Peltonen, Nummelin e la reunion nel Giura, 20 anni dopo il titolo a Lugano: «Ma ai Mondiali siamo rivali»

Tra nazionale finlandese e HC Lugano, Ville Peltonen e Petteri Nummelin hanno giocato insieme per una dozzina d’anni, condividendo undici Mondiali (un oro, tre argenti e due bronzi), un’Olimpiade (argento a Torino) e tre stagioni in bianconero, sublimate dal titolo del 2006. Tra qualche settimana, i due vecchi amici torneranno a lavorare insieme, riuniti dal direttore sportivo dell’Ajoie, Julien Vauclair, anche lui campione con l’HCL di vent’anni fa. Peltonen sarà l’allenatore dei giurassiani, Nummelin il suo vice. Giovedì pomeriggio, però, i due saranno avversari ai Mondiali di Zurigo, nella sfida tra Finlandia e Lettonia: Ville è uno degli assistenti di Antti Pennanen, mentre Petteri ha lo stesso ruolo nello staff guidato da Harijs Vitolins.
L’album dei ricordi
Nummelin contro la sua Finlandia, dunque. Non è la prima volta, visto che l’ex difensore (o ex attaccante arretrato, se preferite) fa parte dello staff lettone dal 2023. «È sempre speciale affrontare la selezione del proprio Paese, ma non la considero una sfida personale tra me e Ville», ci dice l’indimenticato folletto bianconero. La partita avrà un sapore particolare anche per Peltonen: «Due anni fa c’ero pure io, insieme a Nummy, tra gli assistenti di Harijs Vitolins. Ho diversi amici nella selezione lettone e conosco bene i loro giocatori». Dopo la sconfitta rimediata contro l’Austria, alla Lettonia serve un colpaccio per continuare a sperare nei quarti di finale. La Finlandia vuole invece restare a punteggio pieno e contendere il primo posto del girone alla Svizzera, che affronterà solo all’ultima giornata: «È troppo presto per pensarci», ci dice Ville. «Sia noi, sia i rossocrociati, dobbiamo procedere un passo dopo l’altro». Il prossimo impegno lo opporrà dunque a Nummelin, compagno di mille battaglie in Nazionale tra il 1995 e il 2007 e a Lugano tra il 2003 e il 2006. «Tanti bei ricordi mi legano a Petteri, è difficile stilare una graduatoria. Tutti i successi ottenuti insieme, sia in Ticino, sia a livello internazionale, sono stati memorabili. Negli anni bianconeri, abbiamo forse proposto il miglior hockey delle nostre carriere. In particolare, credo che il 2006, con il titolo vinto alla Resega e la medaglia d’argento ai Giochi di Torino, sia stato davvero eccezionale».
Nummelin concorda con il suo ex capitano, ma alla lista aggiunge anche l’oro mondiale vinto nel 1995 in Svezia, il primo in assoluto per la Finlandia: «Eravamo giovani, avevamo solo 22 anni. Per me era la prima partecipazione a una rassegna iridata, per Ville la seconda. Quello fu un giorno storico per l’hockey finlandese, che non aveva mai vinto il titolo iridato. Battere la Svezia in finale, a casa sua, fu spettacolare».

Riuniti nel Giura
A fine Mondiale, Ville e Petteri torneranno a battagliare gomito a gomito, con un grande obiettivo in comune. Ridare un po’ di slancio all’Ajoie, dopo cinque stagioni di National League chiuse all’ultimo posto. «Quando arrivi in un nuovo club, devi innanzitutto capire bene la situazione», spiega Ville, reduce dall’esperienza sulla panchina del Ginevra. «Ci saranno alcuni aspetti positivi da conservare e altri negativi da modificare. Con l’aiuto di Petteri, che conosce bene l’ambiente, cercheremo le soluzioni migliori. Ma alla base di tutto ci saranno il duro lavoro quotidiano, l’umiltà e il desiderio di sorprendere. Vogliamo far progredire la squadra. La tifoseria e la società sono pronte al cambiamento. Saranno le persone e il legame che sapremo creare con loro a rendere le cose possibili».
Nummelin, che lavora con i giurassiani da cinque stagioni, è felice di accogliere Ville a Porrentruy: «Avremo parecchio lavoro da fare per provare a staccarci dall’ultimo posto. Ma ce ne occuperemo più in là, adesso abbiamo entrambi un Mondiale a cui pensare».

Due stelle tra le leggende
Già. Un Mondiale in Svizzera, Paese d’adozione per entrambi, da vivere appieno. Magari concedendosi una passeggiata sulla Walk of Legends della IIHF, situata tra la Swiss Life Arena e la Fan Zone. Sul marciapiede in stile hollywoodiano, ci sono anche le stelle di Peltonen e Nummelin, separate da pochi passi: «È un onore», ci dice Ville. «Per chi, come noi, respira hockey da una vita, è bello sapere di aver lasciato un’impronta nei ricordi della gente e nella cultura di questo sport. Anche mio padre Esa ha la sua stella sulla Walk of Legends. Lui ha contribuito a costruire la grande tradizione dell’hockey finlandese e noi abbiamo cercato di portarla avanti nel migliore dei modi. Oggi, da allenatori, io e Petteri vogliamo trasmettere qualcosa di positivo alle nuove generazioni. L’hockey è in continua evoluzione, sta crescendo in tutto il mondo, ma bisogna prendersene sempre cura».

