Derby Torino-Juventus: il tifoso ferito in prognosi riservata

Marco Basoccu, il sostenitore juventino rimasto ferito ieri pomeriggio a Torino nei tafferugli che hanno preceduto il derby della Mole valido per la 38esima giornata di Serie A, è tuttora ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni risultano stabili, ma la prognosi resta riservata; nella giornata di oggi sarà sottoposto a una TAC di controllo. Il 36.enne, commercialista di origini piemontesi residente a Milano, è stato operato domenica sera con un delicato intervento di neurochirurgia a causa di un grave trauma cranico riportato durante le tensioni del prepartita.
Il giallo del lacrimogeno
Dai primi accertamenti, intanto, emerge un'ipotesi diversa rispetto a quella inizialmente diffusa: a colpire Basoccu, giunto in città con il gruppo dei Viking di Milano, sarebbe stato il «fuoco amico» di una bottiglia lanciata da un altro tifoso bianconero durante gli scontri con le forze dell'ordine. Non trova invece riscontro la versione sostenuta dagli ultras juventini e dai familiari del ferito, secondo cui sarebbe stato colpito da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo: sul ferito non sarebbero state riscontrate bruciature, bensì lesioni compatibili con un oggetto contundente, come il vetro di una bottiglia.
La protesta nel settore ospiti e la decisione di giocare
La versione del lacrimogeno si era rapidamente diffusa nel settore ospiti dello stadio. Gli ultras della Juventus, dopo aver inizialmente abbandonato gli spalti, si erano riversati sulle balaustre chiedendo a gran voce il rinvio dell'incontro, con il coro «Sospendete la partita» intonato a più riprese. Una richiesta raccolta anche dai giocatori e dai dirigenti bianconeri, che si erano presentati più volte sotto il settore ospiti per dialogare con i tifosi.
La Lega Serie A ha però escluso la disponibilità di altre date utili per riprogrammare la sfida e, ottenuto il via libera della questura, la gara è stata disputata regolarmente, sia pure con un'ora di ritardo. I gruppi organizzati delle due tifoserie hanno disertato l'incontro, lasciando lo stadio dopo aver rimosso tutti gli striscioni.
La condanna del sindaco
Parole nette sono giunte dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha stigmatizzato la guerriglia tra tifosi bianconeri e polizia: «Quanto accaduto è gravissimo. Quella che doveva essere una serata all'insegna del calcio e del divertimento, a causa del comportamento irresponsabile e criminale di alcuni, è degenerata in scontri e violenze. Non sono questi i valori che lo sport intende trasmettere». Il sindaco ha poi espresso, a nome della Città di Torino, solidarietà agli agenti feriti nell'esercizio delle loro funzioni e vicinanza al tifoso ricoverato in ospedale.
Avviata un'inchiesta
La Procura di Torino, scrivono le agenzie italiane, nel frattempo ha aperto un'inchiesta per ricostruire ogni eventuale responsabilità sul ferimento del tifoso juventino. Il fascicolo, affidato al pubblico ministero Paolo Scafi, procede al momento per lesioni gravi.
Ai microfoni di Rai Radio 1 il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli ha fermamente condannato le violenze. E ha aperto una finestra sul rapporto tra club e tifosi, anche a prescindere dai fatti di ieri: «Non ho mai capito la sudditanza psicologica che i club e i calciatori hanno nei confronti delle curve». «Sicuramente i derby nelle ultime giornate sono una cosa di cui dovremo tener conto nel dare le oltre 400 variabili nella preparazione del calendario. È un parametro che inseriremo», ha rassicurato Simonelli. Ovviamente il riferimento è anche al derby di Roma in concomitanza con gli Internazionali d'Italia: «Si può sempre migliorare. Il fatto di avere il derby in contemporanea con la finale degli Internazionali d'Italia ha dato qualche problema».
