CR7 non gode più dell’incolumità, ora il suo status vacilla

Cristiano Ronaldo è messo in discussione. Oddio, in realtà nessuno osa davvero mettere in discussione CR7. Come simbolo nazionale, capitano, giocatore che più di ogni altro ha scritto la storia del calcio lusitano, il portoghese è obiettivamente intoccabile. Eppure, per la prima volta in modo così esplicito, una parte significativa dell’opinione pubblica si sta ponendo una domanda che fino a pochi anni fa sarebbe stata sacrilega. Ha ancora senso costruire la Nazionale attorno a Cristiano Ronaldo?
Il dibattito è nell’aria da un bel po’, ma è esploso dopo il deludente pareggio del Portogallo contro la Repubblica Democratica del Congo. Una partita che i lusitani consideravano alla portata e che invece ha lasciato dubbi e molte critiche. Non tanto per il risultato in sé, quanto per la sensazione che una squadra ricca di talento continui a cercare una formula che non gira. A sorprendere non sono tanto le parole dei tifosi sui social, fenomeno ormai abituale ogni volta che CR7 scende in campo. A fare rumore è il fatto che il dibattito sia prepotentemente entrato nelle redazioni delle principali testate sportive del Paese. Record, A Bola e O Jogo, le tre grandi voci del giornalismo calcistico portoghese, stanno affrontando il tema con toni e sfumature diverse, ma con un denominatore comune. Il Portogallo deve interrogarsi sul proprio futuro.
Un arrembante editoriale
Uno dei segnali più forti è giunto da Record. Il direttore Sérgio Krithinas ha invitato il commissario tecnico dei lusitani Roberto Martinez a smettere di essere «il bravo ragazzo» e a prendere una decisione che potrebbe risultare molto costosa sul piano dell’immagine. Il testo non conteneva alcun nome o riferimento esplicito. Il nesso, tuttavia, è evidente. Per molti osservatori, il ct dovrebbe avere il coraggio di considerare Ronaldo come un giocatore tra gli altri. La questione, d’altronde, non riguarda soltanto i numeri. Certo, contro la Repubblica Democratica del Congo il contributo offensivo di CR7 è stato alquanto limitato. Ma la discussione è più profonda. Il Portogallo possiede una delle generazioni più talentuose della sua storia. Vitinha, João Neves, Bruno Fernandes e poi ancora Francisco Conceiçao, João Félix, Trincão, Pedro Neto… Per molti, di conseguenza, la domanda non è se Ronaldo sia ancora utile, ma se la sua presenza da titolare fisso stia limitando l’evoluzione naturale della squadra.
L’11 titolare senza il 41.enne
Se Record ha scelto la strada delle parole di un editoriale, A Bola è invece passato ai fatti. Il quotidiano ha chiesto sia alla propria redazione sia ai lettori di costruire l’undici ideale del Portogallo per il secondo delicatissimo match, ovvero quello di questa sera alle 19 al cospetto dell’Uzbekistan di Cannavaro. Ebbene, né la squadra scelta dai giornalisti né quella votata dai lettori comprendevano Cristiano Ronaldo tra i titolari. Questa la formazione di A Bola: Diogo Costa; Nuno Mendes, Gonçalo Inacio, Ruben Dias, João Cancelo; Vitinha, João Neves; Bruno Fernandes, Trincão, Gonçalo Ramos; João Felix. Anche tra i lettori prevaleva l’idea di una squadra senza CR7, preferendo soltanto Araujo al posto di Inacio: Diogo Costa; Nuno Mendes, Tomas Araujo, Ruben Dias, João Cancelo; Vitinha, João Neves; Bruno Fernandes, Trincão, Gonçalo Ramos; João Felix.
O Jogo ha adottato un approccio più prudente, ma anche dalle sue pagine emerge una convinzione diffusa. La Nazionale ha bisogno di maggiore velocità e imprevedibilità e forse di un attacco meno dipendente da un unico riferimento centrale.
In Portogallo nessuno mette in dubbio la grandezza storica del capitano, ma cresce il numero di persone convinte che la nazionale possa esprimere un calcio migliore senza l’obbligo di costruire ogni azione attorno a lui.
La difesa del selezionatore
In questo clima, ogni occasione è buona per sviscerare ulteriori addentellati sul tema. È accaduto anche con Francisco Conceiçao. L’esterno lusitano ha semplicemente affermato che Ronaldo è in Nazionale per aiutare la squadra, come qualsiasi altro compagno. Come prevedibile, non ha buttato benzina sul fuoco. Ciononostante, molti hanno interpretato le sue parole come una presa di posizione implicita. La scelta, alla fine, rimarrà comunque sempre sulle spalle dell’allenatore. E, almeno per ora, Roberto Martinez non sembra intenzionato a mettere in discussione il suo capitano. Il ct lo ha pubblicamente difeso dopo il pareggio contro il Congo. «Non ha alcun senso togliere dal campo il miglior marcatore di calcio a livello mondiale in una partita in cui hai bisogno di gol», ha tuonato Martinez. Una posizione che trova ancora molti sostenitori. Perché se è vero che il rendimento del quarantunenne non è più quello degli anni migliori, è altrettanto vero che la sua presenza continua a esercitare un’enorme influenza psicologica sugli avversari e sui compagni. Ma i giovani talenti lusitani scalpitano. Di abbandonare l’America anzitempo per concedere a CR7 un’ultima passerella mondiale, per loro, non è un’opzione.
