Due serie combattute in cerca di un padrone: i playoff non deludono

Uno a uno, disco al centro. Le prime due gare delle semifinali playoff non hanno deluso le aspettative, in particolare quelle degli appassionati neutrali, che confidano in due serie lunghe, combattute e spettacolari. Le premesse sono buone e gara-3, in programma stasera (con il derby romando su TeleTicino), assume già un significato importante. Costrette a vincere almeno una volta in trasferta, ZSC Lions e Ginevra – forti dei successi di lunedì – cercheranno il break con più determinazione rispetto a quanto fatto sabato, quando Davos e Friburgo si erano imposti con merito davanti ai loro tifosi. Non tutti i protagonisti più attesi sono già saliti in cattedra, ma in compenso molti «gregari» si sono presi la ribalta con grande personalità. Ogni squadra rimasta in corsa per il titolo ha ancora del potenziale inespresso e numerosi sono i fattori che potrebbero indirizzare le due serie in un senso o nell’altro. Vediamone alcuni.
Malgin fuori dal «Ghetto»
Incontenibile nel quarto di finale contro il Lugano, nel quale aveva totalizzato 9 punti in 4 partite, in questa semifinale Denis Malgin non si è ancora sbloccato. Il Davos lo marca stretto, lo provoca e lo innervosisce. Lui è comunque pericoloso, ma poco concreto. L’assenza del fido Sven Andrighetto, infortunatosi in gara-3 con i bianconeri dopo un durissimo scontro con il compagno Balcers, si sta facendo pesante. Arrivato a stagione in corso da Kloten, Luc Schreiber non può essere una soluzione a lungo termine. Sul rientro di «Ghetto» c’è fiducia, ma non è dato sapere a che punto della serie il nazionale rossocrociato potrà tornare a dare man forte alla prima linea dei Lions.
Baltisberger, l’«underdog»
Doppietta (inutile) in gara-1, gol della vittoria in gara-2. Se Malgin non buca la rete, ci pensa Chris Baltisberger. L’attaccante 34.enne, anima della quarta linea e pedina fondamentale del power-play zurighese, è forse uno dei giocatori più sottovalutati del campionato. Davanti alla porta avversaria ha pochi rivali e a ben guardare la sua carriera in Nazionale si è chiusa troppo presto, con il Mondiale del 2018 (medaglia d’argento) quale primo e ultimo grande torneo disputato. Patrick Fischer ha virato su giovani con caratteristiche simili alle sue, come il suo compagno di linea Baechler, ma il fastidioso Chris ha ancora tanto da dare ai duplici campioni svizzeri in carica. E il Davos se n’è già accorto.
Arriverà il turno di Lemieux?
In casa grigionese non c’è panico, l’1-1 nella serie era da mettere in conto e probabilmente è troppo presto per rimescolare le carte. L’attacco di Holden, però, è lontano dalla sua conformazione ideale. Con Corvi in infermeria da gennaio e Nussbaumer fuori fino a fine stagione, ai gialloblù mancano due centri preziosi. Beni Weideacher sta ricoprendo un ruolo per lui naturale, ma l’esperienza resta quella di un 19.enne. E in seconda linea, al fianco di Zadina e Asplund, sta giocando il 18.enne Niklas Aebli, che in regular season ha disputato solo due partite e che nei quarti con lo Zugo ha totalizzato appena 1’54’’ di ghiaccio. In tribuna c’è un solo potenziale attaccante titolare, il canadese Brendan Lemieux, focoso animale da playoff, amato dal pubblico grigionese, che attende di tornare protagonista dopo i 5 punti collezionati nelle 3 partite disputate nei quarti. Chissà se prima o poi Holden penserà a un attacco con sei stranieri, rinunciando a Dahlbeck in difesa? Difficile, molto difficile, considerando che lo svedese ha giocato 56 partite su 59.
Finalmente il power-play
Sotto 0-4 dopo due tempi, lunedì il Friburgo ha sfiorato la rimonta, rientrando fin sul 3-4 in meno di 7 minuti. A ridare morale ai burgundi è stato soprattutto il 2-4 di Bertschy, primo gol realizzato dai Dragoni in power-play in 9 partite di playoff. Qualora si fosse davvero sbloccato in 5 contro 4, il Gottéron avrebbe un argomento in più a suo favore. Ma la prestazione difensiva dell’altro ieri non lascia molto tranquilla una squadra ancora orfana dello squalificato Nemeth. Tra infortuni (oggi rientrerà Sörensen?), sospensioni e problemi interni (vedi «caso Wallmark»), il cammino dei burgundi resta disseminato di ostacoli. E il Ginevra è pronto ad approfittarne.
Non solo Suomi
Il Servette ha vinto gara-2 segnando 7 reti (le ultime 2 a porta vuota) senza che andassero a bersaglio Granlund, Puljujärvi e Manninen. Non è un aspetto secondario per una squadra che in stagione è stata spesso dipendente dalla sua prima linea finlandese. In particolare, nei playoff è salito di tono il terzetto composto da Vesey, Jooris e Bozon, ma è tutto l’attacco a offrire più alternative.
