Trump nel Giorno dell'Indipendenza: «Non saremo mai un Paese comunista»

La parata di Washington per il Giorno dell'Indipendenza è stata cancellata a causa del caldo estremo, ultimo evento a subire le conseguenze di una torrida «cupola di calore» che continua a stazionare sulla parte orientale del Paese. Il National Weather Service ha emesso un'allerta per caldo estremo nell'area di Washington, prevedendo indici di calore tra i 43 e i 46 gradi, secondo una nota degli organizzatori diffusa nella tarda serata di venerdì.
La parata era prevista per le 10:30 (le 16:30 in Svizzera) del 4 luglio, giorno dei 250 anni dell'indipendenza degli Stati Uniti. «La decisione è stata adottata dopo una attenta e approfondita valutazione, mettendo al primo posto la sicurezza di partecipanti, spettatori e personale», si legge nella nota.
«Non saremo mai un Paese comunista»
L'identità americana «è sotto un nuovo attacco di radicali ed estremisti interni» e, per questo, «possiamo perdere le elezioni di metà mandato solo se ci comportiamo da stupidi». Donald Trump, parlando al Mount Rushmore, ha citato il rischio di comunismo. «Il Partito Comunista è composto da immigrati clandestini, criminali e da chiunque non debba lavorare. Il comunismo è un fallimento. Lo è sempre stato e lo è tuttora. È un fallimento totale. Guardate le persone che lo promuovono. Alla vigilia di questo 250. anniversario della libertà americana, dichiariamo e giuriamo che l'America non sarà mai un Paese comunista», ha aggiunto.
A una generazione di distanza da quando «abbiamo combattuto e vinto la Guerra Fredda contro la minaccia del comunismo, assistiamo oggi a una recrudescenza di tale minaccia nella nostra terra, alimentata anche da chi è appena arrivato nel nostro Paese e abbraccia idee diametralmente opposte al nostro stile di vita. Non si tratta di semplici divergenze politiche, come quelle su tasse o regolamenti», ha continuato Trump, per il quale «il comunismo rappresenta una minaccia mortale per la libertà americana. È la minaccia più grave che il nostro Paese abbia mai affrontato, superando persino la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, Pearl Harbor o l'11 settembre».
Perché il comunismo «è nemico dei popoli liberi ovunque essi siano. È nemico della Costituzione. Soprattutto, è nemico del 4 luglio 1776. Mentre radicali ed estremisti attaccano a ogni piè sospinto la nostra straordinaria storia, tacciono sulla storia nefasta del comunismo stesso. Il loro sistema ha causato più morte e distruzione di qualsiasi altro sistema mai sperimentato: nel secolo scorso ha ucciso 100 milioni di persone. Il comunismo è l'esatto opposto della vita, della libertà e della ricerca della felicità: è morte, tirannia e ricerca del male», ha rincarato il presidente.
«La morale comunista, priva di Dio, sostiene che qualsiasi mezzo sia giustificato per realizzare le visioni disumane che propugna. Non nutre alcun rispetto per la legge, la giustizia, i principi, la tradizione o i diritti conferiti da Dio. È un'ideologia fondata su furto, controllo, menzogne e omicidi di massa. Tali dottrine non possono trovare spazio in una democrazia, poiché la prima cosa che fanno, una volta al potere, è distruggerla, proprio come hanno fatto i comunisti in altri Paesi di tutto il mondo», ha attaccato Trump. «In parole povere, il comunismo incarna idee e abusi peggiori della storia, perpetrati dalle persone peggiori; la fondazione dell'America rappresenta invece idee e tradizioni migliori della storia, opera delle persone migliori. Si può essere leali a Karl Marx oppure all'America. Si può essere comunisti o patrioti. Non si può essere entrambe le cose», ha tuonato il tycoon, chiudendo un discorso di quasi 30 minuti, tra gli applausi.


