekistan, iniziato alle 19 (ora svizzera) a Houston. Si è poi ripetutao al 39'.
L'attaccante 41enne, criticato dopo la prima partita del torneo americano contro la Repubblica Democratica del Congo (1-1), ha segnato 145 gol con la maglia della Nazionale, portando il suo bottino a quota 10 reti ai Mondiali (2006, 2010, 2014, 2018, 2022 e 2026).
17:13
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Questo Mondiale ha la sua buona dose di trash, dalla «mano davanti alla bocca» ai giapponesi che puliscono lo stadio ma non la casa
Quarta puntata di USA e getta, lo speciale CdT sui Mondiali. Ospite in studio Marco Padalino, la Freccia di Viganello, ex Sampdoria, ex Nazionale e oggi Brand Ambassador dell'FC Lugano. Verso Svizzera-Canada, l'obiettivo è solo uno: vincere
14:31
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Bomber, portieri e fantasia, il Mondiale a 48 è la festa degli highlights
Tre reti a partita, lo 0-0 consegnato alla storia come reperto archeologico o quasi, bomber protagonisti e portieri eroi. Il Mondiale allargato, capace di mettere insieme Germania e Curacao, Norvegia e Iraq, è quasi al giro di boa. E in attesa di sapere chi porterà a casa la coppa, un primo verdetto è stato emesso: si segna come mai prima e la classifica dei marcatori è dominata dai protagonisti annunciati dei Mondiali. Messi, Mbappè e Haaland viaggiano a colpi di triplette e doppiette, complici difese avversarie non inappuntabili.
Non piacerà ai puristi, ma questo è il Mondiale dei gol e delle parate. Certo non sempre le reti sono spettacolari e i salvataggi miracolosi, però la formula funziona per gli highlights e i social. Tradotto, per quella che è la fruizione del calcio - e in generale dello sport - nel 2026. Gli appassionati storceranno il naso, ma non è un mistero che sia sempre più difficile tenere incollati i giovani sulla stessa partita per tutto l'incontro. E così la narrazione di un match vive delle sue azioni salienti.
Pazienza se il racconto prevede Messi approfittare della serata da incubo di Zidane junior, o Mbappè affondare come il burro nella difesa dell'Iraq. In una riedizione delle partite del campetto il più forte scarta la difesa avversaria ed entra in porta con la palla, senza i vari correttivi che prevedono l'obbligo di tirare da fuori area, oppure l'uomo in meno per chi ha il big dell'oratorio.
Il torneo americano vive su 104 partite, il triplice fischio di Giordania-Algeria ha mandato in archivio la numero 44. Finora sono state segnate 134 reti, tre a incontro. Un record, almeno da quando il Mondiale è stato allargato a 32 squadre nel 1998. Stanno per abdicare le 136 realizzate nella fase a gironi del Mondiale brasiliano nel 2014, ma in 48 partite. L'America si conferma terra delle opportunità per tutti, visto che al giro di boa sono andati in gol 95 giocatori. E, complice il ripescaggio delle migliori terze, ancora molte sognano di passare ai sedicesimi: la Turchia è l'unica vera delusione di un quartetto di eliminate che comprende Giordania, Haiti e Tunisia.
Si contano solo tre 0-0 e non è una novità, in tutta la fase a gironi dei Mondiali 2018 finì a reti inviolate solo Danimarca-Francia. Ma stavolta hanno fatto il giro del mondo pure Spagna-Capo Verde, Ecuador-Curacao e Belgio-Iran: tre imprese di tre outsider, guidate da tre portieri che non hanno mai calcato i grandi palcoscenici, in opposizione a Messi, Mbappé e Haaland. Certo non parliamo di Olanda-Italia del 2000, ma alzi la mano chi non si è emozionato per le parate di Vozinha contro Yamal e soci, per il muro eretto da Room davanti agli ecuadoregni o per la storia di Beiranvand, meno elegante del dirimpettaio Courtois ma altrettanto efficace. È l'altra faccia della medaglia di un Mondiale in cui si segna tanto: c'è gloria anche per i portieri. Tutti emuli di Guillermo Ochoa, che li guarda dalla panchina ma che per tante estati è stato il volto - e l'eroe calcistico - del Messico.
Tra una settimana si farà sul serio, i palloni peseranno e forse per Messi e rivali sarà più difficile muoversi come al campetto. Ma in questo momento si gioca con leggerezza, saltano gli schemi e il torneo si nutre delle storie da copertina. E poi sì, ci sono più squadre, più volti, più gol, ma gli ingredienti sono gli stessi di sempre. Le polemiche per le goleade non sono una novità: ci furono nel 2002, quando la tripletta di Miroslav Klose fece da copertina a Germania-Arabia Saudita 8-0, e nel 2010, quando Cristiano Ronaldo e compagni bucarono sette volte la difesa nordcoreana. E chissà cosa si disse nel 1954, quando la grande Ungheria seppellì 9-0 la Corea del Sud e 8-3 la Germania Ovest. E quanti prevedevano che, alla fine, quel Mondiale l'avrebbero vinto i tedeschi.
