Mondiali 2026

Il Viking row, quel fenomeno virale «più grande del calcio»

Così lo ha definito il campione Erling Haaland: l'esultanza dei tifosi norvegesi che imita il remare sulle navi vichinghe è già diventato il tormentone di questa Coppa del Mondo – E, naturalmente, non sono mancate le polemiche tra accuse di richiamo a «un'estetica malsana», simbologia di destra e inesattezze storiche
© Mark Stockwell
Irene Solari
04.07.2026 17:32

In poco tempo è diventata il tormentone di questi Mondiali 2026: nel campo da calcio, sugli spalti, ma anche per le strade di Times Square e addirittura nel Parlamento Norvegese, la cosiddetta Viking row (o remata vichinga) è virale e viene imitata ovunque. Stiamo parlando dell'ormai iconica coreografia di esultanza che i tifosi norvegesi hanno portato ai Mondiali e che ha fatto in breve tempo il giro del mondo. Il gesto è semplice: si fa finta di remare (possibilmente da seduti) come facevano i guerrieri sulle antiche navi vichinghe quando andavano in battaglia. Un gesto che ora sta spopolando. Chi sta seguendo le prodezze di Haaland e compagni ai Mondiali se ne sarà già accorto.

L'onda che spopola

Migliaia di tifosi sugli spalti hanno infatti dato vita a questa suggestiva «ola» e anche in campo i giocatori della nazionale norvegese hanno voluto replicare la coreografia. Ma non ci si ferma a bordo campo, basta infatti dare uno sguardo ai principali social media per rendersi conto della popolarità di questo fenomeno. Si va da Times Square alle sale del Parlamento norvegese, passando addirittura per le cabine di pilotaggio dei caccia F-35, dove i piloti hanno «remato» ai loro posti di comando, come spiega il Guardian. Ad accompagnare il movimento, di intensità man mano più crescente, c'è poi anche un canto ritmato sincronizzato, il «ro». Termine norvegese che significa, appunto, «remare».

Come un equipaggio

«Questo è qualcosa di più grande del calcio», ha dichiarato il campione norvegese Erling Haaland, condividendo sui social un video della squadra che remava dopo la vittoria contro la Costa d'Avorio, coinvolgendo poi tutti i tifosi. Un post che ha raggiunto in breve tempo oltre 200 mila like. «Vedere migliaia di persone remare con te, ti fa sentire l'energia. Vengono i brividi», ha aggiunto Haaland davanti alla stampa. Gli ha fatto eco il capitano della nazionale, Martin Ødegaard, anche lui impegnato in prima linea nella remata della sua squadra, scandendo il ritmo un tamburo preso in prestito dal pubblico sugli spalti. «Vedere un'intera parte dello stadio remare insieme ti fa capire che non siamo solo undici ragazzi in campo, ma un intero equipaggio. È una sensazione incredibile». Una coreografia che, promettono i tifosi, andrà avanti finché la Norvegia resterà in gara.

«Estetica della mascolinità»

La tendenza ad associare l'iconografia vichinga al mondo dello sport non è una novità di quest'anno, ma è iniziata già nel 2023 - spiega il quotidiano britannico - quando i calciatori hanno indossato magliette con un'estetica, tra lettere e numeri, che si rifaceva agli antichi caratteri runici. La nazionale si è poi superata in occasione dei Mondiali di quest'anno, con la foto ufficiale della squadra che ritrae i giocatori in abiti di pelle e pelliccia, intenti a brandire scudi e spade, come i loro antenati vichinghi. Ma non tutti hanno dimostrato di apprezzare questa estetica. Anzi. Non sono mancati i commenti di chi ha ricordato i comportamenti dei vichinghi, dediti a «saccheggi, razzie e brutalità». Janne Stigen Drangsholt, editorialista dell'Aftenposten, il maggiore quotidiano norvegese per diffusione, ha criticato quella che ritiene essere «una malsana estetica della mascolinità». Anche il giornalista Hans Petter Sjøli ha dichiarato a NRK che la tendenza «è un po' troppo rumorosa e in stile Disney per noi norvegesi». Altri ancora si sono mostrati preoccupati per l'uso dell'iconografia norrena, poiché in Scandinavia «questo simbolismo è ormai associato a gruppi di estrema destra, nazionalisti e neonazisti».

Inesattezze storiche

Ma non solo. L'esultanza norvegese, secondo quanto riportato da alcuni storici svedesi, sarebbe frutto di una «clamorosa» inesattezza storica. Per gli esperti di Stoccolma furono infatti i vichinghi orientali, quindi quelli provenienti principalmente dall'odierna Svezia, «a essere conosciuti per la navigazione fluviale e costiera con imbarcazioni a remi», le cosiddette longship. Mentre i vichinghi occidentali, ovvero quelli provenienti dalla Norvegia, «furono i grandi navigatori transatlantici». Di conseguenza la coreografia adottata da migliaia di tifosi norvegesi per sostenere le nazionale sarebbe fatta imitando un gesto tipico dei «cugini» svedesi. Distinzioni e precisazioni che, tuttavia, al momento sembrano importare poco al pubblico festante dei supporter che attende solo la prossima sfida: domenica la Norvegia sfiderà nientemeno che il Brasile.

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