Mondiali 2026

Tami e il cappellino di Parmelin: «Non so dove trovarlo»

Il direttore delle squadre nazionali ritorna sulla serata speciale del BC Place, insieme al presidente della Confederazione e al suo berretto diventato virale, e lancia gli ottavi di finale contro la Colombia: «Dobbiamo superare questo ostacolo»
Il presidente della Confederazione Guy Parmelin prima di Svizzera-Algeria, a Vancouver. © Keystone/Klaunzer
Massimo Solari
04.07.2026 20:12

La Svizzera, dunque, conosce il suo prossimo avversario. A separare i rossocrociati dalla storia, dai quarti di finale del Mondiale 2026, è la Colombia. «Un ostacolo da non sottovalutare, ma che dobbiamo assolutamente superare». Il direttore delle squadre nazionali Pierluigi Tami mantiene alta la tensione, a ridosso del primo allenamento di preparazione alla cruciale sfida del BC Place di Vancouver. 

«Vi assicuro che i nostri giocatori sono ancora affamati e se c'è una cosa che non mi va di affrontare adesso è lo scenario per cui il torneo sarebbe da considerare soddisfacente o meno» sottolinea il dirigente ticinese. «Di sicuro ho osservato uno sviluppo e, nei sedicesimi contro l'Algeria, una prestazione davvero matura. Di quelle che occorrono una volta alle prese con la fase a eliminazione diretta».

La vittoria contro la selezione di Vladimir Petkovic non è stata semplice. «Ma a emergere, a fronte di un inizio di partita complicato, è stato uno dei nostri principali valori: la flessibilità» rileva Tami. «Se è stata trovata la quadratura del cerchio a livello di formazione? Difficile affermarlo, poiché Murat e il suo staff calibrano ogni sfida anche sull'avversario. Detto ciò, con l'Algeria si è vista una formazione in grado di sacrificarsi tanto e bene sul piano difensivo, nonostante la sua predisposizione offensiva, con Ndoye, Vargas, Manzambi ed Embolo titolari dal primo minuto».

Il direttore delle squadre nazionali Pierluigi Tami. © Keystone/Klaunzer
Il direttore delle squadre nazionali Pierluigi Tami. © Keystone/Klaunzer

Al National Soccer Development Centre di Vancouver, centro d'allenamento dei Whitecaps, il direttore delle squadre nazionali si proietta dunque al prossimo, fondamentale incontro: «Affrontiamo una selezione che ha chiuso al terzo posto le qualificazioni sudamericane, dietro all'Argentina ma davanti al Brasile. Insomma, servirà un'altra prestazione di spessore. Mi aspetto una partita aperta, senza favorite. Si parte dal 50 e 50».

Martedì, alle 13 locali, le 22 elvetiche, la nazionale svizzera non potrà purtroppo contare sul portafortuna Guy Parmelin. E sul suo cappellino diventato oramai virale. «Se l'ho ordinato? Non so dove trovarlo» scherza Tami. Il presidente della Confederazione, dopo aver assistito al match con l'Algeria, ha appena incontrato alcuni protagonisti rossocrociati al Fairmont Hotel di Vancouver, dove alloggia la squadra. «Ed è bello sapere che la politica ci sostiene» afferma Tami. Per poi aggiungere: «Ma è altrettanto speciale percepire, anche da lontano, l'energia della popolazione che ci segue in patria. Vedere così tanti tifosi disposti a svegliarsi alle 5 per sostenerci - mia moglie e mia figlia comprese - è incredibile».

Buone notizie sul fronte finanziario: non sarà un Mondiale in perdita

Le buone notizie, comunque, non finiscono qui per la delegazione rossocrociata. Grazie all'accesso agli ottavi di finale della Coppa del mondo 2026, l'ASF è già certa di chiudere la spedizione nordamericana con un profitto. Tra qualificazione al torneo, sedicesimi e, ora, ottavi, la Svizzera si è messa in tasca circa 15 milioni di dollari. «I premi per i giocatori? Diciamo che diventerebbero importanti per la Federazione in caso di qualificazione ai quarti» evidenzia ancora Tami. Il responsabile comunicazione Adrian Arnold puntualizza per contro come non sia ancora chiaro in che misura - e su quali voci - gli Stati Uniti tasseranno la Nazionale. Si parla del 12%, verosimilmente sui salari percepiti dai giocatori nei rispettivi club e dai collaboratori per la propria mansione in Svizzera. Il tutto tarato sul numero di giorni trascorsi su territorio americano. Insomma, ben venga la decina di giorni da trascorrere in Canada che, come il Messico, non impone alcuna pressione fiscale sulle selezioni partecipanti al torneo. E però, a questo punto, sarebbe bello tornare a rimpinguare l'erario statunitense, volando a Kansas City per i quarti di finale. 

Le ultime dallo spogliatoio, intanto, raccontano delle indisponibilità di Luca Jaquez e Michel Aebischer, entrambi a riposo a causa di leggeri problemi fisici.

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