11:30
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Norvegia la festa continua, batte il Senegal e passa il turno
Due partite e due vittorie. La Norvegia supera 3-2 il Senegal, resta a bottino pieno, stacca il biglietto per i sedicesimi di finale e ora si prepara a sfidare la Francia: in palio c'è il primo posto nel girone I, che garantirebbe un tabellone più favorevole.
È ancora show per Haaland, che dopo aver visto le sfuriate di Messi e Mbappé risponde da par suo e illumina New York con la seconda doppietta di questi Mondiali. Ed è la notte di una tifoseria in festa. Sugli spalti impazza la Viking Row, quella remata collettiva diventata rivale come il Geyser Sound degli islandesi qualche anno fa. Ma la Viking Row impazza anche a Times Square, interrompendo le sedute collettive di yoga prima del match contro gli africani. Simbolo di un entusiasmo che sta contagiando tutto il Paese scandinavo, che vede i Leoni viaggiare con un ruolino di 12 vittorie consecutive. Nelle dichiarazioni post partita Haaland cerca di tenere tutti con i piedi per terra, ma riconosce: «Faccio parte di qualcosa di speciale, stiamo scrivendo la storia e sono estremamente orgoglioso di essere norvegese».
Il Senegal è un avversario più probante dell'Iraq, battuto agevolmente 4-1 all'esordio, ma la Norvegia prende da subito il comando delle operazioni impegnando a più riprese Mendy. Il vantaggio arriva alla fine del primo tempo ed è firmato Pedersen: il difensore del Torino, subentrato al 13' al posto dell'infortunato Ryerson, sfrutta un errore di Koulibaly e supera l'incolpevole Mendy.
In avvio di ripresa arriva il momento di Haaland, che finalizza un contropiede corale sfruttando l'assist al bacio di Odegaard. Il Senegal però si riscuote e accorcia le distanze con Sarr, che in caduta nell'area piccola anticipa Nyland e riesce ad alzare il pallone quel tanto che basta per superarlo. Passano altri cinque minuti ed è ancora Haaland che dal centro dell'area, di piatto al volo, supera Mendy che si fa male nell'azione ed è costretto a lasciare il campo.
Il Senegal torna a sperare nel recupero, quando ancora Sarr riesce a riavvicinarsi. Ma ormai è troppo tardi. La Norvegia vola ai sedicesimi, gli africani sono obbligati a vincere contro l'Iraq e a sperare di figurare tra le migliori terze. Crudeltà di un girone tra i più difficili del Mondiale.
Sono passati 28 anni dall'ultima partecipazione della Norvegia a un Mondiale. Anche all'epoca gli scandinavi riuscirono a passare il turno, sconfiggendo a sorpresa nell'ultima giornata del girone il Brasile campione del mondo in carica. Agli ottavi poi incontrarono gli Azzurri di Cesare Maldini e cedettero 1-0, marcatore Christian Vieri. Erano altri tempi, ora il bomber parla norvegese.
11:30
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L'Algeria torna in corsa per i sedicesimi, eliminata la Giordania
L'Algeria si riscatta dopo il ko contro l'Argentina e resta aggrappata al sogno qualificazione, la Giordania si illude ma è costretta a dire addio ai Mondiali con una giornata di anticipo. In California va in scena la prova d'appello del gruppo J, tra le due sconfitte della prima giornata: per continuare a sperare nei sedicesimi di finale bisogna vincere, qualunque altro risultato complicherebbe di molto le cose.
Basta una statistica a raccontare la trama del match ed è quella sul possesso palla: 28% Giordania, 72% Algeria. Insomma sono i nordafricani a condurre il gioco, ma i Valorosi si difendono come da soprannome. Soprattutto, insistono in quel pressing asfissiante che già avevano messo in atto contro l'Austria, creando non pochi grattacapi ai mitteleuropei fino al fischio finale.
Al 36' è proprio la Giordania a passare. Al Rashdan si trova sui piedi un pallone fornitogli, difficile dire quanto volontariamente, da Al Tamari. Dal centro dell'area il centrocampista del Qatar lascia partire un rasoterra che supera Zidane: il figlio di Zizou, già sulla graticola per la prestazione non eccellente contro l'Argentina, tocca ma non riesce a impedire il vantaggio giordano.
Nella seconda frazione lo spartito non cambia. L'Algeria continua a fare la partita, la Giordania si difende e gioca di rimessa. Le Volpi allora spostano la partita ad alte quote e si mettono a cercare la testa di Benbouali. La mossa ha successo al 24', su calcio d'angolo di Mahrez. Il vantaggio arriva al 37', sempre da corner: stavolta si crea una situazione confusa, qualche rimpallo, la palla si ferma nell'area piccola e il più veloce a buttarla in rete è Gouiri.
Una rete che permette ai nordafricani di appaiare a tre punti l'Austria, prossima avversaria: un pareggio potrebbe anche qualificare entrambe, dipende dai ripescaggi delle migliori terze. La Giordania saluterà giocando contro l'Argentina di Messi.
