Volley Lugano

«Verso il nuovo palazzetto con la forza del nostro vivaio»

Dopo tre semifinali di fila, le bianconere hanno chiuso la stagione al quinto posto, ma il club guarda già al futuro - Il presidente Toma: «Vogliamo diventare più attrattivi per le giocatrici svizzere e avere sempre più ticinesi in prima squadra»
Il presidente Gianbattista Toma. © CdT/Gabriele Putzu
Fernando Lavezzo
31.03.2026 18:00

Il quinto posto, dopo tre semifinali consecutive, è un passo indietro. Il Volley Lugano, però, non ne fa un dramma: «La squadra, straniere comprese, era molto giovane. Nel momento decisivo non è riuscita a dare il massimo, ma va bene così», afferma il presidente Gianbattista Toma. «Nel corso della stagione, a parte il Neuchâtel, le nostre ragazze hanno battuto tutte le squadre più forti, dimostrando di non essere lontanissime dall’obiettivo del top 4. Se ci fossimo presentate ai playoff al completo, avremmo forse avuto più chance, ma l’infortunio subìto da Margaret Cartwright in gennaio, quando era la topscorer, non è stato facile da assorbire».

Quasi da zero

Come sempre, dopo l’estate il Volley Lugano ripartirà quasi da zero: tanti addii, tanti arrivi e almeno tre nuovi innesti dal vivaio. Il punto fermo rimane Arianna Mortati, l’intoccabile libero cresciuto in casa. «Resterà anche l’americana Madeline Boerstra, che arrivando a stagione in corso ha dimostrato grosse potenzialità», ci anticipa Toma. «Stiamo inoltre facendo il possibile per trattenere Ava Palm, ma non sarà facile. Tutte le altre straniere partiranno».

Ai saluti c’è anche una giovane ticinese, Seline Zanetti, che negli ultimi due anni, giocati da titolare, si è fatta notare nel ruolo di centrale, finendo nel mirino del NUC: «Speravo che restasse almeno un altro anno, per completare la sua crescita qui da noi, ma le società d’oltre San Gottardo sono più attrattive e dobbiamo accettarlo», spiega il presidente. «Uno dei nostri obiettivi a lungo termine, è diventare una piazza più interessante per le giocatrici svizzere. Qualcosa si è già mosso, quest’anno siamo stati contattati da tante ragazze, ma poi non se n’è fatto nulla. A volte perché nel ruolo eravamo coperte, a volte per una questione di budget. Di sicuro, l’interesse per venire a Lugano sta crescendo. E con la prospettiva del nuovo palazzetto, sarà ancora maggiore». Tra le partenti citiamo anche la seconda palleggiatrice Nadja Djuric, allettata dal ruolo di titolare propostole dal Ginevra, e Sara Citterio, per motivi di studio. «Due scelte comprensibili», commenta Toma.

Impronta americana

Per compensare le partenze delle atlete svizzere, arriverà una centrale elvetica da Cheseaux. «Inoltre – sottolinea Toma – attingeremo dalla nostra Academy e da un altro club ticinese, ma i nomi li comunicheremo prossimamente. Di certo sarà un Volley Lugano ancora più giovane e più svizzero: questa sarà la nostra politica nei prossimi anni, con l’ingresso al PalaRaiffeisen».

E per quanto riguarda le nuove straniere? «Il mercato di riferimento sarà ancora quello americano, nel quale riusciamo a operare più facilmente. Abbiamo già individuato un paio di ragazze statunitensi con esperienza in Europa, nei ruoli di palleggiatrice e opposta. Anche con la centrale siamo quasi a posto. Mancano solo le firme. Per il resto, valuteremo le opzioni con il nostro allenatore Apostolos Oikonomou, confermatissimo insieme al suo assistente».

Aspettando la nuova casa

Si diceva del futuro nel nuovo PalaReiffeisen: «Sarebbe bello poterci debuttare già alla fine della prossima stagione, magari nei playoff, ma pianificheremo il prossimo campionato con l’idea di trascorrerlo interamente al Palamondo. Più in generale, stiamo lavorando per entrare nella nostra nuova casa nel migliore dei modi, con basi solide, soprattutto rinforzando la struttura tecnica, con l’obiettivo di avere, a medio-lungo termine, sempre più giocatrici locali in LNA. Ad esempio, abbiamo appena rinnovato per due stagioni con il direttore sportivo del settore giovanile Francesco Cattaneo».

Il Volley Lugano non è entrato nelle recenti polemiche sui futuri inquilini del PalaRaiffeisen, con la Città a spingere per una fusione nel basket tra Tigers e SAM Massagno: «Abbiamo ottimi rapporti con il Municipio e il Dicastero Sport», dice Gianbattista Toma. «Non conosco la realtà della pallacanestro, posso solo assicurare che noi abbiamo sempre fatto il passo secondo la gamba e che stiamo bene. A lungo termine, il palazzetto potrebbe permetterci di avere un’Academy ancora più strutturata. Potremmo discutere con la federazione per diventare un centro di competenza e prendere in considerazione l’idea di tornare in Europa, ma è musica del futuro».

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