10:36
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Mbappé risponde a Messi, la Francia ai sedicesimi nella tempesta
Leo Messi chiama, Kylian Mbappé risponde. Poche ore dopo la doppietta con cui la Pulce ha piegato l'Austria, diventando il miglior marcatore nella storia dei Mondiali, il francese risponde con due reti che eliminano l'Iraq e consegnano ai transalpini l'accesso ai sedicesimi di finale. E se il sudamericano è arrivato a 18 marcature nel torneo più prestigioso, Mbappé con 16 ha eguagliato il tedesco Miroslav Klose. Insomma Argentina-Francia è già iniziata. O forse non è mai finita da quel 18 dicembre 2022, quando i due - allora compagni di squadra al Psg - trasformarono una finale mondiale in un regolamento di conti da Ok Corral e in una delle partite più spettacolari di sempre.
Ne uscì vincitore Leo Messi, grazie anche alla notte magica del Dibu Martinez che consegnò all'Argentina la vittoria dal dischetto che non sarebbe dispiaciuta a Osvaldo Soriano. Ora i due protagonisti di allora si marcano a distanza, gonfiando le reti delle malcapitate avversarie dei gironi. Entrambi hanno già evaso la pratica per l'accesso alla fase a eliminazione diretta, ora si vedrà se le loro ambizioni sono all'altezza anche di avversarie più quotate dell'Austria o dell'Iraq di turno.
A Filadelfia il divario tecnico è troppo ampio perché l'Iraq, già sconfitto 4-1 all'esordio contro la Norvegia, possa pensare di colmarlo. A segnare la partita, più dei contenuti tecnici, è la tempesta di fulmini che costringe il pubblico ad abbandonare gli spalti e ferma le operazioni per due ore nell'intervallo, trasformando la seconda partita della Francia a questi Mondiali in una maratona di 3 ore e 48 minuti: una partita extralarge, per il primo Mondiale a 48 squadre.
Didier Deschamps ha deciso di affrontare l'Iraq con una formazione rinnovata rispetto al match inaugurale col Senegal: dentro Digne, Koné e Barcola, a riposo Theo Hernandez, Tchouameni e Doué. I Bleus prendono subito il comando delle operazioni e al 14/o Mbappé, alla presenza numero 100 con la nazionale, lascia partire un sinistro che si insacca alle spalle della porta difesa da Basil, preferito ad Hassan che aveva difeso i pali contro la Norvegia. Una staffetta che non produce il risultato sperato, come recita 3-0 finale.
Il primo tempo scorre via senza grandi emozioni e lo stadio comincia a svuotarsi causa allerta fulmini. La partita resta congelata mentre sul campo cadono secchiate d'acqua, abbastanza per cancellare la pausa per l'idratazione nella seconda frazione. Dopo due ore di stop il match riprende e Mbappé chiude la pratica sfruttando un clamoroso pasticcio difensivo degli iracheni. È il 2-0 e fanno 60 reti in nazionale, a 27 anni. La Francia rischia di dilagare: un pallonetto di Olise finisce sulla traversa, Rabiot la mette fuori di testa a porta vuota. Il 3-0 che chiude i conti arriva con Dembelé, che sfrutta un assist dello stesso Olise. Da lì, tolto un gol della bandiera sfiorato da Al-Hamadi, va in scena lo show di Mbappé che punta a portare a casa il pallone della partita. Non ci riesce, ma nel recupero Deschamps gli concede la standing ovation.
La qualificazione è cosa fatta, ma dalla prossima si fa sul serio: davanti ai Bleus ci sarà la Norvegia, che ha gli stessi punti dei transalpini e si gioca il primo posto nel girone. Ed Erling Haaland, quattro gol in due partite come Mbappè, sembra determinato a impedire che questi Mondiali diventino lo show di due uomini soli.
07:19
07:19
I risultati delle partite di stanotte
La Francia ha sconfitto 3-0 l'Iraq in una partita del girone I del Mondiali di calcio 2026, che si è giocata a Filadelfia. Le reti sono state realizzate da Mbappé al '14 e al '53, e da Dembelé al '65. Il match è stato sospeso alla fine del primo tempo e per circa due ore a causa di un temporale che si è abbattuto nella zona e che ha costretto gli organizzatori ad evacuare lo stadio per sicurezza.
L'Algeria ha superato 2-1 in rimonta la Giordania in una partita del gruppo J dei Mondiali di calcio 2026, che si è disputata a San Francisco. Le reti sono state realizzate da Al-Rashdan al '36 per la Giordania e da Benbouali al '68 e da Gouiri all''82 per l'Algeria.
Mentre la Norvegia ha battuto 3-2 il Senegal in una partita del gruppo I dei Mondiali di calcio 2026, che si è giocata a New York. Le reti sono state realizzate da Pedersen al '42, e da Haaland al '47 e al '57 per gli scandinavi, da Sarr al '52 e al '90+2 per gli africani. Con questo risultato la Norvegia si è qualificata ai sedicesimi di finale.
